Mobilità elettrica e materiali avanzati: così Tau vuole diventare un big dell’elettrificazione

Una startup con ambizioni da big: è Taula società innovativa italiana di mobilità elettrica e materiali avanzati. La sua missione è sviluppare e implementare tecnologie di nuova generazione in grado di accelerare la transizione dall’economia alimentata dai combustibili fossili a un’economia basata sull’energia elettrica, in misura crescente prodotta da fonti rinnovabili. I finanziatori sono “di peso” (molti extra-Ue) e la strategia di crescita ben delineata lungo quattro macro-aree di applicazione. Attualmente la startup è in fase pre-revenue con l’obiettivo di fatturare 10 milioni di euro annui entro il 2024-2025. Vediamo come.

Produrre filo smaltato in modo innovativo per sostenere il passaggio dall’economia basata sui combustibili all’economia basata sull’elettricità: questa l’idea di business da cui nasce Tau. È co-fondata nel 2014 a Torino da Francesco Taiariol, oggi amministratore delegato, Filippo Veglia, direttore vendite, e Piero Degasperi, direttore tecnico, tutti ingegneri.

Il filo smaltato, spiega Veglia, è uno dei pilastri dell’elettrificazione perché serve per produrre motori elettrici, trasformatori, generatori, inverter e altri elementi alla base della transizione verso l’economia basata sull’energia elettrica. L’impiego non è solo nell’industria automotive ma in diversi settori tra cui la generazione, la distribuzione e lo stoccaggio di energia, i processi industriali e i beni di consumo.

I co-founder avevano osservato sul mercato una domanda insoddisfatta di un processo per produrre filo smaltato senza uso di solventi. Di qui la realizzazione del primo prototipo di macchina industriale per la produzione di filo senza l’impiego di solventi, reso possibile dalla partecipazione di angel investor (persone fisiche, tra cui molti amici e familiari) e di potenziali clienti. Con i primi finanziamenti Tau ha prodotto prototipi sempre più avanzati e nel 2016 è entrata sul mercato.

Si tratta di un’azienda deep tech, che si occupa dell’intero processo dallo sviluppo alla produzione. Lo sviluppo tecnologico è in Italia: a Torino e provincia Tau ha trovato sia le competenze ingegneristiche sia l’ecosistema industriale di fornitori e partner.

Oggi Tau conta circa 60 persone e ha 3 sedi, due in Italia (Torino e Isernia) e una in Germania, a Berlino. Ha dovuto invece chiudere, per ovvi motivi, la sede a Mosca.

Il piano di crescita di Tau stima di superare nel 2024-25 i 10 milioni di euro di fattori. La crescita avverrà sulle ali dell’automotive che spingerà fatturato e utili nei prossimi 5 anni; poi l’energia rinnovabile diventerà il primo mercato. La redditività unitaria per prodotto viene definita “buona”.

“Vogliamo diventare un big dell’elettrificazione globale, uno dei grandi attori che la rendono possibile, protagonisti della nuova rivoluzione industriale elettrica”, afferma Veglia. “Siamo partiti con l’idea di dare supporto con la nostra tecnologia all’elettrificazione. L’automotive è diventato il settore di punta perché sta investendo molto per innovare in ottica net-zero, ma non è il nostro unico mercato di riferimento e non sarà il principale nel lungo termine. Quello della generazione green di energia acquisirà presumibilmente la prevalenza”.

Il prossimo futuro (dal 2024) prevede l’espansione internazionale a partire da Asia (in particolare l’India) e Nord America. Questo significa per Tau aprire strutture produttive in loco in modo da tagliare i costi dell’esportazione del filo di rame.

La crescita potrebbe arrivare anche tramite operazioni di mercato. Nell’M&A la strategia, in linea con gli obiettivi ambiziosi di diventare un big, è di incorporare realtà industriali già strutturate e con tecnologie complementari.

Riproduzione economyup.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *