NIVERBEC, LA STARTUP CHE PUÒ SALVARE VITE
Abbiamo incontrato Italo Pasotti, founder del progetto Niver: una piattaforma brevettata che permette ai soccorritori di accedere, in pochi secondi, ai dati clinici vitali del paziente. Il tutto nel pieno rispetto della privacy, creando una vera rete europea di protezione sanitaria digitale.

Alessandra D’Amato: Italo, tra decine di migliaia di morti ogni anno per mancanza di informazioni in emergenza, qual è stata la scintilla che ha portato alla nascita del progetto Niver?
Italo Pasotti: Tutto parte dall’osservazione concreta del soccorso: nei primi minuti di un intervento spesso il soccorritore non conosce nulla del paziente. Niverbec, come startup innovativa, nasce per il progetto Niver, per rassicurare il soccorritore e paziente nella fase di prima emergenza, dove la criticità può aggravare l’instabile situazione del paziente. Niver permette l’accesso ai dati clinici cruciali – così riduciamo tempi, rischi, errori e cerchiamo di contribuire a ridurre le morti “bianche”, ovvero dove il ritardo identificazione patologia porta a conseguenze irreversibili.
Alessandra D’Amato: Qual è la vera missione del progetto Niver e che impatto vuole avere sulla sanità delle emergenze?
Italo Pasotti: Vogliamo rendere possibile, in ogni angolo d’Europa, un soccorso informato e sicuro che parte dall’identità sanitaria digitale aggiornata del cittadino. La nostra piattaforma non sostituisce i sistemi pubblici, ma lavora in sinergia, creando valore per cittadini, medici, associazioni e soprattutto per la sanità pubblica che così risparmia risorse e riduce gli errori.
Alessandra D’Amato: Cosa cambia davvero in emergenza rispetto al passato con Niver?
Italo Pasotti: Niver è il primo sistema che, in meno di dieci secondi, permette al soccorritore di accedere all’Emergency Sheet certificata dal medico semplicemente scansionando il paziente e intercettando un device Niver. Tutte le informazioni vengono visualizzate nella lingua del soccorritore, senza barriere tecnologiche o linguistiche. Niver è un’infrastruttura sociale: non una comune app che sacrifica la privacy, né un duplicato del fascicolo sanitario elettronico.

Alessandra D’Amato: Quanto incidono realmente le barriere linguistiche, il panico o l’incapacità di comunicare nei soccorsi, e come risponde Niver?
Italo Pasotti: Tutti i cittadini, non solo chi soffre di gravi patologie, anche persone giovani o coscienti, in caso di emergenza, spesso non riescono a comunicare per ansia, dolore, perdita di coscienza o lingua diversa. Niver trasforma digitalmente la voce clinica in una scheda multidisciplinare, leggibile all’istante dal soccorritore, in qualunque lingua, riducendo ansia, errori e incomprensioni, per un corretto accesso al pronto Soccorso.
Alessandra D’Amato: Come garantite privacy, sicurezza e controllo dei dati sensibili?
Italo Pasotti: Tutto passa dal medico curante o di fiducia: i dati non risiedono mai nei device, ma rimangono sempre sotto il controllo del professionista. I soccorritori autorizzati possono accedervi solo temporaneamente, tramite una chiave digitale — il device del paziente — che può essere qualunque oggetto egli porti sempre con sé. Non creiamo archivi centralizzati: ogni accesso è tracciato, nel pieno rispetto delle normative europee sulla privacy.
Alessandra D’Amato: Cos’è e come funziona NiverNet, che potenzialità ha davvero questo modello di “rete”?
Italo Pasotti: NiverNet è una rete reale al servizio dell’emergenza: nel tempo, con costanza e continuità aumenterà il numero dei soccorritori registrati, la copertura si estende sempre più sul territorio. Bastano poche migliaia di operatori affiliati per proteggere milioni di cittadini, senza investimenti pubblici. Ogni nuovo soccorritore è come un ripetitore che estende geograficamente la protezione, rendendo la rete sempre più capillare.
Alessandra D’Amato: “NiverOnBoard” in che cosa è diverso e perché è così strategico per l’Europa che si muove?
Italo Pasotti: Oggi, né in Italia né in Europa esiste un servizio strutturato di assistenza sanitaria digitale a bordo dei treni ad alta velocità: NiverOnBoard nasce proprio per colmare questo vuoto.
Immaginiamo un treno AV diretto in Germania: un passeggero italiano ha un malore e il personale autorizzato può inviare alla centrale operativa locale, nella lingua del Paese, i dati di emergenza presenti nell’Emergency Sheet. Questo accelera i tempi di risposta e rende l’intervento più sicuro.
All’arrivo nella prima stazione, i medici troveranno un paziente già “conosciuto” clinicamente, con anamnesi e sintomi immediatamente disponibili. Il risultato è un intervento più rapido, consapevole e sicuro.
NiverOnBoard aumenta la sicurezza percepita da chi viaggia — soprattutto persone fragili o con patologie — generando valore aggiunto per turismo ed economia.
Alessandra D’Amato: Qual è il valore aggiunto (economico, sociale, clinico) per utente, medico, associazione e sanità pubblica?
Italo Pasotti: Il cittadino ottiene protezione ovunque si trovi; il medico riceve un compenso per la prestazione professionale di registrazione — tramite visita — dei dati di prima emergenza sull’Emergency Sheet dell’utente, con la propria responsabilità clinica pienamente tutelata. Le associazioni acquisiscono una nuova fonte di revenue e innovazione, mentre la sanità pubblica beneficia della riduzione di costi e rischi legati a complicanze evitabili.
Alessandra D’Amato: Quali sono le collaborazioni e le prospettive di crescita per Niver?
Italo Pasotti: Oggi collaboriamo con associazioni di soccorso, medici, realtà accademiche e siamo in dialogo con grandi operatori sanitari, Enti Pubblici e Associazioni anche di altre nazioni per un confronto e un dialogo comune. Inizieremo a confrontarci anche con società di trasporto per l’integrazione a bordo dei treni AV. L’obiettivo a tre-cinque anni è la piena copertura nazionale e primi test europei.
Alessandra D’Amato: Un messaggio finale per stakeholder, cittadini e istituzioni che ancora non conoscono Niver.
Italo Pasotti: Con Niver nessun cittadino è invisibile in caso di emergenza. È una protezione concreta, immediata e in continua evoluzione. Con il supporto delle istituzioni e delle reti professionali, questa visione può diventare realtà ovunque.
Visitando il sito Niverbec e i nostri canali social è possibile seguire costantemente lo sviluppo e la crescita del progetto Niver.


