Personale sempre più raro? Ecco la start up che aiuta i ristoranti a trovarlo
Restworld è la piattaforma di job matching nata a Torino nel 2020. Finora l’hanno utilizzata 800 ristoratori, e sono state assunte 2000 persone
Un milione di euro per rendere la ricerca di personale in sala e cucina più facile. Ma anche più equa e sostenibile. La startup Restworld parte da qui per dare una risposta concreta alla carenza di cuochi, camerieri e non solo nei ristoranti italiani, che il settore si trascina dalla fine delle restrizioni Covid e figlia di una sensibilità diversa nel rapporto fra vita e lavoro. Nata a Torino nel 2020, la piattaforma di job matching ideata da Luca Lotterio insieme a Davide Lombardi, Lorenzo D’Angelo ed Edoardo Conte sembra aver trovato la chiave giusta (grazie a un team composto da un gruppo giovane di psicologi, ingegneri ed economisti), tanto da chiudere un terzo round di finanziamenti con una valutazione pre-money di 4 milioni di euro: «Il nostro obiettivo è quello di modificare il paradigma secondo cui la ristorazione è un’attività logorante basata su turnazioni esagerate, lavoro in nero e bassa qualità di manodopera mista a una scarsa etica imprenditoriale. Certo, questi sono stati i problemi che hanno fatto disinnamorare molti professionisti di livello al loro lavoro, ma non possono più essere i criteri con cui si rifonda una nuova generazione di addetti», afferma Lotterio, che sottolinea come la startup abbia un codice etico interno in cui pari opportunità, onestà, formazione, ecc. sono valori fondanti.

A oggi, sono 800 gli imprenditori del fuoricasa che hanno utilizzato il servizio di Restworld, circa 2000 le persone che sono state fatte assumere e 150mila all’anno gli utenti che spulciano gli annunci di lavoro, si interessano su posizioni aperte, retribuzione, possibilità di carriera nuove, ecc. Numeri destinati a crescere (per il 2025 l’idea è quella di raggiungere le 3mila assunzioni e i 10 milioni di fatturato entro il 2027) dopo l’ultimo aumento di capitale guidato da guidato da Day Ristoservice, società attiva nel mondo del welfare aziendale, e che ha coinvolto, tra gli altri figure di rilievo come Mia Rigo, esperta di hotellerie di lusso e fondatrice di The Magic Collection Retreats; Gabriele Borga, exit-founder di Jobtome; e realtà istituzionali come Mival Capital, società d’investimento privata che investe nel capitale di Pmi e startup con un focus sull’IA. Sul progetto ha creduto, fin dall’inizio, anche il business angel Federico Menetto: «Il motivo principale che mi hanno fatto investire è il forte aspetto etico che sta alla base del lavoro di Restworld. Oggi, la gestione delle risorse umane in un ristorante è cruciale e quando non si possiedono le giuste competenze o si è in attesa di acquisirle è bene appoggiarsi a chi lo sa fare al fine di non perdere il vantaggio competitivo acquisito con il gusto e i sapori».
Con le nuove risorse gli obiettivi sono duplici: «Da un lato, rendere accessibile la piattaforma a più realtà, non solo il ristorante indipendente o la trattoria ma anche le catene di ristorazione. Dall’altro, spingere sulla tecnologia, in particolare l’intelligenza artificiale, per automatizzare parte dei 36 step di cui è composto il nostro processo di selezione, che vanno dalla creazione dell’annuncio a un primo screening via WhatsApp, così da velocizzare l’incontro di persona. Ovviamente senza nessun tipo di discriminazione sulla persona». La base, infatti, rimane sempre un mix di trasparenza ed equità. Per gli annunci, per esempio, il contratto collettivo nazionale è il minimo sindacale: «Le offerte al di sotto, non le accettiamo», sintetizza Lotterio. Infine, c’è la volontà di mettere le basi per allargare il servizio oltre i confini italiani, in Europa e Nord America.
Ma come funziona il servizio? Il primo step della collaborazione (secondo un piano annuale o uno più flessibile che dura circa un mese) consiste in un incontro conoscitivo tra il cliente (che sia manager, chef o ristoratore) e il manager dedicato. Sarà quest’ultimo a raccogliere le informazioni sulla tipologia di profilo ricercata e a iniziare l’attività scandagliando l’ampio bacino di utenti iscritti al network. I candidati considerati in target vengono messi in contatto con il datore di lavoro. Quindi, da una parte la piattaforma offre all’imprenditore una selezione di candidati, dall’altra mostra a coloro che cercano un impiego una mappa interattiva delle posizioni aperte, filtrabili attraverso una serie di parametri. Oltre a questo servizio, Restworld ha all’attivo anche una sperimentazione relativa alla settimana corta: «È un concetto a noi caro. Lo stiamo testando con una decina di clienti e i feedback sono positivi. Siamo ai primi passi, ma chi ha adottato questo sistema non solo ha ottenuto più tempo per sé e per il suo business, ma ha anche permesso di far assumere una risorsa in più per spalmare il volume di lavoro – rivela Lotterio – Cambiare una certa cultura non è semplice, ma ci stiamo provando. D’altronde, ormai deve essere chiaro che avere una forza lavoro in regola è un asset per l’azienda di ristorazione e un’opportunità per il lavoratore. Per questo, anche a chi cerca lavoro, consiglio di scrivere CV chiari, in cui sono ben descritti capacità ed esperienze precedenti. Senza dimenticare i recapiti, che ancora oggi a volte mancano».
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