QUANDO IL TRAFFICO DIVENTA ENERGIA: LA VISIONE DI 20ENERGY
20energy presenta LYBRA, la tecnologia che recupera energia dal traffico, riduce le emissioni e genera valore economico con un ROI medio di 4 anni.
Un nuovo paradigma per la mobilità sostenibile, già pronto per scalare a livello nazionale ed internazionale. Intervista al CEO Marco Krieziu e Andrea Pirisi CTO ed inventore di LYBRA
Alessandra D’Amato: 20energy nasce per trasformare un problema globale in una risorsa. Qual è stata l’intuizione iniziale che vi ha fatto capire che il traffico poteva diventare un’opportunità energetica?

Marco Krieziu: 20energy nasce nel 2020, ma l’idea alla base di LYBRA è più antica: il nostro CTO e co-founder, Ing. Andrea Pirisi, ebbe l’intuizione ed iniziò a svilupparla nel 2010, partendo dalla domanda “quanta energia viene sprecata, quanto calore viene dissipato e quanto incide tutto questo nell’ambiente, ogni giorno, nel traffico urbano ed extra urbano?” L’intuizione era semplice ma potente: sfruttare il rallentamento naturale dei veicoli per recuperare l’energia cinetica altrimenti dissipata nell’ambiente e persa, trasformandola in energia elettrica, senza cambiare le infrastrutture esistenti, ed andando a recuperare una fonte mai sfruttata in precedenza e praticamente inesauribile, come il traffico veicolare all’interno dei nostri centri abitati e quello di aree extra urbane, come alcuni siti autostradali, gli ingressi e le uscite delle grandi aree di servizio o le piste di esazione, le statali e le provinciali.
Alessandra D’Amato: LYBRA viene definito un rallentatore stradale intelligente. Dal punto di vista tecnico, che cosa succede esattamente quando un’auto passa sopra il sistema?
Andrea Pirisi: LYBRA è un dispositivo di energy harvesting che mitiga la velocità dei veicoli convertendo l’energia cinetica, altrimenti dispersa dai freni, in energia elettrica.
- Il veicolo comprime leggermente la superficie del sistema;
- LYBRA recupera ed assorbe l’energia cinetica;
- La compressione attiva un generatore brevettato di nostra concezione;
- L’energia prodotta viene stabilizzata ed inviata a un normale inverter FV, da massimo 3 kW, collegato direttamente al POD per l’autoconsumo sul posto, oppure ad una unità di storage o alla rete elettrica nazionale.
Alessandra D’Amato: Il vostro messaggio al mercato è molto forte: “Traffico: da problema a opportunità”. In che modo questa visione si traduce in un modello di business scalabile e interessante per un investitore?
Marco Krieziu: La poca invasività della nostra soluzione rispetto a quelle del mercato attuale, la necessità di non dipendere da agenti esterni quali vento ed irraggiamento, con la sola necessità di installare in ambienti con traffico compatibile alla potenzialità del sistema, sotto l’acqua, la neve o il sole, rendono LYBRA una soluzione altamente attraente perché installabile, in uno studio condotto dal nostro marketing, in più di 57.000 siti elegibili in Italia, partendo dai Comuni con 15.000 abitanti per arrivare a quelli con oltre 70.000. A questo si deve aggiungere il contesto extraurbano. L’attuale modello di vendita è B2B con vendita e noleggio operativo di LYBRA (target price post-industrializzazione: €40k/impianto), più fee annua di manutenzione: € 1.000. Go-to-market tramite partner di distribuzione/installatori; accordi quadro con Jacobs UK (UK) e Khansaheb (Dubai) con volumi minimi ed opzioni di esclusiva. In sviluppo c’è il modello Energy as a Service (pay-as-you-go). Futuri ricavi da data monetization (conteggio, direzione e categoria veicoli: moto, auto, furgoni, camion/TIR).
Alessandra D’Amato: LYBRA produce energia senza dipendere da sole o vento. Quali sono i principali vantaggi tecnologici rispetto alle altre fonti rinnovabili tradizionali?
Andrea Pirisi: LYBRA offre vantaggi competitivi misurabili rispetto alle rinnovabili tradizionali, combinando massima resa per superficie, continuità di produzione e rapidità d’implementazione. La piattaforma valorizza infrastrutture esistenti, che sono le attuali strade, riduce l’opex e stabilizza il costo dell’energia, assicurando applicabilità trasversale in scenari urbani ed extra urbani, come quelli autostradali, con densità energetica, affidabilità e prevedibilità economica superiori nel tempo:
- LYBRA ha una densità energetica superiore: fino a 5× rispetto al fotovoltaico, a parità di superficie;
- LYBRA ha affidabilità operativa: produzione indipendente da sole e vento (profilata ai flussi di traffico), con disponibilità 24/7.
- LYBRA ha un’ampia applicabilità: installabile ovunque vi sia traffico, in particolare in contesti urbani e autostradali;
- LYBRA è a zero consumo di suolo aggiuntivo: nessun impatto paesaggistico o necessità di superfici dedicate;
- LYBRA ha opex contenuti e prevedibili: manutenzione minima; LCOE costante ~€65/MWh in ogni latitudine.
Alessandra D’Amato: Sicurezza stradale, decarbonizzazione ed energia: tre pilastri in un’unica soluzione. Dal punto di vista strategico, quale di questi apre più velocemente le porte al mercato?
Marco Krieziu: Se ci focalizziamo sul momento attuale, dove molti Comuni importanti, Bologna e Roma ad esempio, hanno scelto i 30 Km/h come limite di velocità nell’ambito del centro città, si potrebbe dare una precedenza alla sicurezza ma, decarbonizzazione e produzione di energia da fonte non fossile, credo siano parimenti importanti. Il punto di partenza, ad oggi, è stata sempre la produzione di energia perché generata da una fonte nuova e mai sfruttata e tutto coniugato alla non invasività fisica e visiva, ma sicurezza e decarbonizzazione sono il minimo comun denominatore di una soluzione dirompente per la produzione di energia da una fonte mai utilizzata.
Alessandra D’Amato: Parliamo di numeri: 1 kWh ogni 150 auto, fino a 32.000 kWh all’anno in una singola rotonda. Quanto sono replicabili questi dati in contesti urbani diversi?
Andrea Pirisi: Nello studio che abbiamo condotto negli anni, analizzando la realtà viaria italiana ed i Comuni e le Città più densamente popolate, possiamo affermare che ci sono oltre 57.000 siti elegibili in aree urbane, più di 320 in ambito autostradale e qualche migliaio nelle arterie statali e provinciali. Il contesto urbano è quello più significativamente importante, ma la totalità dei numeri che le ho esposto rende l’idea del potenziale. Lo stesso studio lo applicheremo e replicheremo nei paesi EU ed extra EU con cui stiamo già dialogando ed approcciando.

Alessandra D’Amato: Uno dei temi chiave per chi investe è il ritorno economico. Qual è oggi l’IRR atteso e perché LYBRA riesce ad arrivare a un ROI medio di 4/5 anni?
Marco Krieziu: LYBRA riesce a produrre fino a 32.000 kWh in ambienti di traffico medio, quindi con una possibilità amplissima di installazione, soprattutto in ambito viario cittadino. La coniugazione per il mercato è stata semplificata, parliamo loro di una media di 7.000 veicoli al giorno per produrre il massimo della potenzialità indicata a 32MWh, ma in realtà LYBRA produce per ogni singolo asse che transita sul sistema ed il diverso peso dei veicoli incide sulla produzione, quindi, i business case vengono studiati ad hoc. Il ROI medio in 4/5 anni lo dichiariamo possibile per autoconsumo sul posto (es.: POD, illuminazione stradale, storage o altri servizi) con un mix di traffico composto all’80% da veicoli leggeri, 2 assi, e 20% pesanti, più di 3 assi.
Alessandra D’Amato: LYBRA viene installato filo asfalto e non altera il paesaggio urbano. Quali sono le principali sfide ingegneristiche che avete dovuto superare per arrivare a questo risultato?
