SPORTFELLAS: IL SOCIAL HUB CHE VUOLE CONNETTERE IL MONDO DELLO SPORT

Nell’intervista con Giorgio Compiani, founder di SportFellas, parliamo di come nasce l’idea di trasformare la frammentazione del mondo sportivo in nuove opportunità di connessione. SportFellas nasce come Social Hub Sportivo per mettere in relazione atleti, società sportive, professionisti e sponsor, rendendo più semplice trovare persone, servizi, opportunità e risorse.

Dalla sponsorship alla digitalizzazione dei processi, fino all’intelligenza artificiale e all’ambizione di espandersi in Europa: una conversazione sul presente e, soprattutto, sul futuro dello sport.

170 iscritti, 4 società sportive e oltre 20 figure professionali associate a 13 discipline sono alcuni dei primi segnali del percorso di validazione del progetto.

SPORTFELLAS: IL SOCIAL HUB CHE VUOLE CONNETTERE IL MONDO DELLO SPORT

Alessandra D’Amato: Giorgio, partiamo dall’inizio: da dove nasce l’idea di SportFellas e quale problema concreto del mondo dello sport hai percepito che ti ha spinto a trasformare questa intuizione in una startup?

Giorgio Compiani: L’idea nasce dall’osservazione diretta di un settore nel quale esistono moltissime competenze, persone e opportunità, ma che spesso non riescono a incontrarsi in modo efficiente. Atleti, società, professionisti e sponsor utilizzano strumenti diversi e fanno affidamento soprattutto su reti personali. Abbiamo visto quindi l’opportunità di costruire uno strumento digitale specificamente pensato per lo sport, capace di rendere più semplice l’incontro tra domanda e offerta e di trasformare connessioni che oggi sono spesso casuali in opportunità concrete.

Alessandra D’Amato: SportFellas viene descritto come un vero e proprio “Social Hub Sportivo”. In parole semplici, che cosa può fare oggi una persona entrando nella piattaforma e quale valore trova rispetto ai canali tradizionali?

Giorgio Compiani: L’utente può costruire una propria identità digitale sportiva, entrare in contatto con altre persone e organizzazioni, cercare figure professionali, società o opportunità, seguire eventi e valorizzare la propria attività. Il punto non è semplicemente avere un altro spazio dove pubblicare contenuti, ma avere uno strumento funzionale alle esigenze di chi pratica o lavora nello sport. La differenza rispetto ai canali generalisti è proprio questa specializzazione.

Alessandra D’Amato: Qual è, secondo te, il principale “pain point” che SportFellas risolve?

Giorgio Compiani: Il problema principale è l’inefficienza generata da una digitalizzazione ancora insufficiente di molti processi. Questo significa tempo perso, difficoltà nel reperire le informazioni corrette e costi che possono diventare particolarmente pesanti per le realtà sportive più piccole. SportFellas vuole intervenire proprio su questo: rendere più semplice e veloce trovare persone, servizi, opportunità e risorse.

Alessandra D’Amato: Il mondo dello sport coinvolge soggetti con esigenze molto diverse. Come avete progettato la piattaforma per far sì che queste esigenze possano incontrarsi?

Giorgio Compiani: Abbiamo cercato di partire dalle necessità concrete dei diversi operatori, anziché costruire una piattaforma generalista e adattarla successivamente allo sport. Per questo ogni profilo può assumere un ruolo preciso all’interno della piattaforma e le funzionalità sono progettate per favorire interazioni coerenti con quel ruolo. L’obiettivo è fare in modo che una società possa trovare un atleta o un professionista, che un atleta possa trovare opportunità e che uno sponsor possa individuare progetti interessanti.

Alessandra D’Amato: Uno degli elementi più interessanti del progetto è il rapporto tra sport e opportunità economiche. In che modo SportFellas può aiutare un atleta o una società sportiva a diventare più visibile agli sponsor?

