Full electric, super design, la concept car DarkRebel: «Così Cupra ha rotto la monotonia dell’auto»
Dopo l’anno record di Cupra (230.700 veicoli consegnati), la casa automobilistica spagnola è pronta a lanciare sul mercato nuovi prodotti full electric. Alla Milano Design Week la presentazione della concept car DarkRebel.
Fin dal suo esordio nell’automotive, Cupra, casa automobilistica spagnola nata nel 2018 della casa madre Seat (gruppo Volkswagen), ha stabilito una mission ben chiara: produrre vetture sportive e ad alte prestazioni con grande cura nei dettagli e un design unico e riconoscibile. Caratteristiche che il mercato sembra aver riconosciuto e lo dimostrano i numeri del 2023, anno storico per il giovanissimo brand: sono 230.700 i veicoli consegnati nei dodici mesi, un record in aumento del 50,9% rispetto al dato del 2022 (152.900), per un totale di 528 mila vetture consegnate in totale. «All’annuncio del marchio, gli esperti del settore lo accolsero con superficialità – afferma Pierantonio Vianello, brand director di Cupra Italia –, mentre la risposta del pubblico fu estremamente positiva».
Il primo modello Cupra, il suv coupé Formentor – che rimane il best seller dell’azienda, è stato ufficialmente lanciato a ottobre 2020 e, come racconta Vianello, nonostante le difficoltà dell’emergenza pandemica ha riscosso un grande successo: «Abbiamo rotto lo status quo, non ci siamo omologati, abbiamo trovato una nostra identità e questo ha fatto appassionare le persone». Con 120.100 consegne in tutto il mondo, le vendite del nostro suv coupé sono aumentate del 23% rispetto al 2022 (97.600). «Numeri realizzati in pochi Paesi – spiega il manager –: in questo momento copriamo Europa, parte del Nord Africa, da poco Oceania e la parte centrale dell’America. Ma il dato interessante è l’ebitda a 1,26 miliardi di euro: in ricerca e sviluppo, poi, sono stati reinvestiti circa 999 milioni. Significa che viene reinvestita quasi il totale della redditività».
Non solo in termini di produzione, ricerca e sviluppo riguardano anche la scelta di materiali, sempre nuovi e a ridotto impatto ambientale, l’applicazione di tecnologie innovative e l’ideazione del design. Elemento fondamentale che trova la sua massima espressione nella DarkRebel, concept car realizzata grazie al contributo della community di Cupra. «Con il team, siamo partiti dalla convinzione di portare il concetto di autenticità nella realizzazione di questo modello – descrive Francesca Sangalli, Head of Color&Trim and Concept&Strategy –, legandolo anche a una nuova visione di sostenibilità, basata non solo sul materiale finito da applicare ma anche e soprattutto ai processi tecnologici e costruttivi. Questo non solo ha un impatto positivo in termini ambientali, ma permette a noi di sperimentare e trovare una nuova e inconfondibile estetica per Cupra». L’elemento centrale nella concept car, infatti, è la luce: intangibile ma estremamente versatile. «Anziché andare sui colori e le loro infinite varianti, abbiamo scelto di favorire materiali acromatici e trasparenti che diventano un “canvas” per la luce – aggiunge Sangalli – Le nuove cromie che nascono sono il risultato del dialogo tra materiale e immateriale, tra fisico e digitale».
La «tribe» di Cupra
Non è escluso, quindi, che il DarkRebel possa diventare una sorta di «modello zero» che dia il via a nuovi spunti di innovazione per i prossimi progetti Cupra. «È sicuramente un’opportunità per parlare della filosofia di design per il brand», ha ribadito la designer. Tra le novità più interessanti della concept car, sicuramente, c’è il coinvolgimento di quella che Cupra chiama «tribe», la piattaforma che riunisce la community di persone che apprezzano il brand, il design e le alte prestazioni delle auto. «Ci abbiamo lavorato in due fasi – argomenta Sangalli – a un primo evento abbiamo presentato la macchina virtuale, dopo otto mesi abbiamo portato il prototipo fisico. Abbiamo coinvolto i nostri clienti con un approccio molto inclusivo e abbiamo raccolto ben 270 mila opinioni, che sono state fondamentali per darci le linee guida da seguire nelle diverse configurazioni».
Forza lavoro e competenze
L’idea di community non integra solo i clienti, ma anche la forza lavoro, persone che condividono le medesime prospettive di sviluppo e di innovazione per il futuro del marchio Cupra. «Come azienda abbiamo cercato di sviluppare conoscenze al di fuori del nostro ambito di competenza – dichiara Vianello –. Ad esempio, la mobilità urbana e pubblica a Barcellona (dove si trova la sede centrale del gruppo, ndr), il recycling, ecc. Questo ci ha permesso di creare una fucina di talenti da preparare a essere i leader del futuro. In particolare, in Italia abbiamo creato una rete completamente da zero assumendo persone con un background professionale proveniente da altri settori o che avevano appena terminato gli studi». Tra gli obiettivi di Cupra c’è anche quello di parlare alle nuove generazioni, sia in termini di costruzioni di nuove competenze sia con prodotti che rispondono alle loro esigenze. «Se c’è una cosa che ho imparato è che i giovani non hanno dei marchi status symbol come li avevano le generazioni passate – aggiunge il brand director –, ma scelgono chi decide di investire su di loro».
Nuovi prodotti e nuovi mercati
È proprio da questa aspirazione che sono nati i nuovi modelli che Cupra, che usciranno nel corso del 2024. Oltre al restyling di Leon e Formentor, arriverà sul mercato Tavascan, il secondo modello completamente elettrico del marchio, e Terramar, suv completamente elettrificato. Quest’ultimo «nasce da una collaborazione – spiega Vianello –, dal momento che sarà prodotta a Gyor, in Ungheria, da dove uscirà anche la futura Audi Q3. Un modello che si distingue dal gruppo, ma ne condivide le migliori tecnologie»; mentre il Tavascan «anticipa molte innovazioni, come la tecnica 3D all’interno dell’automobile e anche in questo caso c’è un lavoro minuzioso sull’utilizzo delle luci. Avremo anche il primo marchio illuminato». Grandi novità con l’obiettivo di allargare il proprio orizzonte di vendite in Paesi non ancora esplorati, come gli Stati Uniti. «Non abbiamo ancora una data precisa, ma stiamo studiando il modello distributivo e le aree di potenziale per poter approdare in quel mercato consapevolmente», conclude.
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