Fusione Honda-Nissan a rischio: la rottura potrebbe compromettere il terzo gruppo automobilistico mondiale
La fusione tra i due colossi giapponesi dell’auto Nissan e Honda, che avrebbe dovuto creare il terzo gruppo automobilistico mondiale è sul punto di saltare. Lo scrive il quotidiano giapponese Asahi Shimbun, citando diverse fonti. Alla base della rottura delle trattative ci sarebbe stata la richiesta da parte del board di Honda di cambiare l’assetto della nuova società, trasformando Nissan da junior partner della fusione a sussidiaria della più grande delle due società. Pur in mancanza di comunicazioni ufficiali, il quotidiano Nikkei dà per consumata la rottura tra le due società.
I nodi della contesa
Secondo quando riporta l’Asahi, i vertici di Honda sarebbero frustrati dalla mancanza di progressi nelle trattative per la fusione e preoccupati dalla difficoltà di Nissan nel portare a termine il suo piano di ristrutturazione. Per questo motivo avrebbero proposto al top management del competitor di accettare una posizione subalterna nell’operazione. Secondo le fonti citate dal quotidiano nipponico, il board di Nissan – che si dovrebbe riunire a breve, come anche quello di Honda – sarebbe orientato a rifiutare la proposta.
Non è la prima volta che l’Asahi riporta che la fusione sarebbe destinata a fallire. I portavoce di entrambe le aziende, mercoledì, non hanno voluto dire se i negoziati siano stati interrotti, ma hanno dichiarato che faranno un annuncio a metà febbraio, come precedentemente indicato.La difficoltà di Nissan
La novità è destinata a sollevare più di una domanda su come Nissan possa superare la sua crisi senza aiuti esterni. La società è alle prese con un piano di ristrutturazione, che mira a ridurre l’organico di 9mila unità e a ridurre del 20% la capacità produttiva globale. Attualmente la capitalizzazione di Borsa di Honda è all’incirca quintupla di quella di Nissan.«La notizia secondo cui Nissan non vorrebbe diventare una sussidiaria di Honda sembra mettere in evidenza che il controllo è una questione controversa», spiega Christopher Richter, senior analyst del settore auto in Giappone per la società di intermediazione CLSA. «Senza la possibilità di avere il controllo, Honda sembra voler abbandonare».
A indebolire ulteriormente la posizione di Nissan sono giunti i dazi americani del 25% – annunciati, ma sospesi per un mese – nei confronti del Messico. Se attuati, la società giapponese sarebbe colpita più duramente dei suoi competitor Toyota e Honda.Un’operazione ambiziosa
Honda e Nissan hanno iniziato a discutere della possibilità di creare un gruppo da 8 milioni di veicoli – il terzo al mondo, dopo Toyota e Volkswagen e davanti a all’accoppiata coreana Hyundai-Kia – per far fronte comune contro il successo dei veicoli elettrici prodotti da player emergenti come la cinese Byd e la statunitense Tesla.
Da parte di Nissan c’era l’incentivo ulteriore di essere soccorsa mentre si trova nel pieno di una delle sue cicliche fase di difficoltà, coincisa con uno dei momenti di svolta dell’industria dell’auto, di fronte al quale la società giapponese si è presentata con un modello di business ancora pesantemente legato ai propulsori a combustione.
Il mese scorso erano circolate voci secondo cui il board di Mitsubishi – che è controllata al 24,5% da Nissan – sarebbe sempre più orientato a non prendere parte all’operazione. Di fronte al possibile fallimento dell’operazione, gli investitori hanno premiato Honda, che ha chiuso al seduta a Tokyo in rialzo dell’8,19% e penalizzato Nissan, che ha perso il 4,87 per cento.
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