{"id":8188,"date":"2026-10-15T12:12:28","date_gmt":"2026-10-15T10:12:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/?p=8188"},"modified":"2026-10-15T12:12:29","modified_gmt":"2026-10-15T10:12:29","slug":"la-platform-economy-non-e-esclusiva-delle-startupin-italia-solo-una-piattaforma-digitale-su-quattro-e-nata-nel-paese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/2026\/10\/15\/la-platform-economy-non-e-esclusiva-delle-startupin-italia-solo-una-piattaforma-digitale-su-quattro-e-nata-nel-paese\/","title":{"rendered":"LA PLATFORM ECONOMY NON \u00c8 ESCLUSIVA DELLE STARTUPIN ITALIA SOLO UNA PIATTAFORMA DIGITALE SU QUATTRO \u00c8 NATA NEL PAESE"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>279 piattaforme a livello globale. 4 su 10 sono create da imprese consolidate. Il 62% ha un modello ibrido di creazione di valore.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>&nbsp;Tre piattaforme su quattro hanno almeno due meccanismi di ricavo: commissioni a chi vende (52,7%), pubblicit\u00e0 (45,2%) e subscription (35,1%)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Tra le 80 piattaforme in Italia, solo il 26,3% \u00e8 fondato da imprese italiane. Quelle domestiche sono il 30,4% in Spagna, il 33,8% in Germania, il 42,5% in Francia, l\u201988,8% in Usa, il 91,7% in Cina<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A guidare la \u201cplatform economy\u201d oggi non ci sono solo startup innovative. In 4 casi su 10 le piattaforme presenti a livello mondiale sono state create da imprese consolidate, seguendo il paradigma delle grandi realt\u00e0 digitali come AirBnb, Amazon, Uber, Spotify, Meta o Google. E, secondo l\u2019<a href=\"https:\/\/www.osservatori.net\/platform-thinking-hub\/\"><strong>Osservatorio Platform Thinking Hub del Politecnico di Milano<\/strong><\/a><strong>,<\/strong> l\u2019incidenza di incumbent \u00e8 in costante crescita nel corso degli anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La tipologia pi\u00f9 diffusa di creazione del valore \u00e8 \u201cibrida\u201d, per cui da un lato le piattaforme mettono in relazione compratori e venditori, dall\u2019altro permettono lo sviluppo di servizi ad hoc sulla loro infrastruttura, oppure aggregano dati o attenzione per advertiser e terze parti. E in 7 casi su 10 hanno almeno due diversi i meccanismi di ricavo, dalle commissioni sulle vendite, alla pubblicit\u00e0, alle forme di subscription in abbonamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questa competizione, l\u2019Italia insegue a distanza i mercati americano e cinese, ma anche le altre realt\u00e0 europee comparabili. L\u2019Osservatorio ha fotografato lo stato della platform economy selezionando 10 piattaforme rilevanti in 8 diversi ambiti economici (commercio, viaggi, mobilit\u00e0, finanza, lavoro, media, industria e sanit\u00e0) in 6 Paesi &#8211; Stati Uniti, Cina, Francia, Germania, Spagna e Italia &#8211; censendo 279 piattaforme a livello globale. Tra i Paesi considerati, l\u2019Italia ha la quota pi\u00f9 bassa di piattaforme \u201cdomestiche\u201d: tra le 80 identificate nel mercato italiano sono appena 21 le realt\u00e0 fondate nella penisola, il 26,3% del totale. Mentre la quota sale al 30,4% in Spagna, al 33,8% in Germania, al 42,5% in Francia, per toccare l\u201988,8% negli Stati Uniti e il 91,7% in Cina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono alcuni dei risultati della ricerca dell\u2019<strong>Osservatorio Platform Thinking Hub<\/strong> del Politecnico di Milano* presentata oggi al convegno \u201c<em>Chi guider\u00e0 la nuova Platform Economy? La nuova competizione digitale tra piattaforme native, incumbent e AI: Italia, Europa e Stati Uniti a confronto\u201d<\/em>. Uno degli oltre 60 differenti filoni di ricerca degli Osservatori Digital Innovation della POLIMI School of Management che affrontano i temi chiave dell\u2019Innovazione Digitale nelle imprese e nella Pubblica Amministrazione.