EIGHT SOLUTIONS: QUANDO LA SICUREZZA DIVENTA STRATEGIA D’IMPRESA — INTERVISTA A LUANA LANFRANCHI, CEO CHE TRASFORMA LA COMPLIANCE IN VANTAGGIO COMPETITIVO

Una conversazione con Luana Lanfranchi, CEO di Eight Solutions S.r.l., la startup innovativa nata dall’unione di professionisti certificati nei settori della privacy, della sicurezza aziendale e della cyber security. Eight Solutions affianca le imprese nell’implementazione di un vero e proprio Sistema di Gestione della Privacy — dalla compliance GDPR all’incarico di DPO esterno, dalla formazione obbligatoria per legge al security management del patrimonio aziendale — con un software proprietario basato su intelligenza artificiale come strumento differenziante. Operativa in tutta Italia, nella Repubblica di San Marino ed in Svizzera, la società si posiziona come partner strategico per le imprese che vogliono trasformare gli obblighi normativi in un vantaggio competitivo concreto.

Luana Lanfranchi – CEO Eight Solutions

Dario Dentale: Luana, benvenuta su StartUp Magazine. Ci racconti la genesi di Eight Solutions: come nasce il progetto, chi sono i fondatori e quale esigenza di mercato avete individuato fin dall’inizio?

Luana Lanfranchi: L’idea di creare Eight Solutions Srl nasce (da buoni ex collaboratori di agenzie investigative) nasce dalla passione, mia e del mio socio Carlo Piron, per il grande tema della “Sicurezza delle Informazioni”. Le informazioni sono sempre state un’ “arma” e, come tutte le armi, dipende da come le si utilizza. La “protezione dell’informazione”, la quale ha un considerevole valore economico, sia sul mercato legale che illegale è fondamentale nel mercato odierno. La sicurezza delle informazioni è il nuovo BRAND del mercato mondiale.

Dario Dentale: Qual è il core business di Eight Solutions oggi? Avete 8 linee di servizio che spaziano dalla privacy compliance al security management, dalla formazione obbligatoria alla tutela reputazionale ed alle nuove certificazioni GDPR. Come si integrano in un’offerta coerente e qual è il filo conduttore?

Luana Lanfranchi: il filo conduttore che lega tutti i nostri servizi è sempre la famigerata “Sicurezza delle informazioni” sotto tutti i suoi aspetti fondamentali:

  1. la tutela dei dati personali e del know-how aziendale – senza i quali non esisterebbe business né identità aziendale che ci contraddistingue da altri competitor;
  2. la tutela dell’infrastruttura ICT – sulla quale vengono custoditi e vivono tutte le informazioni;
  3. la tutela della struttura fisica aziendale – all’interno della quale sono presenti informazioni ed infrastruttura ICT – ad esempio attraverso il controllo degli accessi, i sistemi di videosorveglianza ed i rilevatori di movimento;
  4. la formazione del personale, che opera quotidianamente sulle informazioni, poiché la conoscenza è il primo passo per innovare in sicurezza. Per portare un esempio…Privacy, cybersecurity e intelligenza artificiale stanno cambiando il modo di fare impresa; le normative sempre più complesse e le tecnologie sempre più performanti richiedono persone preparate e specializzate, non solo strumenti fisici all’avanguardia.
  5. percorsi di certificazione – che controllino e verifichino l’adeguamento aziendale alle normative nel tempo,  trasformando la compliance in valore e costruendo fiducia certificata per clienti e partner.

Dario Dentale: Avete sviluppato soluzioni tecnologiche proprietarie a supporto delle aziende. Ci racconta uno dei vostri principali prodotti o servizi: come funziona, a chi si rivolge e quali elementi lo distinguono rispetto alle alternative presenti sul mercato?

Luana Lanfranchi: Stiamo rintracciando capitali per sviluppare il prodotto per cui è nata questa Start Up: AI-DATACOP. Siamo molto orgogliosi del nostro progetto. E’ una piattaforma di protezione di qualsiasi tipologia di informazione (es. marchi, brevetti, dati sanitari, dati giudiziari, dati biometrici, ecc…) che salvaguarda la comunicazione ed il trasferimento dei dati all’interno dell’impresa e verso l’esterno e vigila attentamente come un poliziotto (da qui il nome “COP”). Esso monitora, inoltre, l’accesso alle informazioni, mitigando il rischio derivante dal fattore umano (che statisticamente è la principale fonte di danno appunto) e garantendo la conformità a molteplici normative nazionali, europee ed anche extra Europa. AI-DataCop è un vigile sempre attento, il quale si contraddistingue, perché il mercato mondiale della sicurezza, attualmente, non offre un prodotto specifico come questo, poichè la maggior parte dei software per la Data Protection servono per redigere la documentazione privacy o puntano l’attenzione su file log, disaster recovery, ecc…; mentre, i software di Data Loss Prevention (DLP) sono pensati per grandi realtà, hanno costi elevati e sono molto complessi da utilizzare in autonomia per le PMI italiane, che dovrebbero investire una risorsa per la loro gestione con un aumento notevole di costi aziendali. AI-Datacop, al contrario, basato su differente visione, offre servizi integrati di formazione continua del personale, un servizio interattivo diretto tra il consulente (privacy o DPO) ed il cliente (utente della piattaforma), monitora le informazioni senza violare lo Statuto dei Lavoratori e si adatta facilmente a qualsiasi configurazione ICT già esistente all’interno dell’organizzazione, lavorando su tutta l’infrastruttura dell’azienda, proprio come un supervisore.

