Il marchio green Seay sceglie il crowdfunding per potenziare la distribuzione

Seay ha lanciato una campagna di equity crowdfunding su Mamacrowd. obiettivo raccolta 700mila euro che andranno a contribuire agli sviluppi distributivi diretti e consolidamenti necessari per raggiungere nuovi canali di distribuzione in Italia e all’estero

Seay non è solo un marchio ecosostenibile, è una filosofia di vita.

“Fondare il nostro brand ha significato allontanarci dai tipici modelli di business poco virtuosi per dare vita a una visione imprenditoriale più evoluta, che mette al centro due fattori: planet e people”, afferma il co-founder e CEO Alberto Bressan. Il reale impegno di Seay è certificato dallo status di BCorp, dalla relazione annuale del proprio impatto ambientale, dall’estrema importanza che riveste la tracciabilità. In un panorama moda accusato di greenwashing, spesso a ragione, Seay si distingue per il valore intrinseco dei suoi intenti ecosostenibili.

Tessuti riciclati, una filiera produttiva a corto raggio, una distribuzione carbon neutral, un packaging organico e compostabile. Sono solo alcuni degli ingredienti della ricetta vincente di Seay che si estende anche al consumatore finale esortandolo ad entrare nel circolo virtuoso. “Offriamo un green bonus a tutti i clienti che decidono di restituirci un loro indumento usato che non indossano più e che, se non gestito diversamente, finirà in discarica di lì a poco”, spiega Bressan parlando del modello brevettato Re3. Gli indumenti usati raccolti vengono riutilizzati (re-use), rivenduti (re-sell) o rigenerati (re-generate) in base alle loro condizioni estetiche e funzionali. Inoltre, grazie ad un sistema di tracciamento mediante QR code, i clienti hanno la possibilità di verificare in tempo reale come sono stati impiegati i capi consegnati.

Alberto Bressan

Seay è un brand d’abbigliamento sostenibile e beachwear a basso impatto ambientale, da sempre vicino al mondo degli sport da scivolamento da tavola (surf, sup, kiteboard, wakeboard). La label che fa a meno di testimonial e influencer, preferisce invece, in linea con i propri valori, collaborare con sportivi legati agli sport d’acqua. “Scegliamo persone che passano tante ore del loro quotidiano con i piedi in acqua, sono i primi ad essere consapevoli dei danni che abbiamocausato al nostro territorio e al nostro ambiente. Sono uomini e donne che nella maggior parte dei casi si mettono a disposizione a titolo gratuito per veicolare un messaggio: se tutti insieme facciamo qualcosa, anche poco, portiamo un risultato”, racconta il CEO.

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