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:34% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"540\" height=\"540\" src=\"https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/trabucchi-daniel-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8189 size-full\" srcset=\"https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/trabucchi-daniel-1.jpg 540w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/trabucchi-daniel-1-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/trabucchi-daniel-1-300x300.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 540px) 100vw, 540px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cLa platform economy \u00e8 oggi un terreno di competizione tra le imprese, che ha configurazioni diverse tra settori e Paesi &#8211; afferma <strong>Daniel Trabucchi<\/strong>, Direttore scientifico dell\u2019Osservatorio Platform Thinking Hub -. La ricerca mostra chiaramente come la capacit\u00e0 di sviluppare una piattaforma non sia un\u2019esclusiva delle startup digitali e le imprese consolidate hanno un ruolo sempre pi\u00f9 importante, spesso attraverso modelli ibridi strettamente connessi alle proprie attivit\u00e0 tradizionali. In questo senso, per le aziende consolidate il platform thinking, cio\u00e8 la capacit\u00e0 di utilizzare i meccanismi delle piattaforme per la trasformazione del proprio business, pu\u00f2 essere uno strumento per innovare, facendo leva su relazioni, clienti, infrastrutture e capacit\u00e0 costruite nel tempo\u201d.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:auto 37%\"><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cNella competizione della platform economy si \u00e8 inserita l\u2019intelligenza artificiale, che oggi sta ridisegnando sistemi di matching e di governance, servizi e modelli di crescita delle piattaforme &#8211; spiega <strong>Tommaso Buganza<\/strong>, Direttore scientifico dell\u2019Osservatorio Platform Thinking Hub -. L\u2019AI, da un lato sta d\u00e0 origine a nuovi ecosistemi, nuovi modelli di business e nuove piattaforme, dall&#8217;altro modifica il modo in cui persone, team e funzioni collaborano all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione. In questo contesto, il Platform Thinking, diventa uno strumento per progettare nuove interazioni, incentivare la partecipazione, facilitare lo scambio di conoscenze e coordinare contributi provenienti da attori diversi, in modo che la collaborazione tra persone, organizzazioni e intelligenza artificiale generi valore in modo efficace e sostenibile\u201d.<\/p>\n<\/div><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"540\" height=\"540\" src=\"https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/buganza-tommaso-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8190 size-full\" srcset=\"https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/buganza-tommaso-1.jpg 540w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/buganza-tommaso-1-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/buganza-tommaso-1-300x300.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 540px) 100vw, 540px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le piattaforme.<\/strong> Per&nbsp;\u201cpiattaforma\u201d&nbsp;si intende un modello di impresa che crea valore mettendo in relazione&nbsp;due o pi\u00f9 gruppi interdipendenti di utenti, tra cui esistono effetti di rete (la partecipazione di una modifica il valore disponibile per l\u2019altro). \u00c8 il caso di <em>piattaforme transazionali<\/em> che facilitano gli scambi tra gruppi, come Airbnb, che mette in contatto chi cerca un alloggio con chi lo offre. O <em>piattaforme di innovazione<\/em> su cui innovatori esterni sviluppano prodotti e servizi, come iOS su cui gli sviluppatori creano applicazioni per gli utenti di iPhone. O ancora <em>piattaforme ortogonali<\/em> che creano valore in altro modo, come i motori di ricerca o i social media supportati dalla pubblicit\u00e0: gli utenti utilizzano gratuitamente il servizio, ma la loro attenzione, i loro comportamenti e i dati diventano una risorsa per gli inserzionisti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La ricerca.<\/strong> L\u2019Osservatorio ha fotografato la platform economy identificando le piattaforme rilevanti in sei mercati (Italia, Francia, Germania, Spagna, Stati Uniti e Cina) in otto ambiti: commercio, viaggi, mobilit\u00e0, finanza, lavoro, media, industria e sanit\u00e0. Per ogni combinazione tra Paese e settore sono state selezionate dieci piattaforme sulla base della presenza nel mercato nazionale, della profondit\u00e0 delle interazioni e dell\u2019ecosistema, della centralit\u00e0 competitiva, della durata e della capacit\u00e0 di evoluzione. Il risultato \u00e8 un insieme di 279 piattaforme uniche individuate a livello globale (che salgono a 471 se si considerano quelle ripetute, perch\u00e9 presenti in pi\u00f9 paesi).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Startup e incumbent.<\/strong> Quasi quattro piattaforme su dieci tra quelle selezionate sono state create da imprese gi\u00e0 esistenti. Delle 279 piattaforme analizzate, infatti, 172, pari al 61,6%, sono nuove startup nate direttamente come piattaforme (\u201cplatform-native\u201d), mentre 107, il 38,4%, sono state sviluppate da organizzazioni che avevano gi\u00e0 un\u2019attivit\u00e0 (\u201cincumbent-built\u201d). La presenza di incumbent \u00e8 in crescita via via nel corso degli anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra le piattaforme lanciate negli anni Duemila, il 26,5% \u00e8 stato creato da imprese gi\u00e0 esistenti; tra quelle lanciate nel 2010-2014 la quota sale al 33%, tra quelle lanciate nel 2015-2019 al 41,5% e poi raggiunge il 76,9% dal 2020 in poi. Bisogna considerare che l\u2019incidenza di realt\u00e0 consolidate tra le iniziative pi\u00f9 recenti \u00e8 influenzata dal fatto che le piattaforme hanno avuto meno tempo per crescere, sviluppare il proprio ecosistema e raggiungere una rilevanza sufficiente per entrare nell\u2019analisi. Questo dato mostra lo spazio di innovazione e le relative potenzialit\u00e0 per le imprese consolidate tipiche del tessuto economico italiano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I settori.<\/strong> Il peso delle imprese gi\u00e0 esistenti cambia fortemente da settore a settore. Le piattaforme sviluppate da incumbent a livello globale sono il 73,5% nel commercio, il 59,4% nella finanza e il 55,2% nell\u2019industria. La quota scende al 45% nei media, al 33,3% nella mobilit\u00e0, al 24,5% nella salute, al 20,5% nel lavoro e al 10,3% nei viaggi. Tra le 107 piattaforme sviluppate da organizzazioni gi\u00e0 esistenti ben il 70,1% \u00e8 collegato alle attivit\u00e0 principali dell\u2019impresa, mentre il 29%, rappresentano attivit\u00e0 adiacenti o nuovi business. Una sola riguarda un\u2019attivit\u00e0 di supporto. L\u2019impresa consolidate pu\u00f2 utilizzare le piattaforme sia per consolidare il proprio business che per esplorarne di nuovi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I paesi e l\u2019Italia.<\/strong> La presenza di piattaforme \u201cdomestiche\u201d (la cui impresa \u00e8 stata fondata nel Paese considerato) varia molto a seconda del mercato considerato. Quelle nate nel paese sono il 91,7% in Cina e l\u201988,8% in USA. Nei quattro mercati europei osservati la quota scende al 42,5% in Francia, 33,8% in Germania, 30,4% in Spagna e 26,3% in Italia. In Italia le piattaforme domestiche, infatti, sono solo 21 su 80. Di queste,&nbsp;7, pari al 33,3%, sono incumbent-built, sviluppate da organizzazioni che avevano un\u2019attivit\u00e0 gi\u00e0 avviata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra le 21 piattaforme domestiche italiane, la distribuzione nei settori \u00e8 molto diversa. Nel lavoro e nei servizi professionali e nella salute, assistenza e benessere 5 delle 10 piattaforme selezionate in ciascun settore sono nate in Italia. Nella mobilit\u00e0 sono 4 su 10; nella finanza e nell\u2019industria 3 su 10; nei viaggi una su 10. Nel commercio e nei media, invece, nessuna delle dieci piattaforme selezionate \u00e8 nata in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il modello ibrido.<\/strong>&nbsp;II modello dominante tra le piattaforme \u00e8 \u201cibrido\u201d. Il 62% di quelle censite combina diversi metodi per creare valore, sia mettendo in relazione due gruppi (ad esempio compratori e venditori) che aggiungendo nuove relazioni con inserzionisti pubblicitari o soggetti esterni che sviluppano prodotti e servizi complementari. Inoltre, la piattaforma solitamente non opera da sola: il 71,7% \u00e8 inserito in un ecosistema aziendale pi\u00f9 ampio di prodotti, servizi e capacit\u00e0, mentre solo il 28,3%, opera come iniziative autonome. Questo vale per il 77,6% delle piattaforme sviluppate da imprese gi\u00e0 esistenti, ma anche per il 68% di quelle nate direttamente come piattaforme.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le fonti di ricavo.<\/strong> Anche i modelli di ricavo sono spesso combinati. Il 73,1% delle piattaforme ne utilizza almeno due, con una media di 2,75 per piattaforma. La fonte di ricavo pi\u00f9 diffusa \u00e8 la commissione applicata a chi vende un prodotto o offre un servizio, presente nel 52,7% dei casi, seguita dalla pubblicit\u00e0, 45,2%, e dagli abbonamenti pagati dagli utenti, 35,1%. La monetizzazione diretta dei dati, cio\u00e8 la possibilit\u00e0 di ottenere ricavi vendendo o concedendo in licenza i dati, riguarda invece soltanto 16 piattaforme, il 5,7%. I dati hanno un ruolo importante per\u00f2 perch\u00e9 possono essere utilizzati per migliorare l\u2019incontro tra domanda e offerta, personalizzare i servizi, rendere pi\u00f9 efficace la pubblicit\u00e0 e supportare le decisioni senza essere direttamente venduti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il ruolo dell\u2019AI.<\/strong> L\u2019intelligenza artificiale apre nuove possibilit\u00e0 per lo sviluppo dele piattaforme, sia negli ecosistemi di mercato che all\u2019interno delle organizzazioni. Sul mercato, servizi di AI come ChatGPT e Claude possono diventare ambienti in cui soggetti esterni offrono applicazioni e servizi agli utenti. Nelle aziende, l\u2019AI pu\u00f2 aiutare a mettere in relazione persone e funzioni che hanno bisogni e conoscenze complementari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Platform Thinking HUB, centro di ricerca dedicato ad aiutare le imprese consolidate a innovare i propri modelli di business applicando le logiche delle piattaforme, ha sperimentato questo approccio con 10 organizzazioni su processi aziendali reali. I gruppi di lavoro sono partiti da problemi ricorrenti, hanno individuato chi coinvolgere e quale beneficio offrire ai diversi partecipanti, per poi progettare l\u2019interazione e sviluppare prototipi da testare. L\u2019AI \u00e8 stata utilizzata sia per rendere pi\u00f9 accessibili e organizzare le conoscenze, sia come supporto alla progettazione; le decisioni su cosa accettare, modificare o respingere sono rimaste alle persone.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">*L\u2019edizione 2025-26 dell\u2019Osservatorio Platform Thinking Hub della POLIMI School of Management \u00e8 stata realizzata con il supporto di: Alfa Laval, Banca Mediolanum, BLM Group, Campari Group, ConfCooperative Lombardia, Fiorini, GS1 Italy, Numia, Philip Morris International, Poste Italiane e Retail Reply.<\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-post-featured-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"294\" src=\"https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/5323899-500x294-1.png\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" alt=\"\" style=\"object-fit:cover;\" srcset=\"https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/5323899-500x294-1.png 500w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/5323899-500x294-1-300x176.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/figure>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>279 piattaforme a livello globale. 4 su 10 sono create da imprese consolidate. 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