Dario Dentale: Qual è l’elemento davvero distintivo della vostra proposta? Professionisti certificati, approccio operativo alla compliance, modello integrato privacy-security-formazione? In un mercato dove la consulenza GDPR è spesso percepita come commodity, cosa vi rende realmente competitivi?

Luana Lanfranchi: AI-DataCop integra sicuramente un approccio operativo alla compliance attraverso l’implementazione di un modello Saas. Il nostro Business model. La nostra missione è ciò che ci contraddistingue. Il nostro desiderio è promuove una cultura dell’innovazione tecnologica “SAGGIA, RESPONSABILE”, integrando i nostri servizi di consulenza specialistica con lo sviluppo di software proprietari basati su intelligenza artificiale, come AI-DataCop, per la protezione dei dati e programmi formativi personalizzati rivolti a dipendenti e governance aziendale. Questo approccio credo sia la nostra forza ed unicità.

Dario Dentale: Come si presenta oggi il mercato della privacy e della compliance aziendale in Italia? I driver sembrano molto chiari: enforcement crescente del Garante, sanzioni sempre più severe, obbligo di formazione. Come state cavalcando questi trend e dove si posiziona Eight Solutions rispetto ai competitor?

Luana Lanfranchi: Il mercato della Data Protection e della compliance è in continua espansione e sviluppo, a maggior ragione con l’entrata in vigore delle recenti normative sull’intelligenza artificiale, della Direttiva NIS2 e del Regolamento DORA, ma la fotografia reale del mercato italiano è ancora più interessante: siamo passati da una compliance “difensiva” ad una fase di compliance “competitiva e industrializzata”. Lo stato attuale del mercato italiano è che: già nel 2025 il Garante ha intensificato i controlli e le ispezioni ed ha emanato oltre 200 provvedimenti nei primi 8 mesi con sanzioni da oltre 50 milioni €. La traduzione di questo scenario è che non stiamo parlando più di “rischio reputazionale”, ma di  “rischio operativo continuo” dove la compliance è diventata un ASSET cruciale per chi vuole fare realmente “business” e presentarsi al mercato in modo competitivo. Il mercato, come la nuova attuale normativa (diversa dalla precedente) richiede “sostanza” ed efficacia reale delle misure e dei processi interni aziendali. In Italia, inoltre, c’è ancora un Gap culturale enorme per cui, può sembrare strano, ma non ancora tutti conoscono il GDPR ad esempio. In questo scenario c’è molto spazio ed in questo spazio si colloca Eight Solutions con la sua mission, attraverso la sensibilizzazione, la formazione ed il tooling, poiché se ci sono più dati aumenta il rischio e se aumenta il rischio cresce il bisogno di sicurezza e di governance. Le aziende devono dimostrare la compliance nella pratica, non solo dichiararla. L’approccio vincente, che crea realmente valore, si potrebbe tradurre come “risk and trust enabler”.  Ognuno dia la definizione personale che meglio crede.

Dario Dentale: Il servizio di DPO esterno è strutturalmente uno dei più scalabili del vostro portfolio: genera contratti continuativi, revenue prevedibile e un rapporto stabile con il cliente nel tempo. Qual è oggi il peso di questa linea sul vostro business e come pensate di svilupparla?

Luana Lanfranchi: oggi il servizio di DPO esterno rappresenta una componente centrale del nostro modello di business, con un peso che continua a crescere anno su anno. Non lo consideriamo semplicemente un servizio di compliance, ma un vero e proprio punto di accesso strategico alla governance dei rischi e dei dati dei nostri clienti. Il suo valore sta in tre elementi: ricorrenza, profondità della relazione e capacità di generare ulteriori opportunità. Da un lato ci garantisce una base di ricavi prevedibile e stabile; dall’altro ci consente di entrare in modo continuativo nei processi aziendali, comprendendo in profondità dinamiche operative, tecnologiche e di rischio. È proprio questa posizione che ci permette di evolvere il ruolo del DPO: da funzione di controllo a leva di abilitazione. Non ci limitiamo a presidiare la conformità normativa, ma lavoriamo per rendere la gestione del rischio e della fiducia un elemento strutturale e misurabile all’interno dell’organizzazione. Guardando allo sviluppo futuro, la nostra strategia è chiara: trasformare il servizio di DPO in una piattaforma integrata di “risk & trust management”, anche grazie allo sviluppo di nostri software. Questo significa investire in tre direzioni principali: la prima è l’industrializzazione del servizio, attraverso strumenti digitali e automazione, per aumentare scalabilità ed efficienza mantenendo al contempo un alto livello di qualità; la seconda è l’estensione del perimetro, integrare sempre più la privacy con la cybersecurity, AI governance e gestione dei fornitori, rispondendo a una domanda che oggi non è più verticale ma trasversale e la terza è il posizionamento: vogliamo essere percepiti non come fornitori di compliance, ma come partner che abilitano crescita e fiducia, soprattutto nei contesti B2B dove questi elementi sono diventati decisivi per competere.

In sintesi, il DPO per noi non è un servizio accessorio, ma una piattaforma strategica su cui costruire relazioni di lungo periodo e sviluppare nuove linee di valore.

Dario Dentale: Può raccontarci qualche esempio concreto di una situazione critica, come un data breach o una verifica ispettiva del Garante, in cui il vostro intervento ha fatto la differenza?

Luana Lanfranchi: l’esempio classico e più frequente è la gestione di un Data breach a seguito dell’ingresso di un ransomware in un’azienda. La situazione, causata da un ransomware, in cui si può trovare un DPO e che è da gestire è la seguente: l’attacco informatico ha bloccato tutti i sistemi aziendale, è possibile che vi sia stata un’esfiltrazione di dati (clienti + dipendenti) che è da verificare, il Manager IT ed il titolare sono nel caos ed il management è sotto pressione

Senza un DPO strutturato e con competenze specifiche e verificate, i rischi in queste situazioni sono: un possibile ritardo nella valutazione del data breach, con conseguente ritardo nella notifica al Garante (che dovrebbe invece pervenire entro 72 ore), comunicazione confusa agli interessati, rischio di sanzione elevata da parte del Garante ed in più il danno reputazionale per l’azienda. Con un DPO, invece, strutturato e specializzato cosa accade?

  • Che il DPO attiva immediatamente le procedure interne Data Breach (che si è accertato ed ha verificato che esista e che ha messo alla prova tramite simulazioni periodiche);
  • Viene attivata la procedura di incident response già definita;
  • Viene istituito un team di lavoro per gestire l’emergenza e comprendere l’entità del danno (coordinamento tra IT, DPO e management);
  • Viene svolto il più velocemente possibile Assessment dove vengono delineati i dati coinvolti, i soggetti ed il livello di rischio;
  • Entro  48–72 ore viene correttamente effettuata la notifica al Garante, viene data comunicazione  agli interessati chiara e conforme, vengono tracciate tutte le decisioni prese per la gestione delle criticità;
  • Vengono ripristinati i sistemi

In questi casi, il valore della professionalità non è “sapere la norma”, ma “saper gestire il momento critico”.

Dario Dentale: Qual è la vostra strategia di espansione? Pensate a nuovi mercati europei attraverso partnership con studi legali locali, accordi con associazioni di categoria o sviluppo di una rete di DPO certificati?

Luana Lanfranchi: Tra tutti i servizi che abbiamo, ricoprire il ruolo del DPO, è la meno e direi che la strategia di espansione è mirata ad un approccio più consulenziale ed assistenziale in altri paesi europei ed extra europei, poiché le nuove normative data protection e cyber security sono scalabili in qualsiasi territorio ed in qualunque dimensione aziendale. Stiamo valutando partnership con alcune aziende estere.

Dario Dentale: Quali sono le principali sfide che state affrontando come azienda? Parliamo sia di crescita commerciale — acquisizione clienti, posizionamento, concorrenza — che di sviluppo tecnologico in ambito AI.

Luana Lanfranchi: le startup oggi non hanno un problema di idee o di tecnologia, ma hanno problematiche legate all’esecuzione, alla differenziazione ed alla fiducia. Il problema maggiore non è “entrare in un mercato” ma “farsi scegliere”.Molte aziende dicono:“facciamo AI per aiutare X”
“aiutiamo con la compliance”, ma questo non è posizionamento, è descrizione.I clienti oggi comprano:soluzioni specifiche per problemi urgenti con ROI chiaro. I cicli di vendita, inoltre, sono più lunghi (soprattutto B2B)con:incertezza economica (post Covid) , maggiore attenzione al rischio e più stakeholder coinvolti;  anche un deal medio richiedepiù tempo, più prove e più fiducia. Come sviluppo software, per esempio, non competiamo solo con altre start up o con altre azienda, ma con i principali player sul mercato (attenti ai dati come valore economico ed all’A.I.) come Google, Meta, OpenAI che possono:integrare feature simili, abbassare vertiginosamente i prezzi esfruttare distribuzione enorme a cui le start up non hanno accesso.

Penso che la vera sfida oggi sia applicare COERENTEMENTE il proprio business alla tecnologia ed è proprio la strada che stiamo seguendo. Il mercato ha bisogno di coerenza per far nascere la fiducia in un’azienda. Internamente, inoltre, stiamo cercando di strutturarci e, lo rivelo in anteprima, sono aperte ufficialmente le selezioni del personale per 2 figure: un agente di commercio ed un consulente privacy junior.

Dario Dentale: State valutando una fase di crescita strutturata o una raccolta capitali? In caso affermativo, come intendete utilizzare le risorse e quali sono le priorità strategiche: potenziamento del software, espansione del team, sviluppo commerciale?

Luana Lanfranchi: Stiamo valutando entrambe le possibilità. Cerchiamo di vagliare più strategie di crescita contemporaneamente per ottimizzare il tempo che è davvero tiranno. Le risorse raccolte, saranno suddivise nello sviluppo tecnico della soluzione A.I., in ricerca e sviluppo, in comunicazione e marketing ed in risorse umane, poiché questi asset sono fondamentali per la crescita dei nostri progetti.

Dario Dentale: Ci illustra la vostra roadmap: quali sono gli obiettivi chiave nei prossimi 12, 24 e 36 mesi? Cosa si aspetta di aver costruito tra tre anni che oggi non esiste ancora?

Luana Lanfranchi: sicuramente, nei prossimi 12 mesi, i due obbiettivi principali che ci premono maggiormente sono l’assunzione di nuovo personale, poiché non siamo stati fortunati nell’incontrare candidati affidabili e professionali e lo sviluppo di AI.DataCop. Questi due fattori potrebbero fare davvero la differenza per la nostra crescita aziendale. Entro 12-24 mesi, invece, l’obbiettivo è esternalizzare in territorio europeo i nostri servizi di consulenza ed i nuovi servizi di certificazione GDPR. A 36 mesi non voglio ancora progettare, poiché sognare va bene, ma occorre prima vedere cosa accadrà nei prossimi 12 mesi-24 mesi. Abbiamo molte idee da poter sviluppare come software, ma ci occorrono capitali ed investitori affidabili. 

Dario Dentale: Perché oggi un investitore dovrebbe guardare con interesse a Eight Solutions? Qual è la vostra visione di crescita e, nel lungo periodo, quale potrebbe essere una possibile strategia di exit o evoluzione del business?

Luana Lanfranchi: Eight Solutions non penso sia la “classica Start up”… avete mai visto una start up che si occupa di compliance, consulenza e sicurezza delle informazioni e voglia sviluppare software specialistici in questo senso??

Pensiamo che il modello proposto da AI-DATACOP è replicabile facilmente in qualsiasi contesto e territorio, poiché la tutela del proprio know-how aziendale e dei propri dati personali è un argomento di interesse  ed un obbligo per tutte le imprese di qualsiasi dimensione, pubbliche e private, in tutta Italia ed in tutta l’Unione Europea ovvero tutta l’Europa condivide la medesima legislazione obbligatoria in materia di protezione dei dati personali (Regolamento UE 2016/679 c.d. GDPR); pertanto, la piattaforma software può essere appetibile e venduta in tutta l’Unione Europea ed in qualsiasi paese del mondo che tratti dati personali di cittadini residenti nell’UE. In questa prospettiva, la nostra visione di crescita è molto rapida ed in continua ascesa, nonché direttamente proporzionale all’exit strategy di un possibile finanziatore, che abbiamo analizzato si possa verificare entro 2 anni dall’ingresso della piattaforma sul mercato. Abbiamo, inoltre, già in mente anche alcune possibili future evoluzioni di AI-DataCop, ma preferiamo procedere passo dopo passo.

Dario Dentale: Grazie Luana per la disponibilità e per aver condiviso la visione di Eight Solutions. Il vostro progetto dimostra come la compliance normativa, se affrontata con competenza e strumenti adeguati, possa diventare un fattore di differenziazione e di crescita per le imprese — non solo un obbligo di legge.

Luana Lanfranchi: Grazie mille a voi Dario per avermi invitata in questa intervista. E’ stato molto piacevole e stimolante condividere la nostra esperienza e sono sicura che ciò che ci siamo detti sarà spunto per ulteriori riflessioni. Consentimi di concludere dicendo che “Chi tratta i dati senza governance gestisce un rischio immenso, ma chi li governa costruisce un vantaggio impagabile”.

www.eight-solutions.com

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