LA START UP CHE FA INCONTRARE LE MAMME LAVORATRICI CON AZIENDE FAMILY FRENDLY

Una donna sceglie di dimettersi dal lavoro perché, dopo la maternità, si rende conto che la sua professione non è più in linea con le sue nuove priorità. Ciò che ha fatto Claudine Rollandin non è un caso né isolato né raro in Italia. I dati dell’Ispettorato del lavoro evidenziano, infatti, che nel 2022 le lavoratrici mamme che hanno lasciato il lavoro sono 44.699, in crescita del 18,7% sul 2021. Se si allarga, poi, l’osservazione a un arco di dieci anni, si vede che le dimissioni delle lavoratrici mamme sono più che raddoppiate passando da 18.454 nel 2012 a 44mila. Oltre sei neomamme su dieci evidenziano, tra le motivazioni, la fatica di tenere insieme l’impiego e il lavoro (contro il 7,1% dei padri). E l’Istat conferma: con un 42,6% di mamme tra i 25 e i 54 anni non occupate, l’Italia dimostra d’avere ancora parecchia strada da percorrere prima di arrivare alla parità di genere.

Rollandin questo l’ha capito prima sulla sua pelle e poi leggendo le statistiche. Ed è sulla base di queste ultime che ha fondato, nel settembre 2023, Promama, start up che, attraverso una piattaforma digitale di propria creazione, punta a mettere in contatto mamme lavoratrici con aziende family friendly.

«Dopo quattro mesi dal lancio – afferma Rollandin – abbiamo 3.500 genitori iscritti». Poi racconta i passi che l’hanno trasformata da manager a imprenditrice. «La mia esperienza professionale precedente – prosegue – non è andata esattamente come mi aspettavo. Ero una product manager digitale, con anni di esperienza nel mondo delle start up. Da neomamma ho cominciato ad avvertire le prime difficoltà sul lavoro. Mi sono resa conto che la mia professione e l’attività lavorativa non erano più in linea con le mie nuove priorità e con i miei valori. A marzo 2023 mi sono dimessa e ho cominciato a cercare altro, ma mi sono accorta di quanto fosse difficile, in quel momento della vita. Poi ho intercettato i dati statistici che spiegavano come in Italia, tra le mamme con figli piccoli, solo una su due lavori. Quindi, forte anche delle mie attitudini in campo digitale, ho pensato di creare Promama. L’azienda è stata costituita a Lavagna, dove, con mio marito che è ligure, ci siamo trasferiti da Milano, dopo che ho lasciato il lavoro».

Il team di Promama (oggi composto dalla stessa Rollandin e altre due ragazze, che operano part time) ha poi sviluppato il family friendly index: «Si tratta – dice Rollandin – di una valutazione qualitativa e quantitativa di quanto un’azienda sia attenta al tema genitorialità, approfondendo le leve attivate quanto a flessibilità, congedo parentale, cultura aziendale e supporto. Tramite due survey ad hoc, pensate per dipendenti o aziende, calcoliamo un indice (da 0 a 100%) che ci permette di valutare l’attenzione che l’azienda dà alle sue persone e alla genitorialità».

Per i genitori, la startup mira a rendere più semplice la ricerca di lavoro in azienda, individuando professioni e mansioni che siano in linea con gli obiettivi, le ambizioni e i bisogni dei neogenitori, mettendo a disposizione una vetrina di offerte di lavoro provenienti da aziende family friendly, e «fornendo – dice Rollandin – supporto, corsi e percorsi dedicati a questa specifica fase di carriera. Alle aziende invece, in un’ottica di talent attraction, Promama concede uno spazio dedicato sul sito, promuovendo le iniziative pensate per i genitori. E mentre, per questi, l’ingresso in Promama è libero, le aziende pagano un fee per accedere al servizio».

D’altro canto, chiosa Rollandin, «a marzo lanceremo i primi percorsi b2c, ad esempio per mamme disoccupate che vogliono rientrare nel mondo del lavoro. Sarà il primo servizio a pagamento per i clienti che si concretizzerà in un percorso di tre settimane per rimettere insieme i pezzi di chi è uscito dal lavoro e farlo tornale sul mercato». Peraltro alle aziende, conclude Rollandin, «vogliamo dare il messaggio che non solo quelle grandi sono in grado di essere family frendly. Lo dimostra il fatto che tra i nostri iscritti ci sono aziende da 30 a 3mila dipendenti».

Riproduzione ilSole24ore

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