EMILIA-ROMAGNA, SENSORI E INTELLIGENZA ARTIFICIALE: LE STARTUP AGRICOLE SONO HI-TECH
Intelligenza artificiale, big data, tecnologie blockchain e sensoristica avanzata: il futuro dell’agricoltura passa anche dall’innovazione e dalle nuove tecnologie che, lungi dal volersi sostituire all’uomo e al suo contributo, si stanno già dimostrando validi alleati nei percorsi di transizione energetica, nell’ottimizzazione delle risorse, nella risposta ai cambiamenti climatici e alla carenza idrica, nonché nella sostenibilità delle aziende.
Innovazione che, pur inserendosi in un quadro economico e geopolitico complesso, arriva anche dalle startup e dal mondo della ricerca: ne sono un esempio le partecipanti al recente forum di Piacenza Tomato World, molte accomunate dalla volontà di mettere a disposizione degli agricoltori strumenti innovativi e dati intellegibili per una miglior gestione delle risorse e per permettere decisioni dal conseguente basso impatto ambientale. I campi, dunque, stanno trasformandosi in laboratori di innovazione e di sostenibilità a cielo aperto, dove il monitoraggio e la raccolta dati sono i semi primari.
Ifarming, per esempio, è una startup innovativa per l’agricoltura di precisione nata già da qualche anno tra Imola e Parma, che fornisce per l’appunto «centraline intelligenti e sensori di monitoraggio di circa 30 diversi parametri», ha spiegato il tecnico agronomo Francesco Civolani, tra cui quello dell’umidità del suolo a diverse profondità. Raccolti ed elaborati attraverso l’IA, tali dati offrono importanti informazioni sulle modalità di irrigazione: «Così è possibile avere una panoramica in tempo reale delle condizioni del campo — ha aggiunto Civolani —, per poi regolare gli interventi, che non sono solo quelli irrigui. L’efficientamento dell’erogazione dell’acqua non si traduce solo in una sua riduzione, ma nell’evitare stress idrici». Il vantaggio è anche quello di avere dati comprensibili e già interpretati per poter prendere decisioni: «Questo è quanto chiedono gli agricoltori». Su una linea non molto dissimile si muove anche in4agri, startup e società benefit del Parmense nata da un gruppo di imprenditori provenienti dal mondo It. In un’unica piattaforma permette di raccogliere un’infinita quantità di dati a supporto delle decisioni umane, rilevata a sua volta da sistemi informatici integrati, IoT e IA: riduzione dei costi, efficientamento delle risorse, diminuzione degli errori e monitoraggio dei consumi sono solo alcuni dei vantaggi.
«La tecnologia in4agri potrebbe essere paragonata a quella di Alexa o di Google Home per la filiera agroalimentare — ha spiegato Giuseppe Boccoli —, proprio perché permette in modo semplice di riunire in un’unica interfaccia personalizzabile i dati provenienti da tutti i dispositivi, dai trattori alle pompe d’acqua». C’è poi Slid, neonata startup fondata tra Reggio e Parma per la realizzazione di sistemi di protezione dei pannelli fotovoltaici (in ambito agricolo dunque, ma non solo) dagli eventi metereologici estremi, come le grandinate: grazie a un sistema, in fase di brevetto, di raccolta e analisi di dati atmosferici e meteo, «sarà possibile attivare la copertura dei pannelli in modo preventivo — ha anticipato Sara Foletti —, così da evitare danni ai pannelli stessi». Una prima applicazione potrebbe arrivare già tra sei mesi ma in futuro l’obiettivo è anche quello di integrare nello stesso sistema anche un meccanismo di pulitura.
Riproduzione Corriere della Sera

