La smart home semplice e sicura. Le promesse di 1Control, startup made in Italy

La casa connessa, gli oggetti intelligenti, la building automation e la necessità di smaterializzare le credenziali di accesso ai dispositivi smart…sono tutte cose che 1Control ha ben presenti e sono gli aspetti fondanti della creazione -3 anni fa- di questa startup italiana operante nel campo dell’IoT. StartUp Magazine ha parlato già ampiamente qui del suo primo prodotto di successo, Solo, l’apricancello collegato al telefonino che non ha bisogno di internet o password. Idea spuntata dalla mente di Francesco Sarasini e meglio spiegata nell’intervista che segue da Marco Streparava, Presidente di 1Control, che ci racconta i progetti a breve termine di questa giovane azienda che promette bene.

Solo di 1Control nasce, se non erro, 4 anni fa. Come avete finanziato inizialmente ricerche e prototipi? Perché solo adesso la scelta di lanciare un crowdfunding e perché MamaCrowd?

In realtà 1Control nasce 3 anni fa, negli ultimi mesi del 2015, all’interno di Superpartes, il noto acceleratore di startup con sede a Brescia. La prima fase di sviluppo e di crescita è stata sostenuta dai soci fondatori e successivamente, in tempi diversi, sono entrati a far parte della compagine societaria diversi imprenditori, alcuni dei quali hanno deciso di portare le loro competenze imprenditoriali e tecniche all’interno del team diventando anche advisor.
Lo sviluppo del nostro primo prodotto, l’apri cancello per smartphone SOLO, e la creazione della struttura commerciale dell’azienda, hanno richiesto l’utilizzo di gran parte delle risorse raccolte nei primi anni, ma grazie a queste oggi l’azienda ha potuto porsi sul mercato come realtà innovativa tanto da attrarre l’attenzione di una multinazionale come Silca, con cui abbiamo sottoscritto un accordo di co-enginering per lo sviluppo di prodotti innovativi proprio nei mesi appena trascorsi.

Nella nostra road map, questo era il momento di lavorare sull’aumento di capitale e per farlo abbiamo scelto l’equity crowdfunding perché è ormai uno strumento maturo, che ci permette di raggiungere una platea di investitori molto ampia. Lo scopo finale, naturalmente, è quello di sviluppare nuovi prodotti, accelerare la crescita e aumentare la brand awareness di 1Control.

Quando e come nasce l’idea di fondare una startup per la smart home? L’idea di SOLO è nata proprio armeggiando con telecomandi e password per aprire il cancello di casa?

Si, l’idea è nata dalla felice intuizione di Francesco Sarasini che, per un’esigenza personale, ha inventato una soluzione, il SOLO, che rende accessibile l’apertura del cancello o delle basculanti attraverso lo smartphone.
Più in generale la smaterializzazione sicura delle credenziali è quanto muove l’azienda nelle scelte di dove indirizzare la ricerca e sviluppo. Sicurezza, semplicità d’uso e d’installazione sono i pilastri che ci guidano nello sviluppo di tutti i nostri prodotti che nascono da necessità concrete del mercato.
Crediamo che la smart home sia un mercato molto interessante ma che, sempre di più, necessiti di prodotti semplici da usare e soprattutto da installare, sia in situazioni di abitazioni nuove che in quelle esistenti.

Cosa ha in cantiere 1Control? A cosa serviranno i prossimi dispositivi a cui state lavorando e come impiegherete i 150.000 € che puntate a raccogliere in equity?

L’obbiettivo è quello di superare i 150K€, cifra che ci permetterebbe di incrementare il nostro posizionamento sul mercato e di investire nello sviluppo sia in termini di sicurezza che dei nuovi prodotti che vogliamo realizzare. Al momento stiamo lavorando su una serratura elettronica che è nella fase di deposito del brevetto. L’obiettivo di 1Control è quello di permettere agli utenti di entrare in casa con un’unica esperienza d’uso.

Quale è il futuro prossimo dello IoT per la casa a suo avviso? Lo sviluppo in Italia è al pari di altri paesi del mondo?

Il mercato della smart home e della building automation sta finalmente attirando l’interesse anche delle grosse aziende che stanno facendo investimenti in questo settore.
In Italia la domotica ha provato ad innovare il modo di vivere la casa, ma gli alti costi, sia di installazione che dei prodotti stessi, sono stati un grosso limite all’espansione del mercato. Negli ultimi anni, soluzioni semplici come la nostra che non richiede interventi invasivi, stanno finalmente ampliando un mercato moto interessante. Basti pensare che secondo un rapporto dell’Osservatorio IoT del Politecnico, il mercato globale della smart home arriverà a valere 138 miliardi nel 2023 con una crescita del 13,6% all’anno. In Italia il 38% dei consumatori possiede almeno un oggetto intelligente e connesso nella propria casa ed il 29% ha intenzione di comprarne uno in futuro.
Stiamo investendo molto anche su un altro elemento che permetterà la diffusione dei nostri prodotti: la sicurezza. Elemento fondamentale che in questo momento è molto sottovalutato ma che può determinare il successo o l’insuccesso di un prodotto.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *