Medendi, i progetti della startup che supporta (online) i pazienti oncologici
Andare online per cercare la cura, per sé o i propri cari, l’ultima frontiera della patologia in questione, i medici più quotati, i migliori centri di assistenza è l’esperienza di molti. Complice la rarefazione della medicina di base, il «Dottor Google» è il più cliccato in rete, secondo il Censis da quasi nove su dieci italiani che accusano un malessere di qualunque natura. Una pessima pratica, il più delle volte inconcludente, talvolta foriera di guai, specie se una diagnosi già esiste, spesso frustrante. Anche per chi cura: qualche anno fa, e non c’era ancora stato il Covid, in un ambulatorio dell’Istituto tumori di Milano comparve un cartello: «Coloro che si sono già diagnosticati da soli tramite Google, ma desiderano un secondo parere, per cortesia controllino su Yahoo.com». Poi in realtà la tecnologia digitale è utile e molto. Nel 2017 due medici di Modena, Giorgio Pasetto e Maurizio Scaltriti e un manager esperto di start up e marketing, Gianmarco Molinari, hanno lanciato una piattaforma, Medendi, per diagnosi e cure dei malati oncologici. Offre diagnostiche avanzate per una «oncologia di precisione» e infatti realizza indagini basate sulla proteomica — che attraverso l’analisi delle proteine risale alle caratteristiche della cellula tumorale — e sulla genomica classica. Unica in Europa, da quest’anno Medendi dispone della tecnologia sperimentale MRD, minimal residual disease, in collaborazione con C2i Genomics, capace di diagnosi ultra-precoci per le recidive. Medicina personalizzata, resa possibile da un network di competenze applicate direttamente sui singoli casi, perché a volte ci sono soluzioni che non sono disponibili in Italia, ma è possibile reperirle in altri Paesi europei, oppure negli Stati Uniti o Israele.
Seguendo uno «schema aperto», la società segue una politica di partnership senza legarsi a esclusive o fornitori. Per i tre «filoni» principali d’intervento, al momento, Medendi ha così sviluppato un approccio preferenziale con Foundation Medicine di Roche per l’analisi genetica, mentre per la proteomica il partner è mProbe (Paolo Alto, Usa), per la tecnologia Mrd, come detto, la C2i Genomics di Haifa, Israele. La scommessa, spiega Pasetto, è di integrare la sanità pubblica con servizi diagnostici avanzati che non sono certamente ancora nella disponibilità e nella prassi delle strutture sanitarie. Medendi prevede l’accesso diretto online dei pazienti, più di quattromila finora, spiegano dalla società, garantendo però un successivo contatto diretto con assistenti e responsabili medici. Tra i servizi offerti la possibilità di una «second opinion» con un completo riesame della documentazione sanitaria e delle terapie adottate. A seconda della patologia, Medendi affida il riesame al proprio Comitato Scientifico, guidato da Scaltriti — vice president of Translational Medicine, Early Oncology, presso la multinazionale Usa AstraZeneca — oppure a centri come il Memorial Sloan Kettering Cancer Center o la Harvard Clinic negli Stati Uniti. L’impegno alla risposta è tre giorni. Segue un «indirizzamento terapeutico» che offre al paziente un percorso diagnostico avanzato e personalizzato. Il tutto, aggiunge Pasetto, in collaborazione con il medico curante.
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