{"id":8169,"date":"2026-10-15T10:23:04","date_gmt":"2026-10-15T08:23:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/?p=8169"},"modified":"2026-10-15T10:23:23","modified_gmt":"2026-10-15T08:23:23","slug":"gen-z-iperconnessa-ma-bloccata-nel-networking-il-72-non-sa-trasformare-i-contatti-in-opportunita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/2026\/10\/15\/gen-z-iperconnessa-ma-bloccata-nel-networking-il-72-non-sa-trasformare-i-contatti-in-opportunita\/","title":{"rendered":"Gen Z iperconnessa ma bloccata nel networking: il 72% non sa trasformare i contatti in opportunit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La generazione che ha imparato a usare uno smartphone dai primi anni di vita si trova oggi in difficolt\u00e0 proprio a causa delle connessioni digitali che, in teoria, dovrebbero agevolarla nel mondo del lavoro, nella ricerca di collaborazioni e nella crescita professionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo una ricerca pubblicata da LinkedIn il 2 settembre 2026, il <strong>72% dei professionisti appartenenti alla Gen Z non riesce a fare networking<\/strong> e si sente distante dalle persone, dalle aziende e dai professionisti che potrebbero aiutarli a fare carriera, facendo fatica a convertire i contatti in opportunit\u00e0 future.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;indagine, condotta da Censuswide tra luglio e agosto su oltre 18.000 lavoratori in dodici Paesi <em>(compresa l&#8217;Italia<\/em>) e su circa 6.200 marketer B2B, ha evidenziato un profondo <strong>gap di fiducia<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel modo di avvicinarsi agli altri e di chiedere un confronto lavorativo emerge un blocco critico: la familiarit\u00e0 nativa con le piattaforme digitali non si traduce in un vantaggio nella capacit\u00e0 di trovare nuove <strong>collaborazioni online<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><a><\/a>Gen Z e networking: cosa dice la ricerca di LinkedIn<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando si chiede ai giovani professionisti perch\u00e9 non scrivano a un referente del proprio settore o non commentino il post di un manager che stimano, le motivazioni ruotano quasi sempre attorno al timore della reazione altrui:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Il <strong>37%<\/strong> teme di disturbare;<\/li>\n\n\n\n<li>Il <strong>37%<\/strong> ha paura di essere giudicato;<\/li>\n\n\n\n<li>Il <strong>34%<\/strong> teme di sembrare poco autentico.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A queste resistenze psicologiche si aggiunge un ostacolo: ossia il <strong>53% non sa da dove cominciare<\/strong> e il <strong>52% non sa come trasformare un contatto virtuale in una relazione reale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il risultato \u00e8 che molti restano ai margini della propria comunit\u00e0 professionale, perdendo consigli, presentazioni e occasioni di lavoro, nonostante i canali di contatto non siano mai stati cos\u00ec accessibili e le community online dimostrano nei fatti la loro efficacia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <strong>27% della Gen Z<\/strong> dichiara infatti di aver trovato una nuova opportunit\u00e0 lavorativa proprio grazie a una rete professionale sul web. Inoltre, LinkedIn rileva che i candidati che hanno un collegamento all&#8217;interno di un&#8217;azienda hanno <strong>quasi sette volte pi\u00f9 probabilit\u00e0 di essere assunti<\/strong>, confermando il valore strategico delle relazioni personali in una fase in cui l&#8217;intelligenza artificiale sta ridefinendo i processi di selezione.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><a><\/a>Il 64% della Gen Z non ha mai ricevuto indicazioni su come fare networking<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il dato che spiega meglio questo blocco riguarda la formazione: quasi due giovani professionisti su tre (<strong>64%<\/strong>) affermano che nessuno ha mai mostrato loro chiaramente come si costruisce una relazione professionale, a chi rivolgersi, in che momento scrivere e come avviare una conversazione senza sembrare invadenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei percorsi di studio e nei primi anni di carriera, il networking viene spesso dato per scontato, come un&#8217;abilit\u00e0 spontanea che si acquisisce da sola frequentando un ufficio o creando un profilo online.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Senza modelli di riferimento o qualcuno che faccia da tramite, la paura di sbagliare prende il sopravvento e il profilo LinkedIn rimane una <strong>semplice vetrina inutilizzata.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dall&#8217;altro lato, tra i professionisti con pi\u00f9 esperienza si registra un&#8217;ampia disponibilit\u00e0: l&#8217;<strong>83% di Millennial e Gen X<\/strong> dichiara di essere disposto ad aiutare chi \u00e8 all&#8217;inizio della carriera, anche senza conoscerlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Gen Z tende dunque a sottovalutare l&#8217;apertura altrui, alimentando un gap di fiducia nato dalla distanza tra la reale disponibilit\u00e0 della rete e la percezione di chi dovrebbe fare il primo passo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><a><\/a>Non \u00e8 solo un problema della Gen Z: le difficolt\u00e0 di Millennial, Gen X e Baby Boomer<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I dati italiani della ricerca (raccolti su un campione di 1.050 lavoratori) dimostrano chiaramente che il blocco del networking non riguarda esclusivamente i pi\u00f9 giovani: l&#8217;<strong>82% dei professionisti italiani<\/strong> considera la propria rete necessaria per orientarsi nel mondo del lavoro; il <strong>42%<\/strong> ammette di non sapere come trasformare un contatto in una relazione significativa; infine, il <strong>38%<\/strong> dichiara di non sapere da dove iniziare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche chi possiede gi\u00e0 un network fa fatica a coltivarlo: appena il <strong>26%<\/strong> vi dedica tempo in modo regolare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre, il <strong>56% degli italiani<\/strong> naviga sulla piattaforma in modalit\u00e0 del tutto passiva, scorrendo i contenuti senza mai interagire, una percentuale che sale al <strong>68% nella Gen Z<\/strong>. La modalit\u00e0 prevalente su LinkedIn \u00e8 dunque quella dello &#8220;<em>spettatore silenzioso<\/em>&#8220;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro elemento significativo