INTERVISTA A RENZO CARRIERO CO-FOUNDER DI KEIRON INTERACTIVE START UP INNOVATIVA SPECIALIZZATA IN INTERACTION DESIGN
D. Benvenuto Renzo, puoi raccontarci i punti focus della tua storia accademica e poi
imprenditoriale?
R. La mia storia accademica ha radici nel mondo della Progettazione e del Design, con una successiva
specializzazione in grafica 3D. Questo percorso mi ha permesso di sviluppare sia competenze
tecniche che creative nel campo del design e della modellazione tridimensionale. La mia curiosità
innata per l’innovazione mi ha poi spinto verso un master in Realtà Virtuale e Aumentata. È stato
durante questo master che ho avuto l’opportunità di incontrare e collaborare con i miei attuali soci.
Condividevamo tutti una visione comune: utilizzare queste tecnologie emergenti non solo per creare
esperienze innovative, ma per fare la differenza nella vita delle persone.
D. Come nasce l’idea di KEIRON?
R. L’idea di Keiron è nata proprio in quel contesto, durante il master. Io e i miei tre soci abbiamo
iniziato a collaborare con l’obiettivo di valorizzare la tecnologia e, attraverso essa, migliorare
concretamente il benessere degli utenti. La nostra visione era, ed è tuttora, quella di portare la
bellezza nella vita delle persone attraverso la tecnologia, ispirandole, coinvolgendole ed
emozionandole. Per noi, la bellezza non è solo estetica, ma un modo di pensare, agire e comunicare,
essenze dell’innovazione.

D. Quali sono i servizi offerti? Puoi farci una panoramica?
R. Nei nostri anni di esperienza ci siamo resi conto che molte volte il punto di partenza proposto dai
nostri clienti non era quello più in focus per una soluzione utile e duratura. Molte volte la poca
conoscenza delle differenze e delle potenzialità della tecnologia, affiancata a una mancanza totale di
conoscenza delle metodologie e dei campi di applicazione, ci rendeva la vita difficile in fase di
proposta. Quindi abbiamo creato un workshop che proponiamo ai nostri clienti nella fase iniziale
per comprendere al meglio le possibilità di unire gli strumenti giusti ed avere il prodotto corretto per
loro. Questa fase molte volte viene affiancata con sessioni di design thinking.
Siamo specializzati in interaction design, ovvero quelle soluzioni che prevedono l’interazione
digitale multimediale da parte dell’utente. Oltre alla componente tecnologica, abbiamo un
particolare occhio di riguardo anche sulla user experience dell’utente, che deve essere semplice e
allo stesso tempo memorabile. Le soluzioni possono variare da un’applicazione mobile, a un totem
touch/tavolo interattivo, o utilizzando tecnologie della famiglia dell’Extended Reality, quindi Realtà
Virtuale, Realtà Aumentata e Mixed Reality. La tecnologia è un output, senza la giusta progettualità
è una scatola vuota.
Alla parte consulenziale e di supporto alle aziende, abbiamo creato un servizio di Digital Humans
pensato come info point per i congressi, gli eventi, ecc., così da aiutare i visitatori e supportare il
personale. Questo primo step sarà integrato da un sistema che ci permetta di integrare facilmente le
soluzioni digitali dei nostri clienti.
D. Puoi spiegarci meglio il workshop iniziale e l’utilizzo dei Digital Humans?
R. Nel corso degli anni, ci siamo spesso resi conto che i clienti non sempre avevano una chiara
comprensione delle potenzialità delle tecnologie disponibili né delle metodologie migliori per
applicarle efficacemente. Questo rappresentava una sfida significativa durante la fase di proposta
delle soluzioni. Per affrontare questo problema, abbiamo sviluppato un workshop chiamato CREA,
che proponiamo nella fase iniziale di collaborazione.
Il workshop CREA è strutturato per fornire una formazione completa su tecnologie e metodologie.
