SAANITY, finalmente la sanità in cloud grazie al paradigma del Blockchain

Il team di Saanity

SAANITY è una startup made in Italy che ha l’ambizione di rivoluzionare il mondo della sanità, semplificando la vita ai pazienti. Il fulcro del progetto sta nella capacità/possibilità di condivisione informazioni e dati tra i pazienti e la struttura sanitaria, garantendone al contempo la riservatezza.

Sarebbe di fatti una rivoluzione che non solo porterebbe alla semplificazione di procedure come il triage, ma smaltirebbe i tempi di attesa e migliorerebbe l’efficienza della struttura. L’innovazione vera e propria, però, sta nell’utilizzare il Blockchain nel mondo Sanitario al fine di garantire la privacy del paziente e della sua storia clinica.

Fanno parte del team Yong Claudio Ke, Alessandro Roveda, Carlo Gravina, Andrea Ghirardi e Riccardo Vezzo: 4 ingegneri gestionali, di cui uno specializzato in healthcare management e un legale.

Intervistiamo quindi i creatori di Saanity, di stanza a Milano, per approfondire le potenzialità della piattaforma.

Anzitutto, cosa è Saanity?

SAANITY è un ecosistema digitale su cloud che permette di mettere in comunicazione il paziente con il SSN e viceversa. All’interno del quale, lo scambio di dati sensibili ricavati in parte dall’auto-profilazione avviene grazie ad una tecnologia basata sul paradigma del blockchain in pieno rispetto della normativa GDRP. Grazie A Saanity sarà possibile effettuare risk management, fare data analisi ed infine si avrà un miglioramento dell’efficienza delle strutture sanitarie.

Dove e come nasce l’idea di Saanity?

Saanity nasce da varie esperienze personali con il sistema sanitario italiano. Per esempio, quante volte un medico specializzato vi ha chiesto se aveste allergie o altre particolari patologie prima di iniziare una visita? Questo è dovuto chiaramente all’incapacità dell’attuale sistema informativo sanitario di rendere le informazioni organizzate e fruibili dagli interessati. E da qui l’idea di Saanity. 

A che punto del vostro progetto siete in questo momento? E qual è l’obiettivo?

Abbiamo definito l’infrastruttura e le tecnologie da utilizzare e stiamo iniziando ora a sviluppare l’applicazione per smartphone. Entro gennaio dovremmo averla pronta per presentarla ai vari servizi sanitari. Grazie all’evento a cui abbiamo partecipato a Lisbona, il WebSummit, siamo riusciti a ottenere dei buoni feedback su cui lavorare e dei contatti utili per migliorare il nostro progetto.

Il nostro obbiettivo è molto ambizioso: vogliamo digitalizzare il sistema sanitario attuale e renderlo usufruibile in un’unica piattaforma, con l’obbiettivo di rendere il cliente, cioè noi cittadini, più vicino e soddisfatto del servizio.

Quali sono le maggiori difficoltà che state incontrando ? E da chi, invece, state ricevendo attenzione e sostegno?

Le maggiori difficoltà da noi riscontrate sono legate alla resistenza al cambiamento che hanno le aziende sanitarie nei confronti di innovazioni nell’ambito digitale in quanto non sempre percepiscono i reali vantaggi che queste innovazioni portano con sé.

Per quanto riguarda il sostegno, stiamo ricevendo aiuti nella parte informatica da parte di alcuni professori del Politecnico di Milano e di membri della Commissione Europea del fondo di innovazione. Invece nella parte riguardante la gestione della privacy dei dati sensibili, abbiamo ricevuto aiuto da parte di alcuni docenti della LIUC e da alcuni ricercatori presso il CREMS (Centro di Ricerca in Economia e Management in Sanità).

Ci sono molte app e molti siti che si rivolgono al mondo della sanità, ma Saanity sembra di fatto un progetto più ambizioso e inclusivo: in che modo potrebbe rivoluzionare il sistema ospedaliero? Di fatti, il blackchain alla base di Saanity è una tecnologia innovativa conosciuta ai più per il suo utilizzo nello scambio di denaro online: in che modo viene declinata in Saanity?

Già il portare il paradigma blockchain nel mondo sanitario sarebbe una rivoluzione, in quanto renderebbe più scalabile il modo in cui vengono presi, analizzati ed elaborati i dati, dando uno standard all’input e scambio dei dati. Il blockchain è un paradigma, ovvero un modello, dove i dati vengono decentralizzati. Mi spiego meglio: attualmente i dati per essere scambiati hanno bisogno di un intermediario, con il blockchain i dati verrebbero scambiati senza intermediari. Il blockchain ad oggi in Italia è conosciuto nel mondo Fintech, per le cryptovalute, dove tutti sanno tutti i movimenti e dati di tutti. Il nostro network blockchain di Saanity è su misura per il mondo sanitario, ove la privacy è un topic importantissimo. Infatti i dati del paziente sensibili saranno “marchiati” e scambiabili con degli utenti validati come “medical-user” solo con approvazione del paziente stesso.

Il blockchain inoltre renderebbe lo scambio dei dati più veloce (diretto non indiretto), sicuro (i dati sono dislocati e non collegati direttamente a un server centrale, quindi un cyber-attacco sarebbe molto più difficile) e trasparente (si ha traccia del mittente e del destinatario delle informazioni).

Quali sono i prossimi passi?

Vorremmo cercare di mantenere il più tempo possibile la nostra identità. Essendo una Startup cerchiamo sia partnership che fondi (il più possibile a fondo perduto). Grazie al Websummit abbiamo avuto modo di entrare in contatto con selezionatori di incubatori e acceleratori di startup importanti Cinesi (Fosun), Europei (i-beta) e Americani (Launchpad digital health).

Auguriamo a SAANITY (e ci auguriamo) che l’innovativo progetto diventi operativo quanto prima.

 

Serena Magi

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