La start up Typiqo dopo i prodotti toscani punta sulle eccellenze di altre regioni
La piattaforma online vende cibi di nicchia locali (500 prodotti di 60 produttori) a ristoranti, agriturismi e alberghi del territorio
Erano partiti durante il Covid, a fine 2020, creando una piattaforma online per vendere prodotti agroalimentari toscani di alta qualità; ma due anni dopo, quando la pandemia si è dissolta e i ristoranti hanno riaperto, si sono accorti che il business poteva funzionare meglio se diretto non tanto al consumatore finale ma agli addetti ai lavori. È così che Typiqo, start up fiorentina fondata dai fratelli Alessandro e Antonio Badalamenti, 36 e 33 anni, si è focalizzata sulle forniture agli chef, mantenendo la sua natura originaria “local to local”: solo prodotti toscani di nicchia e di eccellenza, distribuiti a ristoranti, alberghi, agriturismi, pizzerie, enoteche e scuole di cucina della (sola) Toscana.
La transizione è in atto, con l’adeguamento della piattaforma digitale, ma intanto il business di Typiqo sta crescendo ed è arrivato ad abbracciare 500 prodotti di 60 produttori – dalla farina di sette mais macinata a pietra della Montagna pistoiese al miso, soia e tamari coltivati a Monte San Savino – distribuiti a una settantina di chef-clienti. Tra questi ci sono nomi stellati come Vito Mollica, Ariel Hagen, Claudio Mengoni, Niccolò Palumbo. Gli chef di solito ordinano una volta alla settimana, e presto potranno farlo anche online, scegliendo da un catalogo sul sito typiqo.it.
A spingere il business è l’attenzione alla sostenibilità e tracciabilità, che vuol dire vicinanza e conoscenza dei produttori: «Oggi lo chef non vuole più l’aragosta del Sudamerica ma preferisce la trota del Casentino, anche perché gli permette di raccontare una storia», spiega Alessandro Badalamenti, rientrato in Italia dopo 15 anni tra Londra e l’Australia, dove ha fatto il direttore logistica per un grande gruppo e il responsabile strategy e operations di un ecommerce di food. Il fratello Antonio, invece, ha un lungo passato di chef in ristoranti di alto livello in vari Paesi.
L’altro fattore che sta aiutando il business di Typiqo è la normativa toscana che impone agli agriturismo che fanno ristorazione di usare prodotti aziendali o di origine locale. Finora Typiqo è stato supportato da un business angel americano, ma i fratelli Badalamenti non escludono di lanciare un round di finanziamento quando avranno consolidato l’attività in Toscana. «L’intenzione è di replicare il business in altre regioni, sempre mantenendo il concetto di local to local». Intanto quest’anno i ricavi dovrebbero raddoppiare rispetto ai 220mila euro del 2023.
Fonte: IL SOLE 24 ORE, di Silvia Pieraccini, 7 marzo 2024, https://www.ilsole24ore.com/art/la-start-up-typiqo-i-prodotti-toscani-punta-eccellenze-altre-regioni-AFxeectC
