Wishew, arriva in Italia il social dei sogni da realizzare. Tra gli investitori c’è anche Leonardo Maria Del Vecchio

Wishew è un social che unisce crowdfunding e solidarietà: gli utenti condividono desideri e ricevono micro-donazioni. Con un modello etico e partecipativo, punta a rivoluzionare i social riportando l’impatto umano al centro dell’esperienza digitale. Del Vecchio è il principale finanziatore.

Dopo il successo riscontrato negli Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada e Australia nel mese di luglio approderà in Europa (e in Italia) Wishew, il primo social filantropico del mondo. Oltre che nel Vecchio Continente, la piattaforma sbarcherà in Nord Africa, Medio Oriente e Sud America.

Wishew è un social network nato in Italia e sviluppato da una startup londinese  – Wishew Limited – fondata da Giacomo VoseAntonino Risicato e Vincenzo De Caro. La piattaforma è stata lanciata ufficialmente negli Stati Uniti il 29 aprile 2024, in occasione del World Wish Day, anniversario della fondazione Make-A-Wish. In sole due settimane prima del lancio, Wishew ha raccolto oltre 50.000 iscritti, dimostrando un forte interesse per questa nuova forma di connessione digitale.

Tra gli investitori, figura anche Leonardo Maria Del Vecchio che, attraverso la sua holding Lmdv Capital, ha puntato sul social network italiano, diventandone il principale finanziatore.

Come funziona il nuovo social

A differenza dei tradizionali social media, Wishew elimina i like e mette al centro l’altruismo. Gli utenti possono postare un video in cui raccontano un desiderio che vorrebbero realizzare ma che è al di là delle loro possibilità economiche. Gli altri utenti possono contribuire con una donazione minima di un dollaro. L’algoritmo premia chi dona di più e più spesso, creando una comunità basata sulla reciprocità e sul supporto.

Il direttore marketing Antonio Risicato ha spiegato: «Abbiamo immaginato un luogo dove i social non chiedono di performare, ma di essere. Dove ciò che viene condiviso ispira e non divide. È da lì che nasce il progetto». Ed è questa probabilmente la chiave del successo del servizio online: l’andare totalmente in controtendenza rispetto ai social tradizionali. In una società avvelenata dal confronto e la competizione con gli altri che ormai si è abituata a «misurare la felicità» in piace e in visualizzazioni, la scelta di non utilizzare i like potrebbe essere uno dei principali di fattori di successo.

Consultando il sito della piattaforma, Wishew.com, si trova la seguente descrizione: «Immagina un social network dove non si cerca l’approvazione attraverso like, ma si condivide un sogno da realizzare. Questo è Wishew, una piattaforma innovativa che fonde il concetto di social media con il crowdfunding personale, permettendo agli utenti di esaudire i desideri degli altri e di veder realizzati i propri».

E probabilmente è la scommessa sull’altruismo a costituire l’elemento di unicità del servizio. L’associazione del social network con la possibilità di finanziare i sogni degli altri potrebbe costituire il vantaggio competitivo della piattaforma. In un mondo dove l’individualismo tossico è imperante e la ricchezza è distribuita in maniera sempre più iniqua, si percepisce il bisogno di una «piazza virtuale» in cui vengono sicuramente conservati gli elementi tipici dei social network – come la popolarità – ma che possano essere associati a gesti positivi da un punto di vista etico.

E da dove guadagna

Wishew guadagna trattenendo una commissione del 10% dalle donazioni effettuate sulla piattaforma. Inoltre, offre pacchetti di sponsorizzazione dei desideri a pagamento, permettendo a chi lo desidera di raggiungere una platea più ampia. Oltre a garantire una remunerazione del capitale, le commissioni hanno lo scopo di coprire le spese di mantenimento della piattaforma, della sicurezza informatica e gli investimenti dedicati all’innovazione tecnologica.

Con l’ingresso di marchi e realtà filantropiche, Wishew si prepara ad attivare nuovi canali di monetizzazione basati sul coinvolgimento attivo delle community, sulla responsabilità sociale d’impresa partecipata e su modelli innovativi di pubblicità orientata ai valori. L’obiettivo è costruire un’economia trasparente e circolare, in cui ogni attore – dall’utente al brand – contribuisca alla crescita collettiva, senza intaccare l’autenticità dell’esperienza.

Questa formula ibrida, che unisce la dimensione del dono a una strategia digitale strutturata, sta già dando vita a una nuova categoria di interazione online: quella dell’impact social, dove ogni contenuto può generare un impatto reale e misurabile. «I social network hanno cambiato profondamente il nostro modo di connetterci, ma spesso ci lasciano più soli, più distanti», ha spiegato il ceo Giacomo Vose. «Wishew nasce proprio per rispondere a questa crisi di senso e per riportare l’umanità al centro dell’esperienza digitale».

L’unione di due mercati in crescita

Wishew si colloca strategicamente all’intersezione tra due settori in forte espansione: il crowdfunding e i social media, che insieme valgono oltre 500 miliardi di dollari a livello globale. Il primo cresce a un ritmo annuo del 12%, alimentato dalla diffusione delle donazioni digitali, mentre il secondo, con un tasso di crescita composto (Cagr) del 14,8%, continua a rafforzare il proprio impatto economico e culturale, trainato dall’evoluzione delle relazioni sociali online.

In un contesto in cui oltre 5 miliardi di persone sono attive nel digitale e la donazione media per utente si attesta intorno ai 96 dollari, la fusione tra generositàcontenuto e partecipazione comunitaria si delinea come una delle principali leve di valore del prossimo decennio. «Siamo convinti che Wishew rappresenti l’inizio di una nuova economia fondata su emozioni autentiche, impatto concreto e presenza attiva», ha dichiarato Vincenzo De Caro, direttore operativo. «Un ecosistema in cui ciò che davvero conta non è apparire, ma contribuire».

Riproduzione: MilanoFinanza.it

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