Andrea Pirisi: Rendere il prodotto bidimensionale all’occhio dell’utilizzatore ma, la maggiore sfida, è stata quella riferita alla meccanica del sistema, per rendere le componentistiche e le ingegnerizzazioni dei movimenti, armonici ed in grado di essere sottoposti a migliaia di cicli continui di passaggio con pesi da oltre 24 T che transitano su LYBRA. Ho anche concepito, ingegnerizzato e posta in opera, una STRESS MACHINE che replica i passaggi degli assali dei veicoli, macchine e camion, sui moduli LYBRA, arrivando a misurare milioni di cicli in situ. L’altra sfida è stata l’elettronica di potenza, inserita nell’ultima versione della soluzione che è quella fornita ad Autostrade per l’Italia per la sperimentazione fatta ad Arno Est e dove abbiamo potuto constatare una produzione maggiore e stabile del 110% rispetto a quella attesa. La nostra attuale proprietà intellettuale è il punto di partenza, con i brevetti esistenti ed altri 3 on going, ma la mia ricerca in R&D è continua ed il prodotto sarà sempre più evoluto e performante.
Alessandra D’Amato: Avete già ottenuto riconoscimenti importanti, dalla Creative Business Cup a Eni Joule. Quanto contano queste validazioni nel dialogo con investitori e grandi partner industriali?
Marco Krieziu: Molto, è la conferma della giusta direzione intrapresa ed i percorsi che ci hanno portato a ricevere dei grandi riconoscimenti, sono stati particolarmente profondi nella valutazione di chi, come per il premio ENI AWARD 2023 nella menzione speciale “ENI Joule for Entrepreneurship”, ci ha poi portato al Quirinale e fummo premiati dal Presidente della Repubblica. La CREATIVE BUSINESS CUP sempre del 2023, la MOST MOBILYTY COMPETITION 2024 che ci ha visto vincere anche un percorso di accelerazione con il PoliHub del Politecnico di Milano e, ultimo ma non ultimo, il SALES of EXCELLENCE ricevuto nel 2024 dalla Commissione Europea. Sono riconoscimenti e validazioni che dimostrano la dirompenza potenziale della nostra vision e la giusta direzione delle nostre scelte e confermano ed attraggono l’interesse degli investitori e dei partner industriali.
Alessandra D’Amato: Dal punto di vista della durabilità e della manutenzione, come si comporta LYBRA nel tempo e in condizioni di traffico intenso?
Andrea Pirisi: LYBRA opera 24 ore su 24, 7 giorni su 7, indipendentemente da sole o vento ed anche neve o ghiaccio, offrendo una densità energetica fino a 5 volte superiore al fotovoltaico ed una produzione prevedibile correlata ai flussi di traffico. Il modello Pick-Up and Replacement, attuato per la manutenzione, consente la sostituzione completa dei moduli LYBRA in tempi rapidissimi (circa 4 ore l’anno). L’intervento garantisce una minima interruzione del traffico e massima continuità operativa dell’impianto. Grazie alla modularità del dispositivo, ogni componente può essere rimosso e reinstallato senza interventi strutturali. Con la gestione del contratto di manutenzione standard, possiamo garantire un ciclo di vita che va oltre i 25 anni. LYBRA ha un LCOE competitivo di circa €65/MWh, garantisce costi operativi stabili e ritorni economici sostenibili. Oltre a generare energia, LYBRA contribuisce alla sicurezza stradale riducendo la velocità dei veicoli e può alimentare edifici, infrastrutture di ricarica EV, sistemi d’illuminazione pubblica o impianti di produzione di idrogeno verde, supportando concretamente la transizione energetica e la decarbonizzazione urbana.
Alessandra D’Amato: Il progetto ha un respiro chiaramente internazionale. Quali sono i mercati esteri più maturi oggi per l’adozione di LYBRA e perché?
Marco Krieziu: Abbiamo una pipeline attiva da oltre €6 milioni e pre-accordi quadro già siglati con
- Movyon (Gruppo Autostrade per l’Italia) esteso ai paesi LATAM & PANPAC;
- Jacobs (UK e AUS);
- Khansaheb (Dubai ed Emirati Arabi);
I clienti target includono:
- Concessionari autostradali;
- Aeroporti, porti, parcheggi GDO;
- Enti pubblici, Comuni;
- ESCo, Comunità Energetiche Rinnovabili (CER);
Il minimo comun denominatore, per i mercati internazionali, è lo stesso paradigma italiano: abbiamo traffico? Sfruttiamone la potenzialità. Abbiamo il brevetto registrato anche in USA, ma andremo ad approcciare quel mercato solo a round di finanziamento in corso concluso, perché lì dovremo arrivare con un prodotto industrializzato al 100% per poter attrarre investitori locali e creare accordi commerciali e di produzione in loco.
