Studiare le startup a scuola per diffondere la cultura della digital transformation

Il ritardo con cui l'Italia insegue la digital transformation e da rintracciarsi in parte, si sa, da una scarsa diffusa cultura dell'innovazione dei manager e dei capitani d'impresa. Una cultura che probabilmente, se iniziata a spiegare a scuola, potrebbe dilagare in modo più semplice tra le nuove generazioni di imprenditori.
Del resto, le nuove generazioni (dai 16 anni in su) già masticano termini cme Open Innovation e concretamente già tentano di fare le prime startup perchè vedono in questo un’opportunità professionale sempre più vicina.

Dire loro, ad esempio, che i grandi innovatori hanno una carriera costellata di fallimenti (si pensi ai Google Glasses o ad Amazon Fire) è un modo per iniziare a formare gli studenti sui temi dell’imprenditorialità e del rischio d'impresa, leva imprescindibile di crescita per il nostro Paese.

Far comprendere poi come anche le imprese e la Pubblica Amministrazione, seppur lentamente, stiano aprendosi alle startup, significa diffondere informazione e coraggio in un ecosistema non proprio easy come la Silicon Valley.

Alcuni casi che fanno ben sperare:
Qurami, l’app che virtualizza le code, è stata creata da un giovane stageur in coda ad uno sportello, Roberto Macina, e i primi clienti sono state proprio le segreterie delle università di Roma e poi tanti Comuni. Satispay, l’app dei pagamenti, nata in una soffitta a Cuneo, è partita proprio dall’amministrazione comunale che ha saputo capire le declinazioni di Satispay anche per i servizi pubblici. Alberto Dalmasso, uno dei fondatori, invita i giovani “a sostenere la propria idea senza aver paura di sbagliare, perché soltanto imparando dai propri errori si può migliorare e trovare la strada giusta da percorrere. Inoltre, non bisogna accettare da nessuno l’indicazione che ciò che si ha in mente non si possa fare, solo perché non è mai stato fatto prima. Bisogna dare tutti se stessi, al 100%, lavorando tanto”.
L’Open Innovation, insomma, dobbiamo iniziare a studiarla a scuola.

 

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