La prima parte della formazione è focalizzata sull’Extended Reality (VR, AR, MR) e sul Digital
Signage (totem touch, kiosk, applicativi interattivi da schermo). L’obiettivo è esplorare nel dettaglio
gli utilizzi pratici di queste tecnologie e comprenderne l’integrazione in progetti innovativi.
Parallelamente, presentiamo e analizziamo le metodologie più efficaci, come la gamification, lo
storytelling e l’edutainment, che sono cruciali per valorizzare le tecnologie e orientare i progetti
verso un’esperienza utente eccellente.
Durante il workshop, i partecipanti hanno la possibilità di testare direttamente le tecnologie e di
analizzare case study pertinenti, per una comprensione approfondita delle applicazioni reali e delle
best practices nel campo. Inoltre, utilizziamo sessioni di design thinking per stimolare la creatività e
l’innovazione, aiutando i clienti a pensare fuori dagli schemi. La seconda parte del workshop CREA
è pratica e coinvolgente, strutturata come un’asta interattiva. I partecipanti vengono divisi in gruppi
al quale viene assegnato un budget. Le carte utilizzate nell’asta appartengono a quattro categorie
diverse: tecnologie, metodologie, strumenti e applicativi, che sono gli argomenti trattati nella prima
fase del corso. Durante l’asta, i gruppi devono scegliere una carta per categoria e sviluppare un’idea
di applicazione concreta da presentare agli altri team e ai docenti.
Per i Digital Humans, mi riferisco al progetto V.E.G.A. (Virtual Experience for Guiding
Assistance), un sistema avanzato di Digital Humans progettato per essere utilizzato come info point
interattivo per congressi, eventi o come desk informativo all’interno delle aziende. Questi avatar
digitali sono realizzati con tecnologie all’avanguardia come l’intelligenza artificiale e il rendering
3D, permettendo loro di interagire in modo naturale con gli utenti. I Digital Humans di V.E.G.A.
sono in grado di rispondere a domande e fornire informazioni utilizzando il linguaggio naturale,
migliorando notevolmente l’esperienza dei visitatori.
V.E.G.A. offre numerosi vantaggi significativi. La disponibilità 24/7 consente ai Digital Humans di
fornire assistenza in tempo reale, migliorando l’interazione con i visitatori e aumentando la loro
soddisfazione. Inoltre, riducendo la necessità di personale umano, V.E.G.A. contribuisce a
diminuire i costi operativi, mantenendo al contempo un alto livello di servizio. Il sistema è anche in
grado di raccogliere dati sulle preferenze e i comportamenti dei partecipanti, fornendo insight
preziosi per sviluppare strategie di marketing personalizzate. Garantisce anche la protezione delle
informazioni sensibili dei clienti, assicurando la conformità alle normative sulla privacy.
Per il V.E.G.A. 2.0 che intendiamo rilasciare tra il Q4 del 2024 e il Q1 del 2025 vogliamo
implementare una struttura che permetta ai nostri clienti di gestire in maniera autonoma la
documentazione su cui addestrare l’AI e anche il collegamento con informazioni Multimediali
(foto, video, link etc) così da poter fornire un’esperienza sempre più soddisfacente per il cliente
aiutandolo a colmare tutte le curiosità.
Questa soluzione può trovare applicazioni pratiche in vari settori oltre a quelle indicate da cui siamo
partiti. Ad esempio, nel turismo, possono fornire informazioni sui punti di interesse e sugli eventi
locali, migliorando l’esperienza dei turisti. Nel settore sanitario, possono aiutare i pazienti a
orientarsi in ospedali e cliniche, offrendo supporto continuo e preciso. Nella Pubblica
Amministrazione per aiutare il cittadino nelle strutture. Ovunque serva il supporto di un assistente
allora V.E.G.A. può andare a rispondere alla necessità.

D. Quale elemento rende, a tuo parere, V.E.G.A. diversa dai suoi competitors?
R. Il nostro sistema V.E.G.A. si distinguerà dai competitor in diversi modi significativi. Innanzitutto,
abbiamo posto grande enfasi sulla personalizzazione e la flessibilità. A differenza di molte soluzioni
standardizzate sul mercato, V.E.G.A. è progettato per adattarsi facilmente alle esigenze specifiche
di ogni cliente o evento. L’AI alla base del sistema può essere addestrata con informazioni su
misura, garantendo risposte precise e pertinenti.
Un altro aspetto chiave è l’accessibilità. Abbiamo sviluppato un’interfaccia multimodale che
permette agli utenti di interagire sia tramite tastiera che comandi vocali.
Questo, combinato con la possibilità di accedere a contenuti aggiuntivi tramite QR code, rende V.E.G.A. estremamente user friendly e adatto a un’ampia gamma di utenti.
Ci stiamo anche concentrati sull’autonomia del cliente. La dashboard intuitiva permette di gestire e
aggiornare i contenuti senza bisogno di competenze tecniche avanzate. Questo non solo semplifica
l’uso del sistema, ma riduce anche i costi operativi nel lungo termine.
Infine, l’integrazione con avatar 3D realistici eleva l’esperienza utente a un nuovo livello. Non si
tratta solo di fornire informazioni, ma di creare un’interazione coinvolgente e memorabile.
Tutto questo è supportato dalla nostra vasta esperienza nell’interaction design e nelle tecnologie XR.
Non stiamo semplicemente offrendo un prodotto, ma una soluzione completa che può trasformare il
modo in cui le aziende interagiscono con i loro clienti durante eventi, congressi e non solo.
In sintesi, ciò che davvero ci differenzia è il nostro approccio olistico. Non ci concentriamo solo
sulla tecnologia, ma su come questa possa essere utilizzata per creare esperienze significative e
portare valore reale sia alle aziende che ai loro clienti.
D. Qual’ è il servizio di cui sei più orgoglioso?
R. Tra i vari servizi che offriamo, quello di cui sono particolarmente orgoglioso è la nostra postazione
multisensoriale. Questo progetto innovativo è stato sviluppato per i Musei Civici di Monza, con
l’obiettivo di rendere l’arte accessibile a tutti, in particolare alle persone ipovedenti e non vedenti.
La postazione multisensoriale utilizza un mouse aptico che permette agli utenti di esplorare
fisicamente la ricostruzione digitale di opere d’arte. Attraverso vibrazioni e variazioni di
temperatura, il dispositivo consente di percepire forme, texture e persino le caratteristiche termiche
degli elementi rappresentati nell’opera.
Ciò che rende questo progetto davvero speciale è il suo approccio inclusivo. Non solo offre
un’esperienza unica per le persone con disabilità visive, ma arricchisce anche l’esperienza dei
visitatori normodotati, permettendo loro di esplorare l’arte in un modo completamente nuovo e
coinvolgente.
Questo progetto incarna perfettamente la nostra missione di utilizzare la tecnologia per portare
bellezza e innovazione nella vita delle persone, abbattendo le barriere e rendendo la cultura
accessibile a tutti. È un esempio concreto di come possiamo utilizzare soluzioni digitali avanzate
per creare esperienze uniche e significative, in linea con la nostra visione di un’innovazione che sia
al servizio del benessere e dell’inclusione.

D. Parlaci del Keiron Interactive Team
R. Il cuore pulsante di Keiron Interactive è il nostro team. Insieme ai miei tre soci – Fabrizio, Mirko e
Francesco – abbiamo attraversato le sfide tipiche di una startup, uscendone sempre più forti. Ciò che
ci ha permesso di superare anche i momenti più difficili è la nostra visione condivisa del progetto
aziendale.
In Keiron, crediamo fermamente nell’importanza del capitale umano. Non è solo una frase fatta
quando diciamo che vogliamo costruire un’azienda dove tutti si sentano parte di una famiglia.
Promuoviamo attivamente un ambiente dove ogni membro del team possa esprimere liberamente le
proprie idee, indipendentemente dalle gerarchie. Siamo convinti che solo così si possa creare
qualcosa di veramente duraturo e innovativo.

