Newcleo la startup che porta il nucleare di nuova generazione in Italia: ad Arezzo il confronto su innovazione e competitività energetica

L’Italia guarda avanti nel campo dell’energia con tecnologie d’avanguardia: è questo lo scenario che ha fatto da sfondo all’incontro organizzato ad Arezzo da Confindustria Toscana Sud, dedicato alla transizione energetica e in particolare allo sviluppo del nucleare di quarta generazione. Protagonista dell’iniziativa è Newcleo, giovane realtà imprenditoriale che ambisce a guidare la nascita di una filiera nazionale per il cosiddetto nucleare sostenibile.

Alla base del progetto di Newcleo ci sono gli SMR (Small Modular Reactors), ovvero reattori compatti progettati per essere costruiti in serie, trasportati facilmente e installati dove c’è maggiore bisogno di energia a costi accessibili e in modo ecologicamente responsabile.

Un’energia pulita per rafforzare la competitività

Durante l’incontro, riservato agli addetti ai lavori e ospitato nella sede aretina di Confindustria (venerdì 11 aprile), si è discusso delle potenzialità offerte da questa tecnologia in un contesto in cui l’Italia soffre un forte divario competitivo sul fronte dei costi dell’energia. “Oggi le imprese italiane – ha sottolineato Andrea Fabianelli, presidente del Consorzio Energia Toscana Sud – pagano l’elettricità ben più cara rispetto ai competitor europei: un gap che penalizza l’intero sistema produttivo”.

Secondo Fabianelli, accanto alla spinta sulle rinnovabili, è imprescindibile affiancare nuove soluzioni come gli SMR: “Parliamo di impianti capaci di generare energia pulita, gestire in modo innovativo le scorie – che già oggi sarebbero sufficienti a garantire secoli di autonomia energetica in Europa – e contribuire alla chiusura del ciclo del combustibile”.

Newcleo la startup che porta il nucleare di nuova generazione in Italia: ad Arezzo il confronto su innovazione e competitività energetica

Un pioniere del settore: il percorso di Luciano Cinotti

A presentare la visione e i piani di Newcleo è stato Luciano Cinotti, co-fondatore e direttore scientifico della startup, figura storica del nucleare italiano. Laureato in Ingegneria Nucleare all’Università di Pisa, Cinotti ha lavorato in Italia, Francia e a livello internazionale su alcuni dei progetti più avanzati nel campo dei reattori veloci, in particolare quelli raffreddati a sodio e a piombo liquido.

Dagli esordi all’interno dell’ente di controllo nucleare italiano (Cnen/Disp) alla collaborazione con colossi internazionali come ABB-Atom, General Electric e Siemens, Cinotti ha sempre sostenuto l’importanza del nucleare come strumento per contrastare il cambiamento climatico, anche nei periodi in cui l’opinione pubblica guardava con sospetto a questa tecnologia.

Negli anni 2000, ha dato forma a diversi progetti internazionali, tra cui l’iniziativa Hydromine Nuclear negli Stati Uniti, e ha mantenuto un legame stretto con ambienti scientifici e industriali europei e russi. Il suo lavoro ha contribuito alla nascita di Newcleo nel 2021, grazie anche alla collaborazione con Stefano Buono, già al fianco del Nobel Carlo Rubbia.

Un futuro made in Italy per il nucleare pulito

La spinta governativa verso il nucleare modulare, sancita dal recente disegno di legge delega approvato dal Governo, apre le porte alla creazione di un settore industriale italiano dedicato al nucleare “green”. Newcleo si candida a diventare un attore centrale di questa nuova fase, unendo innovazione tecnologica, know-how scientifico e capacità produttiva.

Con sedi in diversi Paesi europei e una strategia mirata a valorizzare competenze e risorse italiane, la startup si propone di guidare una nuova era energetica in cui il nucleare non è più solo un tema di grandi impianti e investimenti miliardari, ma una soluzione scalabile, sicura e sostenibile a supporto della transizione ecologica.

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