Alessandra D’Amato: LYBRA è un sistema modulare e personalizzabile. Quanto è flessibile la tecnologia nel rispondere a esigenze diverse, ad esempio autostrade, città o aree pedonali?
Andrea Pirisi: La tecnologia, nella forma e nel modello attuale, è assolutamente compatibile con tutti i contesti elencati, perché i primi due sono in linea con flussi di traffico e possibilità di generazione di energia elettrica secondo le potenzialità massime di LYBRA. Sto studiando delle soluzioni diverse, che partono dall’attuale LYBRA e che adottino dimensioni diverse, più contenute per ambienti con meno passaggi e meno frequenza, ma che doteremo di un nuovo generatore ad hoc, che sto realizzando e che darà maggior impulso produttivo in relazione all’equazione passaggio asse = X wh. Le aree pedonali non sono di nostra competenza, se non nelle strade di approccio che conducono a garage e rimesse per poi proseguire a piedi, ma è molto probabile che a brevissimo si possa portare sul mercato anche una tecnologia per il recupero dell’energia sviluppata dal camminamento. Oggi c’è, è un competitor inglese, ma noi siamo convinti di poterla migliorare, grazie alla grande esperienza fatta con la soluzione carraia.
Alessandra D’Amato: Guardando ai prossimi 3–5 anni, qual è la roadmap strategica di 20energy e che tipo di investitore state cercando per accompagnare questa crescita?
Marco Krieziu: Il mercato dell’energia distribuita supera i 600 miliardi di dollari, mentre l’energy harvesting vale quasi 2 miliardi, crescendo a un CAGR del 10%. Il nostro focus commerciale è su Italia, Europa e Stati Uniti, dove stimiamo opportunità superiori a 230 milioni di dollari. La soluzione è stata validata in contesti urbani ed autostradali grazie anche alla partnership con Movyon/Autostrade per l’Italia ed alle sperimentazioni concluse ed in corso; anche il processo produttivo è stato validato. Tramite accordi esclusivi abbiamo accesso ai mercati europeo, latino-americano, pan-pacifico e degli Emirati Arabi. La tecnologia è brevettata; un secondo brevetto è in valutazione e altri tre sono in deposito. La crescita prevista del fatturato segue un CAGR superiore al 120% annuo, passando da €1,9 milioni nel 2026 a oltre €36 milioni nel 2029. L’EBITDA margin è atteso in progressivo aumento grazie alla riduzione dei COGS derivante dall’industrializzazione e dalle economie di scala. Il costo medio di acquisizione cliente (CAC) rimane contenuto, grazie al go-to-market basato su partnership strategiche e canali B2B diretti. L’LCOE di €65/MWh e la pipeline commerciale superiore a €6 milioni confermano la sostenibilità del modello e la sua attrattività per investitori e partner industriali. Per sostenere la crescita, 20energy ricerca un round pre-seed in equity di € 3.0 Mln (2 x1,5 milioni) destinato ad industrializzazione (45%), R&D e brevetti (25%), marketing (15%) e risorse umane (15%), finalizzato al consolidamento produttivo ed all’ingresso nei mercati europeo e UK. I Soci di 20energy sono aperti a capitali aggiuntivi (equity puro, equity+debito, operazioni M&A).
Alessandra D’Amato: Se dovesse spiegare LYBRA a un investitore con una sola frase tecnica, quale sarebbe il vero elemento di unicità che non ha concorrenti oggi sul mercato?
Andrea Pirisi: Potrei ripetere e ribadire quanto detto alla domanda postami sui principali vantaggi tecnologici rispetto alle altre fonti rinnovabili tradizionali ma posso aggiungere che Il panorama competitivo dell’energy harvesting da traffico veicolare è ancora in fase embrionale. Alcune aziende — tra cui Hughes Research (UK), Innowattech (IS) e Kinergy Power (CA) — hanno sviluppato prototipi basati su principi piezoelettrici, meccanici o idraulici, ma nessuna ha raggiunto la fase di commercializzazione industriale. In questo contesto, 20energy si distingue come first mover, con un prodotto brevettato (LYBRA), in Italia, EU e USA e validato in ambito autostradale e urbano e già oggetto di pre-accordi commerciali con player internazionali. Grazie alla maturità tecnologica (TRL8) ed alla trazione di mercato acquisita, 20energy detiene un vantaggio competitivo significativo in termini di scalabilità, affidabilità e time-to-market.