La nostra filosofia si estende anche al modo in cui trattiamo i nostri clienti e gli utenti finali dei
nostri servizi. La loro soddisfazione è la nostra priorità assoluta, perché crediamo che tutto il resto –
il successo, la crescita, il riconoscimento – ne sia una naturale conseguenza.
Mi viene in mente un’intervista a Jack Ma, il fondatore di Alibaba, che una volta elencò le tre cose
che metteva al primo posto: clienti, dipendenti e azionisti, in quest’ordine. La sua logica era
semplice ma profonda: se i clienti sono soddisfatti, i dipendenti saranno felici, e di conseguenza,
anche gli azionisti lo saranno. Questa filosofia risuona profondamente con il nostro approccio in
Keiron.

In sintesi, il team di Keiron Interactive non è solo un gruppo di professionisti che lavorano insieme,
ma una vera e propria comunità unita da una visione comune e da valori condivisi. Crediamo che
questo approccio non solo ci renda più resilienti di fronte alle sfide, ma ci permetta anche di offrire
soluzioni veramente innovative e centrate sull’utente nel campo dell’interazione digitale e delle
tecnologie XR.
D. Per quella che è la tua esperienza e le richieste dei tuoi clienti, quali vette pensi possano
raggiungere VR e AR?
R. La VR e l’AR ci sfidano a ripensare l’interazione con la tecnologia. Queste tecnologie offrono
un’interazione in uno spazio tridimensionale, che è più naturale per noi esseri umani. Viviamo in un
mondo 3D, quindi interagire in un ambiente virtuale 3D è più intuitivo rispetto alle interfacce 2D a
cui siamo abituati, che in un certo senso sono ‘contro natura’ per il nostro cervello abituato a
navigare in tre dimensioni.
Dall’altra parte, abbiamo il grossissimo ostacolo dell’hardware, perché è ancora troppo invadente
per una quotidianità. Questo crea una barriera significativa all’adozione diffusa di queste tecnologie
nella vita di tutti i giorni.
Tuttavia, ci sono contesti in cui queste due realtà possono sicuramente convivere. Penso al mondo
del training, dove la VR può offrire esperienze di apprendimento immersive e sicuro. O al settore
della comunicazione, dove queste tecnologie possono creare nuove forme di interazione a distanza.
E naturalmente, nel gaming, dove VR e AR stanno già rivoluzionando l’esperienza di gioco.
È una lunga scalata quella che ci aspetta, ma sono convinto che nei prossimi anni vedremo dei
benefici concreti. Soprattutto, credo che vedremo vantaggi tangibili per le persone in vari aspetti
della loro vita, dalla formazione professionale all’intrattenimento, dalla salute alla comunicazione.
Il nostro obiettivo è quello di spingere a creare insieme ai nostri clienti progetti e soluzioni utili.
Solo così si potrà valorizzare la tecnologia dandole un posto sul mercato. Crediamo fermamente che
la vera innovazione nasca dalla collaborazione e dalla comprensione profonda delle esigenze reali
degli utenti e delle aziende. In questo modo, non solo sviluppiamo tecnologia all’avanguardia, ma
creiamo soluzioni che hanno un impatto positivo e duraturo.
D. Quali vette invece pensi che possa raggiugere Keiron?
R. Riprendendo quello che abbiamo detto fino ad ora. Il nostro obiettivo non è semplicemente di
seguire le tendenze tecnologiche, ma di plasmarle e indirizzarle verso applicazioni che abbiano un
impatto reale e positivo.
Quello che mi immagino va oltre i successi tecnologici o finanziari. Voglio che Keiron sia
riconosciuta come un’azienda che utilizza la tecnologia in modo etico e responsabile, per migliorare
concretamente la vita delle persone. Voglio che siamo noti non solo per le nostre innovazioni, ma
per il nostro impatto positivo sulla società. Può sembrare un po’ naif però è quello in cui crediamo e
siamo contenti che il mondo e soprattutto le nuove generazioni vanno verso questa visione di
sostenibilità non solo ambientale ma anche umana.