Giorgio Compiani: Attraverso una presenza digitale strutturata e strumenti di ricerca dedicati. L’idea è permettere alle realtà sportive di presentarsi in maniera più completa e agli sponsor di effettuare una ricerca mirata sulla base delle caratteristiche che stanno cercando. In questo modo la visibilità non dipende esclusivamente dalle relazioni personali o dalla notorietà già acquisita.

Alessandra D’Amato: E dal punto di vista dello sponsor, perché un’azienda dovrebbe utilizzare SportFellas invece di affidarsi ai tradizionali strumenti di sponsorizzazione sportiva?

Giorgio Compiani: Perché vogliamo rendere la sponsorship un processo più standardizzato e strutturato. Lo sponsor può avere accesso a un bacino più ampio di opportunità e individuare interlocutori sulla base di criteri specifici, anziché affidarsi esclusivamente a contatti già esistenti. In prospettiva, questo può modificare significativamente il rapporto tra aziende e mondo sportivo, in quanto va ad intervenire sulla dinamica di ricerca e selezione facilitandole e lasciando un maggior controllo da parte degli sponsor, rendendo più semplice anche per realtà meno conosciute intercettare risorse.

Alessandra D’Amato: Qual è il vostro modello di business? In che modo SportFellas intende trasformare l’utilizzo della piattaforma in ricavi?

Giorgio Compiani: Il modello che stiamo sviluppando è misto e prevede abbonamenti e success fee, con una differenziazione legata al tipo di utente e alle funzionalità utilizzate. Vogliamo mantenere accessibile la parte della piattaforma destinata alla pratica e alla partecipazione sportiva, mentre le funzionalità con un’utilità professionale o commerciale possono essere monetizzate. In questo modo il modello può crescere insieme all’utilizzo effettivo del prodotto. Inoltre, con l’implementazione del canale da content creator e del negozio digitale sportivo otterremo delle entrate tramite success fee.

Alessandra D’Amato: Quali sono quindi le principali fonti di monetizzazione che state sviluppando?

Giorgio Compiani: Le principali direttrici sono gli abbonamenti per le funzionalità professionali, le commissioni sulle opportunità generate attraverso la piattaforma e i servizi dedicati agli sponsor e agli operatori commerciali. In futuro potranno essere sviluppati ulteriori servizi premium e strumenti specifici per le diverse categorie di utenti. L’obiettivo è avere più fonti di ricavo senza compromettere la facilità di accesso alla piattaforma.

Alessandra D’Amato: Avete scelto un modello che coinvolge più categorie di utenti. Come affrontate la difficoltà di raggiungere una massa critica sufficiente?

Giorgio Compiani: È una delle sfide tipiche delle piattaforme che mettono in relazione più categorie. Per questo abbiamo scelto di costruire la crescita progressivamente, partendo da realtà capaci di aggregare utenti, come le ASD e le società sportive, e ampliando successivamente la presenza di professionisti, atleti e sponsor. La nostra priorità è creare una rete realmente attiva e non semplicemente aumentare il numero degli iscritti.

Alessandra D’Amato: Qual è oggi il vostro utente ideale?

Giorgio Compiani: In questa fase le ASD e le società sportive rappresentano un interlocutore particolarmente importante, perché hanno un ruolo centrale nell’attività sportiva e possono coinvolgere naturalmente altre categorie di utenti. Questo non significa però limitarci a loro: il modello è pensato per includere atleti, professionisti, strutture e sponsor.

Alessandra D’Amato: Quanto è grande il mercato al quale vi rivolgete e quanto può diventare grande SportFellas se il progetto riuscisse a scalare fuori dall’Italia?

Giorgio Compiani: L’ambizione è almeno europea. Il mercato potenziale non è legato soltanto al numero di praticanti sportivi, ma comprende tutte le attività economiche e professionali che ruotano intorno allo sport. Essendo una piattaforma digitale, una volta validato il modello in Italia possiamo replicarlo progressivamente in altri mercati senza dover ricostruire da zero il prodotto.

