Local Strategy “a microfoni aperti”, Luca Bove e la nuova piattaforma per il mercato dei grandi brand

Dal particolare all’universale. Non stiamo parlando del procedimento logico chiamato induzione teorizzato da Aristotele, tuttavia la strada che porta dal locale al globale sembra essere vincente anche nel mondo dell’innovazione tecnologica. Con questa filosofia nasce Local Strategy, startup tutta italiana, interamente dedicata al local marketing automation per grandi brand.

 

La nuova realtà, fondata da Luca Bove, massimo esperto in Italia di Local marketing e Marketing sulle mappe online, si rivolge al mercato dei grandi brand che abbiano più di venti sedi sul territorio nazionale e internazionale.

Consente una gestione centralizzata e automatizzata della visibilità digitale e aumentare così il traffico nei punti vendita in locale. La start up, sviluppata in oltre due anni di test & lear, nasce già grande. Può contare infatti su oltre dieci anni di esperienza del suo fondatore nelle strategie e tecniche di local marketing digitali e vanta la gestione di migliaia di punti presenti in oltre quarantacinque paesi.

 

Nato a Reggio Emilia nel 1972, Luca Bove è autore anche di due libri: Ingredienti di digital marketing per la ristorazione e Google per i negozi e le attività commerciali. Nonostante questi siano giorni pieni d’impegni, visto il recente lancio della piattaforma, con noi di StartUp Magazine si è dimostrato molto disponibile rispondendo con generosità alle nostre domande.

 

Raccontaci qualcosa sul tuo passato per quanto riguarda la tua formazione e le tue prime esperienze in ambito di startup.

 

“Dopo una laurea in informatica e un successivo lavoro da programmatore in una società finanziaria, dal 2000 ho iniziato ad occuparmi di SEO, lavorando prima in alcune agenzie web, poi come freelance, poi creando una mia agenzia. Qui abbiamo seguito il Search marketing di clienti di varie dimensioni e in diversi settori, dal turismo all’e-commerce. Nel 2007, un po’ per caso, durante una consulenza ad una piccola catena alberghiera, ho sbattuto il muso sulle mappe di Google e ho cominciato a studiarle, sia tecnicamente sia come strumento di marketing. E mi hanno subito affascinato. Ho così approfondito il tutto facendo esperienza su diverse centinaia di schede. Erano ancora tempi in cui erano molto basilari, le funzionalità erano ridotte, d’altra parte si iniziava appena a navigare sugli smartphone, ma le basi erano state messe in maniera molto solida”.

 

Come nasce l’idea di Local Strategy e come si è sviluppata?

“Quando ho iniziato a lavorare con alcune catene di negozi, abbiamo dovuto affrontare enormi problematiche e lavori molto tediosi e complessi. Una cosa è gestire delle singole schede, un’altra è gestirne molte centinaia tutte assieme. Ad esempio, come ottimizzare la presenza su tutte le piattaforme local (ce ne sono tante tra cui Google My Business, Apple Maps, Here, Bing Places, Facebook Location, ecc ecc)? Come fare a controllare tutte le recensioni di tutti i punti vendita? Come segnalare sulle varie piattaforme le variazioni di orario per una apertura straordinaria senza doverle modificare ad una ad una su ognuna delle piattaforme?

 

Ho cominciato così a pensare a delle automazioni e delle ottimizzazioni di processo, e pian piano è venuta fuori questa idea, che poi è diventata una vera e propria piattaforma che offriamo alle aziende con più punti vendita. In pratica l’azienda crea sul suo sito il suo store-locator (quando lo facciamo noi lo creiamo già ottimizzato anche per i motori di ricerca ed è personalizzato con una grafica che rispecchia lo stile del sito web sul quale viene implementato) e carica i dati. Questi dati li accentriamo e li facciamo arrivare anche sugli altri sistemi, riducendo i tempi (oltre il 65% di risparmio rispetto al caricamento manuale) e diminuendo gli errori. Inoltre offriamo tutti i servizi per offrire la massima visibilità ai singoli negozi”.

 

Cos’è il local marketing automation e cosa può fare per i grandi brand?

“Come dicevo sopra è impensabile gestire manualmente centinaia o migliaia di sedi, magari su più piattaforme. È comune trovare dati errati, poiché qualcuno in azienda si è dimenticato di aggiornare quella scheda, creando così grande disappunto nel cliente che si fidava di quei dati. Quindi è necessario usare una piattaforma che automatizzi varie fasi del processo. Avendo i dati già centralizzati e ben strutturati nello store locator, evitiamo di doverli di nuovo inserire da altre parti. Lo facciamo, inoltre, seguendo tutte le best practice conosciute che permettono anche di ottenere il massimo dagli strumenti utilizzati”.

 

Quali sono le origini del Local search marketing?

“Parte da molto lontano, in pratica dalla fine del 1800 seppur con strumenti tecnologici diversi. L’esigenza di trovare clienti nelle vicinanze del negozio c’è sempre stata, alla fine dell’800 il mezzo di comunicazione più evoluto era il telefono, e il Phone book (antesignano delle pagine gialle) era un vero e proprio strumento per il Local search marketing. La tecnologia si è evoluta: è arrivato internet con i primi motori di ricerca, dove si potevano cercare i negozi vicini, seppur in maniera molto approssimativa. Lo smartphone ha poi cambiato i giochi, grazie alle intrinseche funzionalità di geolocalizzazione e ha determinato l’attuale successo di questa tattica, poiché tutti noi (o quasi) abbiamo il device connesso nella nostra tasca e all’occorrenza cerchiamo quello che ci serve. Le aziende che riescono ad intercettare queste ricerche nei momenti giusti hanno buone possibilità di prosperare. Google chiama questi momenti “micro-momenti”.

 

In che modo viene affiancata l’azienda e quali sono i vantaggi che derivano da questo affiancamento?

“C’è tutta la fase consulenziale che possiamo offrire grazie alla nostra profonda conoscenza dello strumento. Ad esempio, abbiamo aiutato delle aziende, integrando il Local marketing nella strategia aziendale, a compiere azioni di SEO locale; abbiamo aiutato a curare e definire i rapporti tra franchisor e franchisee; abbiamo sviluppato content strategy locali; risolto problemi tecnici; impostato metodi per richiedere e gestire le recensioni e impostato adv geolocalizzato.

Il tutto mirato a portare più clienti nei negozi, magari in un ambito di strategie Omnichannel”.

 

Siete tra i primi ad integrare il vostro LocalCMS con le API di Google My Business, cosa comporta questo “patto”?

“Grazie all’implementazione delle API, riusciamo a sincronizzare i dati già presenti sullo store locator del sito con il sistema di Google My Business, risparmiando oltre il 65% del tempo necessario a gestire al meglio decine o centinaia di sedi. E stiamo anche testando nuove soluzioni per migliorare ancora i processi e rendere il tutto più semplice, più veloce. Inoltre riusciamo ad ottimizzare altre operazioni, come ad esempio l’accentramento di tutte le recensioni. Teniamo anche sotto controllo le modifiche che avvengono sulle schede”.

 

Sei stato tra gli organizzatori del Local Strategy Live, primo evento nel nostro paese sull’argomento che si è tenuto lo scorso anno a Bologna. Che esperienza è stata? È prevista una nuova edizione per quest’anno?

“Sì, in molti mi avevano chiesto di fare un corso dedicato al Local search marketing proprio perché c’è una forte esigenza di conoscere le dinamiche in questo ambito. Sono ancora disponibili i video. Il corso è stato un successo, ho avuto dei riscontri molto positivi. Quest’anno lo salto perché sono impegnato nel lancio della piattaforma che sta prendendo tutte le energie. Probabilmente riprenderà il prossimo anno”.

 

http://www.LocalStrategy.it

 

 

di Giorgia Bernoni

 

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