TAM FACTORY: quando la comicità diventa cultura, impresa e opportunità per Napoli
Intervista ad Antonio Azzalini CEO di Tunnel Produzioni sul progetto TAM Factory: un’iniziativa che ambisce a trasformare il TAM in un polo di formazione, sperimentazione artistica e produzione multimediale, capace di valorizzare i talenti del territorio e generare nuove opportunità culturali, professionali ed economiche per la città
Alessandra D’Amato: Il progetto TAM Factory nasce con l’ambizione di trasformare il TAM in qualcosa che va oltre il tradizionale spazio teatrale. Qual è la visione che ha guidato questa idea e quale ruolo vorreste che il progetto assumesse nel futuro culturale di Napoli?
Antonio Azzalini: La nostra visione parte da una premessa fondamentale: la comicità non è solo mero intrattenimento popolare, ma un vero e proprio strumento culturale insostituibile per interpretare, conoscere e giudicare la realtà contemporanea. Napoli ha un’eredità straordinaria — da Totò a Troisi fino a Siani — che la rende da sempre una terra d’avanguardia comica. Con il progetto TAM Factory vogliamo trasformare uno storico palcoscenico in un’accademia permanente, uno spazio di sperimentazione, didattica e aggregazione. L’obiettivo è far diventare il TAM per Napoli e per l’Italia ciò che lo Zelig rappresenta per Milano: un polo di riferimento autorevole dove l’arte della risata unisce cultura, inclusione e crescita umana.
Alessandra D’Amato: Il percorso di Tunnel, dal teatro ai grandi format televisivi come Made in Sud, dimostra la capacità di trasformare talenti ed esperienze dal vivo in prodotti di successo nazionale. Quali sono le competenze distintive che Tunnel può mettere a disposizione del TAM Factory?
Antonio Azzalini: In oltre vent’anni di attività, Tunnel Produzioni ha dimostrato di saper strutturare e industrializzare il talento creativo senza snaturarne l’autenticità. La nostra esperienza spazia dalle produzioni live nel piccolo club fino all’ideazione e gestione di format TV di successo decennale su reti nazionali, come Made in Sud.
Mettiamo a disposizione un modello produttivo consolidato e “sul campo”: una rete di autori, registi, direttori di produzione e manager in grado di prendere un’idea grezza o un giovane artista emergente e guidarlo lungo tutto la filiera artistica e mediale, dal debutto su palco fino ai grandi schermi.

Alessandra D’Amato: Uno degli elementi centrali del progetto è la formazione delle nuove generazioni di comici, autori e professionisti dello spettacolo. Come immaginate il percorso di crescita di un giovane talento che entra nella TAM Factory e quali opportunità concrete potrebbe trovare?
Antonio Azzalini: Ipotizziamo un percorso virtuoso e continuativo. Il giovane talento entra nella Factory e trova una vera e propria “scuola-laboratorio”: viene affiancato da autori comici professionisti e parteciperà a sessioni di scrittura creativa e laboratori di prova.
L’opportunità concreta sta nel confronto immediato con il pubblico: settimanalmente il laboratorio produce uno spettacolo live aperto alla cittadinanza e sessioni di open mic per la stand-up comedy. Chi dimostra valore non solo accede alle stagioni teatrali ufficiali, ma viene inserito nei circuiti produttivi televisivi e digitali curati da Tunnel.
Alessandra D’Amato: Il progetto non si limita alla formazione artistica, ma prevede anche laboratori di scrittura, scouting territoriale e corsi di management dello spettacolo. Perché è importante insegnare ai giovani non soltanto a esibirsi, ma anche a comprendere i meccanismi produttivi e professionali dell’industria culturale?
Antonio Azzalini: Perché l’ispirazione artistica da sola non basta se non si conosce il funzionamento della macchina che la sostiene. Oggi il settore richiede figure complete. Formare autori e performer sul management dello spettacolo, sulla produzione e sul diritto di autore significa dar loro gli strumenti per essere autonomi e consapevoli sul mercato.
Inoltre, il nostro piano prevede un capillare lavoro di scouting in tutte le province campane e del Sud Italia. Insegnare la dimensione industriale dello spettacolo permette di strutturare maestranze e professionalità tecniche/manageriali locali, colmando una forte richiesta di mercato che al Sud spesso non trova percorsi formativi dedicati.
Alessandra D’Amato: Il valore di un’iniziativa come questa non si misura soltanto nei risultati economici, ma anche nelle ricadute sul territorio. Quali benefici sociali ed economici potrebbe produrre TAM Factory per Napoli, per i giovani e per l’intera filiera dello spettacolo?
Antonio Azzalini: TAM Factory intende generare un impatto tangibile su due fronti:
- Piano economico e occupazionale: crea un indotto diretto e indiretto attraverso la produzione continuativa di spettacoli, la realizzazione di contenuti multimediali e l’impiego stabile di maestranze artistiche, tecniche e gestionali.
- Piano sociale e culturale: offre ai giovani del territorio e del Mezzogiorno un’alternativa concreta, trasformando la creatività locale in una professione sostenibile. È un luogo di aggregazione sana e coesione sociale che rivitalizza il tessuto urbano e valorizza Napoli come capitale culturale dell’intrattenimento
Alessandra D’Amato: In un settore in continua evoluzione, segnato dalla trasformazione dei consumi culturali e dalla competizione digitale, quali sono oggi le principali sfide per chi produce spettacolo? E in che modo l’esperienza di Tunnel Produzioni può aiutare il TAM Factory ad affrontarle?
Antonio Azzalini: Oggi la televisione e il teatro non sono più gli unici luoghi di fruizione: il web e i social network sono diventati il palcoscenico principale e più frequentato. Molti pensano che il digitale sia spontaneo e improvvisato, ma la vera sfida consiste nell’applicare strategie comunicative di altissimo livello e professionalità rigide sui linguaggi di YouTube, TikTok, Instagram e delle nuove piattaforme.
TAM Factory nasce fin dall’inizio come un progetto crossmediale. Tunnel porta con sé le competenze per creare una vera e propria factory di contenuti: non ci limiteremo a produrre spettacoli da sala, ma format, sketch e prodotti nativi digitali realizzati insieme a social media manager e registi esperti del settore

Alessandra D’Amato: Ci sono progetti che nascono per rispondere a un’esigenza e altri che hanno il potenziale per creare un mercato, generare nuove opportunità e cambiare il destino di un territorio. TAM Factory ambisce a mettere insieme talento, formazione, produzione artistica e industria dell’intrattenimento, facendo di Napoli un polo di riferimento nazionale. Qual è, secondo lei, il valore ancora inespresso di questo progetto? E perché investire oggi nella capacità di Napoli di produrre talenti, contenuti e nuove professionalità potrebbe significare anticipare un’opportunità di crescita destinata a lasciare il segno negli anni a venire?
Antonio Azzalini: l valore inespresso sta nel completare un grande circuito virtuoso per lo spettacolo italiano. Storicamente, i talenti emersi da questo territorio hanno arricchito e reso grandissima la tradizione comica di tutta Italia, animando anche le storiche capitali della comicità come Milano
Investire oggi nel TAM Factory significa scommettere su un hub culturale strategico al centro del Mediterraneo, capace di intercettare i nuovi linguaggi comici e trasformarli in un’industria culturale solida e replicabile. Questo trend vuol dire fare di Napoli la principale fucina di contenuti e talenti per la TV, il teatro e le piattaforme digitali del Paese per i prossimi anni.
Alessandra D’Amato: Per concludere, quale messaggio vorrebbe rivolgere ai giovani artisti che cercano uno spazio in cui formarsi e mettersi alla prova, ma anche agli investitori e ai partner che potrebbero contribuire alla realizzazione e allo sviluppo della TAM Factory?
Antonio Azzalini: Ai giovani artisti: non tenete i vostri pezzi nel cassetto e non accontentatevi dei “like” estemporanei. Venite al TAM Factory per mettervi alla prova: troverete professionisti disposti a credere in voi, a fare da guida e a darvi uno spazio vero dove sbagliare, crescere e fermare il pubblico con una risata.
Agli investitori e partner: il TAM Factory non è solo un’iniziativa culturale romanticamente ambiziosa, ma un progetto d’impresa culturale sostenibile, moderno e ad alto impatto di sviluppo sul territorio. Costruire insieme questa realtà significa partecipare attivamente a tutto ciò che già in atto e cioè al rinascimento culturale e produttivo di Napoli e dell’intero Mezzogiorno.
In fine per citare George Bernard Shaw “Se vuoi dire la verità alla gente, falla ridere….”