Alessandra D’Amato: Qual è quindi la vostra ambizione geografica?

Giorgio Compiani: SportFellas nasce in Italia, ma con una vocazione internazionale. L’Europa rappresenta il naturale primo orizzonte di espansione; successivamente valuteremo mercati nei quali esista una forte domanda di digitalizzazione e connessione tra gli operatori sportivi.

Alessandra D’Amato: Dal punto di vista tecnologico, quali sono gli elementi che rendono SportFellas realmente scalabile?

Giorgio Compiani: La scalabilità è legata alla natura digitale del prodotto e alla possibilità di integrare progressivamente nuove funzionalità senza modificare la struttura di base. Profili, ricerca, networking, eventi, notifiche, geolocalizzazione e sponsorship possono dialogare all’interno della stessa piattaforma. Un ulteriore elemento di sviluppo sarà l’intelligenza artificiale, che potrà migliorare la capacità di ricerca e di matching tra utenti e opportunità.

Alessandra D’Amato: Tra le diverse funzionalità, quale potrebbe diventare il principale motore di crescita futura?

Giorgio Compiani: La ricerca verticale è probabilmente una delle funzionalità con maggiore potenziale, perché risponde a una necessità molto concreta: trovare rapidamente la persona, il servizio o l’opportunità giusta. A questa si aggiunge la sponsorship, che può aprire una dimensione economica particolarmente interessante. Sarà poi l’utilizzo reale della piattaforma a indicarci quali servizi diventeranno i principali driver di crescita.

Alessandra D’Amato: Un investitore vuole capire perché dovrebbe puntare proprio su SportFellas. Qual è il vostro principale vantaggio competitivo?

Giorgio Compiani: La nostra differenza sta nel fatto che non stiamo semplicemente applicando il modello di un social network al mondo dello sport. Stiamo costruendo il prodotto partendo dalle esigenze degli operatori sportivi. La verticalità ci consente quindi di sviluppare funzionalità che hanno un’utilità concreta e specifica e che difficilmente possono essere replicate da un social generalista senza ripensare completamente il proprio modello.

Alessandra D’Amato: Quanto è importante costruire una community e come può diventare una barriera competitiva?

Giorgio Compiani: È importante soprattutto la qualità della rete che riusciamo a costruire. Una piattaforma può essere replicata dal punto di vista tecnologico, ma è molto più difficile replicare una rete composta da utenti qualificati, relazioni, dati e interazioni consolidate. Per questo la nostra ambizione è costruire una presenza sempre più profonda nel mondo sportivo.

Alessandra D’Amato: Quali risultati avete raggiunto fino a oggi e quali KPI considerate più significativi?

Giorgio Compiani: Siamo in una fase di costruzione e validazione del modello. Tra gli elementi di trazione possiamo citare una rete di 170 iscritti tra atleti, allenatori, mental coach e varie altre figure lavorative utili allo sport, ricordiamo che il nostro prodotto già di base permette l’accesso a oltre 20 figure  professionali diverse associabili a 13 discipline sportive; abbiamo iscritto 4 società sportive con il loro profilo e siamo in contrattazione con il primo sponsor possibile che aprirebbe anche il negozio digitale sportivo presso SportFellas, permettendo una prima linea di entrata di cash flow seppur ridotta. Per noi, tuttavia, non conta soltanto il numero degli utenti: sono fondamentali la qualità dei profili presenti, il livello di utilizzo delle funzionalità e la capacità di generare connessioni e opportunità concrete.

Alessandra D’Amato: SportFellas ha ottenuto attenzione e riconoscimenti nell’ambito dell’innovazione sportiva. Quanto hanno contribuito questi risultati alla vostra crescita?

Giorgio Compiani: Sono stati importanti soprattutto perché ci hanno permesso di confrontarci con interlocutori qualificati e ottenere una validazione esterna del progetto. Riconoscimenti e programmi come:

  • la selezione per il tutoraggio presso la call “Startup Livornine 2030” edizione del 2023 subito dopo la costituzione;
  • l’accesso alla finale (le prime startup 10 d’ Italia) del contest “Sport Impact Lab” edizione 2023 tenutasi a Roma promosso dalla UISP;
  • selezionati dallo sponsor Vero volley migliore startup alla prima edizione di “Lombardia del Fare” 2025;
  • selezionata dal Sole 24ore per entrare nelle migliori 100 d’Italia nel 2026;

Che ci hanno consentito di aumentare la nostra visibilità, entrare in contatto con nuove realtà e raccogliere feedback utili allo sviluppo. Specialmente l’ultima ottenuta con la partnership con il Sole 24ore, ci permetterà l’accesso ad eventi e network molto importanti ai fini dello sviluppo del progetto.

Alessandra D’Amato: Se domani entrasse un investitore nel capitale di SportFellas, quali sarebbero le prime aree sulle quali utilizzeresti le risorse raccolte?

Giorgio Compiani: Le priorità sarebbero R&D e marketing. Da un lato vogliamo accelerare lo sviluppo tecnologico e portare sul prodotto nuove funzionalità, compresa l’integrazione dell’intelligenza artificiale; dall’altro dobbiamo aumentare la velocità di acquisizione degli utenti e delle realtà sportive. Per una piattaforma come la nostra, tecnologia e crescita della base utenti devono procedere di pari passo.

Alessandra D’Amato: Quali sono le principali milestone che volete raggiungere nei prossimi anni?

Giorgio Compiani: Le priorità sono consolidare il prodotto, aumentare la base utenti, rafforzare la presenza delle società sportive e sviluppare la componente commerciale, in particolare nell’ambito della sponsorship. Parallelamente vogliamo prepararci all’espansione internazionale, assicurandoci che il modello sia sufficientemente solido e replicabile.

Alessandra D’Amato: Se dovessi convincere in 60 secondi un investitore che non conosce SportFellas a dedicare tempo al progetto, quale sarebbe il tuo pitch?

Giorgio Compiani: SportFellas vuole portare il mondo dello sport verso una nuova dimensione digitale. Oggi molte delle sue componenti operano ancora in modo frammentato e questo genera inefficienze, costi e opportunità che non vengono intercettate. Noi stiamo costruendo una piattaforma verticale che permette a società, atleti, professionisti e sponsor di incontrarsi, trovare opportunità e sviluppare relazioni. Non vogliamo creare semplicemente un’altra app, ma uno strumento digitale che possa diventare un’infrastruttura di riferimento per il settore sportivo.

Alessandra D’Amato: Immaginiamo di andare avanti di cinque anni. Come vorresti che fosse SportFellas?

Giorgio Compiani: Vorrei che fosse diventata una piattaforma riconosciuta a livello internazionale e utilizzata quotidianamente dagli operatori dello sport. L’obiettivo è che quando una società, un atleta, un professionista o uno sponsor abbia bisogno di trovare una persona, un’opportunità o un servizio, SportFellas rappresenti uno dei primi luoghi nei quali cercare. In altre parole, vorremmo diventare un punto di riferimento digitale per il settore.

Alessandra D’Amato: Ultima domanda: quale messaggio vorresti arrivasse oggi a chi sta leggendo e potrebbe diventare un futuro partner o investitore di SportFellas?

Giorgio Compiani: Stiamo cercando di costruire qualcosa che vada oltre il semplice prodotto tecnologico. Vediamo nello sport un settore con enormi potenzialità ma ancora caratterizzato da inefficienze e frammentazione. SportFellas vuole contribuire a colmare questo divario attraverso la tecnologia, creando nuove connessioni e rendendo più accessibili opportunità che oggi spesso rimangono fuori dalla portata di molte realtà. Per farlo cerchiamo persone, aziende e investitori che non vogliano semplicemente sostenere una startup, ma condividano la visione di uno sport più digitale, connesso e internazionale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *