Hitachi Rail sceglie Roboze per i ricambi in 3D
Accordo tra la multinazionale del trasporto ferroviario e la scale up delle stampanti additive
Prototipi ma anche prodotti finiti, realizzati con tecnologia additiva. Hitachi Rail, leader globale della mobilità ferroviaria, ha scelto l’italiana Roboze per operare nello stabilimento hi-tech di Napoli e nel nuovo sito ferroviario digitale di Washington County, nel Maryland. L’obiettivo è quello di implementare una tecnologia di stampa 3D industriale per la produzione di pezzi di ricambio destinati ai propri treni.
Tema rilevante, per l’industria ferroviaria, che si confronta con la sfida costante della disponibilità e dei costi associati a queste produzioni. «Per noi è una tappa fondamentale – spiega il fondatore di Roboze Alessio Lorusso – anche perché al di là dell’accordo iniziale sono i potenziali sviluppi di questa collaborazione ad essere interessanti».
Con l’implementazione di queste nuove soluzioni, Hitachi Rail potrà così sostituire parti metalliche tradizionalmente lavorate con asportazione di truciolo, riducendo in modo sensibile costi e i tempi di consegna.
Collaborazione che va oltre la semplice fornitura di macchine ma che coinvolge anche . servizi ingegneristici e di consulenza da parte di Roboze, sia in Italia che negli Stati Uniti.
La multinazionale, che nel settore sviluppa ricavi per oltre 7 miliardi con 24mila addetti in oltre 50 paesi, aprirà a breve una fabbrica di treni innovativa in Usa, nella contea di Washington, nel Maryland. Impianto da 70 milioni di dollari che diverrà in termini digitali il più avanzato dell’intero gruppo e che è destinato a consegnare come primo ordine la nuova flotta di automotrici ferroviarie della serie 8000 per la Washington Metropolitan Area Transit Authority.
«Questa partnership con Roboze – spiega Luca D’Aquila , Ceo di Hitachi Rail Italy e Coo del gruppo – sottolinea il nostro impegno a fornire ai nostri clienti una produzione avanzata e di alta qualità. Accordo che ci consentirà di sfruttare la stampa 3D per migliorare l’efficienza operativa e ridurre i costi di produzione di prototipi e pezzi di ricambio ferroviari. Soluzione che ci permetterà di rispondere efficacemente alle esigenze dei nostri clienti».
«Roboze – spiega il fondatore e Ceo Alessio Lorusso – continua a dimostrarsi un partner affidabile e innovativo per le aziende che mirano a ripensare la propria produzione e spingere l’asticella del progresso sempre più velocemente attraverso la tecnologia».
Per Roboze, che nel proprio advisory board ha l’inventore del microprocessore Federico Faggin, si tratta dell’ennesimo tassello in un percorso di crescita robusto, che porterà a fine anno ad avere ricavi in un range tra 10 e 15 milioni di euro, grazie a clienti di più settori tra aerospazio ed energia, automotive e meccanica. Come Ducati e Leonardo, oppure GE e Siemens, Bosch e Yamaha.
L’azienda, fondata a Bari, che nel capoluogo pugliese mantiene il proprio quartier generale e centro di sviluppo, ha avviato una sede diretta negli Stati Uniti a Houston, aprendo inoltre lo scorso marzo un Technology Center a Milano. Gli addetti, un centinaio, sono in continua crescita, con un’altra decina di posizioni aperte, visibili sul sito.
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