La startup che ricicla pezzi di aerei dismessi per le batterie di auto elettriche

La Nandina REM di Singapore vanta un sistema di riciclo dell’alluminio degli aerei di linea che agevola la produzione dei contenitori delle batterie per i veicoli elettrici. Secondo i primi test si può recuperare il 90% del materiale in un mese
Ogni aereo di linea dismesso è potenzialmente una miniera di alluminio per l’industria della mobilità elettrica. Proprio quel materiale di altissima qualità – da non confondere con le pellicole da cucina – è fondamentale per la realizzazione delle scocche delle batterie dei veicoli elettrici. Ed ecco spiegato l’interesse coagulato da Nandina REM, una startup di Singapore che è riuscita a sviluppare un metodo per smantellare e recuperare agevolmente i pannelli di alluminio degli aerei. Il tema è caldissimo perché i principali produttori di aerei di linea, Airbus e Boeing, hanno previsto entro il 2030 il pensionamento di circa 15mila mezzi.
Si parla quindi della possibilità di produrre decine di milioni di involucri di batterie (50 milioni entro il 2035) e, se si individua un approccio adatto, anche riutilizzare le plastiche e altri materiali utili per la componentistica automotive. Oggi non è più solo un tema di valore economico ma anche di sensibilità e legislazione ambientale, soprattutto se si considera il nuovo regolamento europeo sull’efficienza del riciclaggio e recupero dei materiali che entrerà in vigore a partire dal 2025.
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