M2Test, la start up triestina che rivoluziona le diagnosi ossee

Bes Test, la tecnologia utile a individuare l’osteoporosi, andrà nello spazio. Partita la campagna di equity crowdfunding per finanziare la crescita

Bes Test, la tecnologia utile a individuare l’osteoporosi, andrà nello spazio. Partita la campagna di equity crowdfunding per finanziare la crescita

Nuovi passi avanti della start-up M2Test localizzata nell’Area Science Park di Trieste e fondata da Francesca Cosmi e Alessandra Nicolosi.

Le notizie sono due: i “device” per misurare la fragilità ossea sono pronti per andare nello spazio insieme agli astronauti e inoltre l’azienda ha lanciato un crowdfunding, cioè una raccolta pubblica di fondi. Da notare che la Pmi era già entrata nel progetto Elite di Intesa San Paolo. Sotto l’aspetto clinico, M2Test si occupa della diagnosi dell’osteoporosi (o, meglio, fragilità ossea), facendo esami non invasivi.

Il cavallo di battaglia della Pmi si chiama Bes Test, una tecnologia che consente di diagnosticare e prevenire la fragilità ossea, con un metodo più accurato e, appunto, meno invasivo della classica densitometria ossea (Moc), alla quale peraltro può essere associata. Per lo sviluppo di questo prodotto – che potrebbe essere presto messo a disposizione degli astronauti per tutto il tempo del volo, in modo da monitorare costantemente il loro stato osseo – è in corso una campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma Crowdfundme Spa, il portale dedicato quotato in Borsa.

Bes Test ha finora 16 early adopter (tra questi l’Ospedale di Verona) e più di 12mila pazienti; è commercializzato a medici e cliniche come Saas (Software as a service) e consente, con una minore esposizione alle radiazioni, di completare la diagnosi e prevenire le fratture da fragilità e da stress, permettendo un taglio dei costi sanitari. Rispetto ai metodi tradizionali, il nuovo test valuta, anche e soprattutto, la struttura interna dell’osso e non soltanto la densità e questo è uno dei suoi principali punti di forza. M2Test mira a raggiungere cinquanta ospedali in Italia e cento cliniche private per la fine del 2024 e prevede di arrivare a un fatturato di 2 milioni di euro nel 2025, con un Ebitda (o Mol, margine operativo lordo) positivo dal prossimo anno.

La campagna di equity crowdfunding, che finora ha raccolto quasi 150mila euro e che terminerà a fine giugno, è finalizzata all’apertura di una sede negli Usa, all’espansione nella Ue, a nuove assunzioni e a investimenti tecnologici.

Le fondatrici dell’azienda sono (rispettivamente madre e figlia): Francesca Cosmi, professoressa all’Università di Trieste con periodi di studio a Berkeley e alla Nasa, e Alessandra Nicolosi, che ha partecipato a numerosi acceleratori nazionali e internazionali (ad esempio presso Skydeck-Berkeley).

Finora l’azienda è titolare di tre brevetti e fa riferimento a due mercati, entrambi fortemente promettenti: il digital health, il cui valore globale si è attestato a 233,5 miliardi di dollari nel 2022 e si stima che toccherà 981,5 miliardi nel 2032 e la radiologia digitale: 4,4 miliardi di dollari entro il 2028.

Riproduzione: NordEst Economia

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