riguarda l&#8217;evoluzione dei comportamenti nel tempo: negli ultimi sei anni, la Gen Z ha aumentato del <strong>17%<\/strong> il ritmo con cui crea nuove connessioni, mentre Millennial e Gen X hanno registrato una contrazione rispettivamente del <strong>18%<\/strong> e del <strong>27%<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A rallentare sono proprio i professionisti con pi\u00f9 esperienza, che spesso lasciano che la propria rete si mantenga da sola per semplice inerzia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche la percezione del valore del networking varia con l&#8217;et\u00e0: \u00e8 considerato fondamentale dal <strong>93% della Gen Z<\/strong>, dall&#8217;<strong>86% dei Millennial<\/strong>, dal <strong>79% della Gen X<\/strong> e dal <strong>68% dei Baby Boomer<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se i pi\u00f9 giovani faticano a fare il primo passo pur avvertendone il bisogno, i professionisti affermati rischiano di lasciar spegnere le proprie relazioni, perdendo occasioni di confronto, partnership e clienti senza nemmeno accorgersene.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La paura di esporsi, il timore di disturbare o di non apparire autentici accomunano quindi trasversalmente tutte le generazioni. Costruire relazioni non \u00e8 una dote nativa n\u00e9 un automatismo, ma una <strong>competenza professionale da coltivare e allenare regolarmente<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><a><\/a>Imparare a fare networking e vivere le relazioni dal vivo: l\u2019occasione data dall\u2019evento Inspire Day<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Superare queste barriere e restituire centralit\u00e0 al valore umano del networking sono questi due degli aspetti su cui si basa <strong>Inspire Day<\/strong>, l\u2019evento italiano dedicato al mondo delle relazioni B2B e del social networking su LinkedIn.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;evento propone una visione di LinkedIn che supera le semplici metriche e gli algoritmi, mettendolo al centro come strumento per creare connessioni autentiche tra persone, professionisti e aziende.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;evento giunger\u00e0 presto alla sua quarta edizione, in programma a <strong>Milano il 28 e 29 gennaio 2027<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab<em>I numeri della ricerca LinkedIn fotografano una difficolt\u00e0 che riscontriamo quotidianamente anche tra professionisti con molti anni di esperienza: la paura di disturbare o di essere giudicati accompagna chiunque debba scrivere per la prima volta a una persona che stima, a venticinque come a cinquant&#8217;anni<\/em>\u00bb, spiega <strong>Alessandro Gini<\/strong>, LinkedIn Certified Marketing Expert, founder di up4business e co-ideatore di Inspire Day insieme a <strong>Benedetta Consorti<\/strong>, founder di b.links creativity management.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab<em>Il networking si impara come qualsiasi altra competenza professionale: con metodo, esempi e pratica. Chi ha gi\u00e0 costruito una rete ha la responsabilit\u00e0 di renderla accessibile a chi sta muovendo i primi passi. Con Inspire Day vogliamo offrire uno spazio reale in cui le persone che si conoscono attraverso il feed possano finalmente incontrarsi di persona, confrontarsi e trasformare un semplice contatto in una relazione duratura<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le due giornate offrono un percorso di ispirazione, dati e confronto pensato per chi desidera interpretare le dinamiche della piattaforma in un&#8217;ottica strettamente <em>human-to-human<\/em>, dove la tecnologia rimane un mezzo per unire le persone e non il fine ultimo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anzich\u00e9 subire i cambiamenti degli algoritmi, Inspire Day rappresenta l&#8217;opportunit\u00e0 ideale per approfondire <strong>la conoscenza di LinkedIn<\/strong>, sviluppare competenze di networking efficaci e far crescere la propria rete di relazioni dal vivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Inspire Day \u00e8 il primo evento italiano pensato per chi utilizza LinkedIn\u00ae e vuole trovare ispirazione e occasioni di confronto. L&#8217;iniziativa offre uno spazio in cui discutere di come la piattaforma si sta trasformando e di quali effetti produce sul lavoro e sulle relazioni professionali. Coinvolge professionisti, aziende, creator ed esperti in un programma che alterna interventi, masterclass e momenti di networking guidato. La quarta edizione \u00e8 in programma a Milano il 28 e 29 gennaio 2027.<\/em><\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-post-featured-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2000\" height=\"1333\" src=\"https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/il-board-di-Inspire-Day.jpg\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" alt=\"\" style=\"object-fit:cover;\" srcset=\"https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/il-board-di-Inspire-Day.jpg 2000w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/il-board-di-Inspire-Day-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/il-board-di-Inspire-Day-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/il-board-di-Inspire-Day-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/il-board-di-Inspire-Day-1536x1024.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px\" \/><\/figure>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La generazione che ha imparato a usare uno smartphone dai primi anni di vita si&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":24,"featured_media":8170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[166],"tags":[],"class_list":["post-8169","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-eventi"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/il-board-di-Inspire-Day.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8169","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/24"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8169"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8169\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8171,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8169\/revisions\/8171"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8170"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8169"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8169"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8169"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}