Intervista a Stefano Ciafani, Presidente di Legambiente

La grande Festambiente, l’ecofestival più atteso dell’estate organizzato da Legambiente con musica, cinema, mostre, spettacoli e laboratori per bambini, incontri e molto altro ancora, sta per aprire le sue porte. E quest’anno lo farà in grande stile festeggiando con orgoglio i 30 anni dalla sua prima edizione. StartUp Magazine, insieme ad ANGI (Associazione Nazionale Giovani Innovatori) è partner di questa iniziativa virtuosa che, con la sua squadra di volontari, le migliaia di ingressi alla cittadella ecologica, gli appuntamenti di rilievo in programma, mostra come una rivoluzione per costruire un mondo più Green sia ancora possibile.
Oggi StartUp Magazine ha il piacere di incontrare una delle menti che ha orchestrato tutto questo, un  ragazzo che -da quando venti anni scelse Legambiente per espletare il periodo di obiezione di coscienza obbligatorio- di strada ne ha fatta, un dirigente visionario ed ottimista che ha tanto da raccontare.
Di seguito l’intervista a Stefano Ciafani -Presidente di Legambiente, ingegnere ambientale la cui storia meritocratica ci fa sognare e ben sperare.
Appuntamento per tutti quindi a Festambiente, dal 10 al 19 agosto a Grosseto, per un’immersione nell’ambiente a tutto tondo. 

Presidente, può raccontare bevemente ai nostri lettori il suo percorso sino a qui? Un giovane con una sensibilità ecologica spiccata, poi ingegnere ambientale, in seguito Direttore della più forte associazione del settore…

La mia storia in Legambiente è iniziata il 10 gennaio del 1998, quando optai per l’obiezione di coscienza e decisi di impegnarmi per Legambiente, un’associazione già molto diffusa in Italia che guardavo con grande ammirazione per le sue battaglie. La mia elezione è il compimento di un percorso partito 20 anni fa facendo fotocopie e fax da semplice volontario. E quello che mi piace ricordare sempre è che da sempre ai vertici di Legambiente tutti abbiamo iniziato così. È un messaggio importante, che rivolgo spesso ai ragazzi e ai giovani che si avvicinano alla nostra associazione, perché non è facile trovare in Italia una realtà in cui si riesce a fare un percorso di crescita partendo dal ruolo base. Un ulteriore motivo di orgoglio per noi.

I 30 anni di Festambiente non sono solo un bel traguardo per un’organizzazione impeccabile che riesce a coniugare in modo divertente musica, ambientalismo e politica, ma sono probabilmente un segnale. Quello che, nonostante il Pianeta sia in grave pericolo, il popolo degli ecologisti è sempre più vasto e ha voglia di riunirsi e di fare… È d’accordo?

Trent’anni per noi non sono un traguardo, ma un trampolino di lancio per convincere sempre più persone ad essere protagonisti del cambiamento. Quando siamo partiti con la prima edizione parlavamo di ecologia, biologico, raccolta differenziata e c’erano pochi esempi di buone pratiche, così come poca era la consapevolezza delle persone. Oggi l’Istat ci dice che il 51,9 per cento degli italiani è seriamente preoccupato per i cambiamenti climatici. Non è quindi un caso se c’è un popolo sempre più vasto che sostiene l’ambientalismo, che vuole impegnarsi in prima persona per risolvere i problemi che affliggono il nostro pianeta e sono tantissime le buone pratiche positive da valorizzare. Al di là del ritardo culturale della classe dirigente, fortunatamente è la società a dimostrare che i tempi per questa scommessa sono più che maturi. Basti considerare che già 355mila imprese italiane dell’industria e dei servizi hanno investito in prodotti e tecnologie green, secondo il rapporto Green Italia 2017 di Fondazione Symbola e Unioncamere. Anche quest’anno il nostro obiettivo è dimostrare la necessità di porre la sostenibilità ambientale al centro di una strategia politica capace di sconfiggere la crisi e di darci un nuovo e duraturo modello di sviluppo, che sappia coniugare ambiente, economia, lavoro e società.

Come commenta le recenti partnership chiuse con ANGI e StartUp Magazine per dare un boost in più alla già frizzante Festambiente? Quanto è importante per Legambiente legarsi al mondo dei giovani e degli startupper?

Ci riesce bene fare il “lavoro degli elettricisti”, cioè provare a connettere tutti i “cavi” che ci sono in giro per il Paese, cittadini, associazioni, istituzioni locali e imprese, in una Smart grid attraverso la quale l’energia sana che circola in alcuni territori attraversi tutta l’Italia, da Pordenone a Lampedusa. Un lavoro di tessitura che continueremo a fare con il massimo della curiosità e dell’inclusione. Il vero miracolo di Festambiente sono da sempre le migliaia di giovani, volontari o visitatori, che per dieci giorni animano questa cittadella ecologica, che ogni anno cresce in iniziative, che ogni anno inventa qualcosa, che contamina e si contamina con una società italiana ancora inquieta ma che vuole parlare ancora di futuro. Per noi è stato quindi normale confrontarci e stringere alleanze con l’Associazione Nazionale Giovani Innovatori e StartUp Magazine per unire le forze e rivolgerci a un pubblico attento e sensibile, che immagina e vuole costruire un futuro diverso per il proprio Paese.

Che scenario prevede nel breve periodo? Raggiungeremo (e quando) quel modello di società “desiderabile e divertente” auspicata da Alex Langer?

Purtroppo, come abbiamo avuto modo di constatare in questi primi mesi del nuovo Governo, c’è chi è abituato a parlare alla pancia dei cittadini. Noi puntiamo, invece, al cervello e al cuore. Sarà un lungo cammino ma, essendo abituati a fare le maratone per la giustizia e la solidarietà, siamo sicuri che alla fine prevarranno le ragioni dell’ecologia umana.

Noi continueremo a mettere in campo, così come già stiamo facendo, anche in questa legislatura una strategia ad hoc sul Parlamento. La scorsa legislatura è stata quella che nella storia repubblicana ha approvato il maggior numero di leggi di iniziativa parlamentare sui temi ambientali: gli ecoreati, la legge sulle agenzie ambientali, il Collegato ambientale, lo spreco alimentare, i Piccoli Comuni ma anche quelle su cotton fioc compostabili e sul divieto dell’uso delle microplastiche nei cosmetici.  Tutte leggi di iniziativa parlamentare che siamo riusciti a far approvare grazie a una tessitura che ha contribuito a far nascere maggioranze trasversali. Da questo siamo ripartiti per completare in questa legislatura le riforme che non sono state approvate definitivamente nella scorsa legislatura o far approvare leggi mai discusse. Quello che auspichiamo è che questo Governo scommetta sulla chiave ambientale per far ripartire economia e industria. Non sarà facile. Noi continueremo a lavorare su due fronti: da una parte l’ambientalismo scientifico con la lotta a inquinamenti vecchi e nuovi; dall’altra, l’ambientalismo sociale, quello che si occupa delle disuguaglianze e degli esclusi. Perché sono cittadini del nostro Paese tutti coloro che si prendono cura dei nostri territori, a prescindere dal passaporto. Siamo convinti che per cambiare il mondo, come ci ha insegnato Alex Langer, non possiamo che proporre un modello di società desiderabile e divertente e Festambiente rappresenta il luogo ideale dove raccontare e praticare questa rivoluzione.

Di Chiara Scovacricchi

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