Little Genius, la scuola innovativa per preparare i bambini al mondo in evoluzione

La scuola Little Genius ha obiettivi nobili e ambiziosi: porsi come metodo di studio alternativo -dall'età prescolare in su- radicato sulle professionalità dei docenti, su un modello di impresa etico ed eco-responsabile e soprattutto sull’idea che i giovani studenti -i nuovi nativi digitali- devono essere preparati adeguatamente ad un mondo in continua evoluzione. Lo scopo è sanare, insomma, tutte le lacune che un sistema educativo ormai vetusto ha creato negli anni. 
Nell'intervista esclusiva rilasciata a StartUp Magazine, Christian Rinaldi (Co-Founder Little Genius International) ci racconta con precisione ed entusiasmo i metodi applicati dalla scuola, le attività 4.0 introdotte e l'approccio totalmente diverso che rende i bambini felici, capaci, curriosi e autonomi.
Alla fine della chiacchierata…vorremmo tornare piccoli per iscriverci subito.

 

Christian ti occupi di innovazione nei processi aziendali ormai da molti anni, come hai visto cambiare questo mondo recentemente? Si nota una crescente apertura delle PMI italiane o il gap con il resto d’Europa è ancora ampio?

Il ritardo è purtroppo netto, parliamo di circa un ventennio, rispetto anche a nazioni di mercati emergenti, sull’adozione di tecniche e tecnologie di miglioramento dei processi creativi, produttivi, distributivi.
Ci troviamo di fronte ad un’assoluta mancanza di competenze digitali nel pubblico e, purtroppo, anche nel privato: nel pubblico in particolare permane l’impossibilità di sostituire le reti di micropotere del controllo del flusso burocratico con automazione e trasparenza dei flussi amministrativi. Ancora oggi troppi enti vanno contro anche le norme migliori che lo Stato stesso si è dato, un esempio su tutti la decertificazione (modifiche in materia di certificazioni nel rapporto cittadino-impresa introdotte dall’articolo 15 della legge n.183 del 2011). Alleggerimento del carico burocratico, PEC, identità digitale, ecc. tutti argomenti su cui è meglio addirittura non commentare. L’impatto maggiore? Lo subiscono le PMI che non hanno uffici tecnici e legali preposti alla gestione della burocrazia.

Una serie interminabile di fallimenti nell’eGov ha provocato dispersione del capitale pubblico messo a disposizione dalle agende digitali, e dalle agenzie ed enti che penosamente si sono rivelate utili solo a riempire poltrone. Anche il mondo dell’educazione scolastica e universitaria non ha promosso la divulgazione del sapere o il consolidamento e diffusione di competenze digitali cruciali per il paese, ma solo la conservazione di una condizione arroccata sui privilegi o della loro totale assenza come sistema meritocratico. Una stagnazione se non una decrescita infelice dell’asse portante delle conoscenze e competenze di un paese come l’Italia.

La nostra idea di educazione scolastica parte dal bisogno di innovazione del sistema educativo dall’età prescolare in su e dalle macerie di una situazione di skill shortage; il progetto di education4.0 che abbiamo affrontato con la startup Little Genius oltre dieci anni fa, mirava a un modello educativo radicato sulle professionalità dei docenti, su un modello di impresa etico ed eco-responsabile, su una comunità d’interesse e scopo, e soprattutto sull’idea che gli studenti devono essere preparati ad un mondo in continua evoluzione. In pratica, avviammo i programmi per “nativi digitali”, il progetto Fablab per bambini, il coworking per i genitori (per farli lavorare accanto ai figli ad es. senza portare i figli in asili aziendali), il tutto inserito e codificato in un metodo educativo e operativo figlio dell’esperienza diretta della Little Genius International e che si chiama ICE method® (Infinite Child Evolution®). Dibattiamo sul tema industria4.0 da un po’, ma non ci siamo posti il problema di fondo: come educhiamo i giovani a soddisfare quei bisogni e vocazioni del futuro cosi diversi dal passato anche recente (da oltre 20 anni l’accelerazione delle TIC ha ribaltato i metri di profondità, frequenza e ampiezza della conoscenza, del come si genera e come si diffonde conoscenza). Un sistema educativo solido non può radicarsi su tesi pedagogiche e contenuti didattici precolombiani… I più recenti metodi educativi sono vecchi un secolo, con rare eccezioni che comunque hanno celebrato le nozze d’oro.

 

Quando e come nasce l’idea di Little Genius? A quale esigenza va incontro primariamente?

L'idea nasce nel 2004 dalle esperienze di studio dei fondatori della Little Genius International®, e che partiva dal desiderio di creare la scuola che non esisteva, un ambiente che sarebbe stato per i bambini accogliente, internazionale, ed in grado di far sviluppare in loro una forma mentis aperta ad un mondo in continua evoluzione. Un sistema educativo in grado di rendere i bambini felici, curiosi, capaci di interagire e saper prendere decisioni autonomamente, sviluppando quindi in maniera piena la propria identità per essere adulti in grado di affrontare serenamente la vita e le sfide ad essa connesse, con una piena padronanza dei mezzi digitali e skillati alla base in tema di prototipazione, droni, robotica, ecc.

Il nostro progetto aveva inoltre l’intento – sicuramente ambizioso – di porsi, in quanto scuola alternativa, come esempio in grado di  sanare le lacune dell’attuale sistema educativo, questo non solo per i nostri alunni, ma come contributo al tessuto sociale nel quale siamo inseriti, e dunque, favorire il cambiamento assieme a tutte quelle aziende che stanno cercando, in questo tipo di cambiamento, la strada per rinnovare il modello educativo italiano oltre a quello imprenditoriale, ancora troppo asservito a pratiche clientelari e troppo poco al merito e alla formazione continua di competenze pratiche e futuribili. Tale formazione deve essere orientata alle competenze tecniche e socio-pedagogiche in funzione di una società che cambia continuamente.

 

Quali sono i 3 valori imprescindibili che promuovete e cercate di trasferire ai vostri iscritti?

  1. Innovazione per l’impatto sociale ed economico.
  2. Etica personale e responsabilità nelle decisioni personali.
  3. Sviluppo delle competenze e dell’autonomia personale nel pensiero critico e creativo (stimolati da tecniche di augmented learning) e nell’azione.

Una curiosità non trascurabile in tema di innovazione sociale; Il 12 settembre 2017, Little Genius International® è stata premiata per lo straordinario impatto positivo sulla società, misurato attraverso lo standard indipendente sviluppato da B Lab (B Impact Assessment) e già utilizzato da oltre 60.000 aziende in 50 paesi. Le aziende premiate sono elencate su B the Change®, la media company di B Lab®. Little Genius è, dunque, tra le migliori aziende al mondo per contributo al miglioramento della società e per basso impatto ambientale, oltre che per i rapporti con clienti, dipendenti e fornitori. Le 187 aziende selezionate ad es. come Best for Community operano in 80 settori diversi in 34 paesi. Jay Coen Gilbert, cofondatore di B Lab USA ha scritto di noi: “Aziende come Little Genius international dimostrano come un’azienda possa avere un impatto positivo sulla società, siamo orgogliosi di riconoscere il loro traguardo. Best for the World è l'unica lista di aziende con impatto positivo che usa dati completi, comparabili, validati da terzi riguardanti l’impatto sociale ed ambientale.”

Un approccio imprenditoriale certificato e riconosciuto non solo attraverso l'ammissione nel gruppo delle B Corp (e nell’ordinamento italiano come Società Benefit), ma soprattutto a fronte dell'ottenimento di un punteggio di 148/200 nel B Impact Assessment.


Progetti futuri? Nuove sedi, l’apertura ad una fascia di età maggiore, etc.?

Come accennato il nostro non è un progetto ‘introverso’, ma un'idea che cerca di diffondersi e coinvolgere altre realtà, cercando sinergie e non competizione malsana tra le scuole. In generale chi si occupa di educazione, di sanità e di agroalimentare, settori strategici di una nazione, dovrebbe operare esclusivamente in questo spirito, come società benefit, avendo come obiettivo la generazione di valore in aree ad alto impatto socio-economico (la salute e l’educazione di un popolo). Per questo abbiamo trasformato le nostre conoscenze e le nostre esperienze in un metodo che può essere condiviso con altre realtà attraverso un sistema di licensing. Per il futuro della Little Genius abbiamo in progetto di fornire ai nostri studenti un intero ciclo educativo. Nei primi dieci anni si è sviluppata la materna ed elementare, nei prossimi dieci il coinvolgimento di centinaia di scuole a livello globale e il prosieguo dei cicli. Nei prossimi anni sarà prioritaria la diffusione del nostro marchio e del metodo ICE® (Infinite Child Evolution®), in uso gratuito alle scuole pubbliche italiane e a royalty annuale minima alle private e alle statali estere. Teniamo a questo paese e al suo ruolo storico nella cultura globale ed è una priorità.

 

Come definiresti Heroes, questo big event in una location tutta particolare?

Il Sud sta dimostrando di essere un crogiolo di energie positive e genuine, forti di una tradizione millenaria di progresso e incontro di popoli che ha fatto la grandezza del nostro passato nei millenni. Il Sud può e deve tornare ad essere il motore del futuro d'Italia in collaborazione con i popoli mediterranei. I giovani che continuano a lasciarlo per cercare fortuna altrove devono essere aiutati e agevolati nel mettere invece a disposizione della propria terra la loro creatività e la voglia di emergere che li contraddistingue e che spesso va ad arricchire altri paesi. Iniziative come quella di Heroes sono necessarie e benvenute quando riescono a ridare voce e dignità a tutte quelle realtà imprenditoriali, che hanno appunto il merito di rimettere il Sud al centro del progresso dell'economia e della cultura del nostro tempo.

 

Di Chiara Scovacricchi

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