{"id":8089,"date":"2026-09-25T16:55:12","date_gmt":"2026-09-25T14:55:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/?p=8089"},"modified":"2026-09-25T16:55:14","modified_gmt":"2026-09-25T14:55:14","slug":"il-volontariato-quello-con-il-business-plan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/2026\/09\/25\/il-volontariato-quello-con-il-business-plan\/","title":{"rendered":"Il volontariato, quello con il business plan"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><em>La prima associazione che facciamo pensando al volontariato \u00e8 &#8220;quella bella cosa che si fa quando si ha un po\u2019 di tempo libero&#8221;. Leave Your Mark parte da un\u2019idea decisamente meno romantica ma molto interessante: il tempo conta, ma anche sapere cosa farne.<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 una certa ironia nel fatto che, proprio mentre il mondo manageriale moltiplica corsi sulla leadership, sull\u2019impatto e sulla purpose, qualcuno abbia pensato di fare una cosa piuttosto semplice: <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">P<strong>rendere le competenze manageriali e metterle al lavoro dove servono davvero<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si chiama <em>Leave Your Mark<\/em> ed \u00e8 il progetto promosso da POLIMI Graduate School of Management insieme all\u2019Associazione Gianluca Spina. Nato nel 2021, arriva alla sesta edizione con un\u2019ambizione nuova: smettere di essere soltanto un programma di volontariato professionale e diventare, progressivamente, una rete internazionale di competenze al servizio del no-profit.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Detta cos\u00ec, sembra una bella iniziativa, punto. Guardando i numeri, si capisce che \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 strutturato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In cinque edizioni sono state coinvolte <strong>44 organizzazioni non-profit, avviati 59 progetti e mobilitate 268 persone tra Alumni, faculty e staff<\/strong>. Nel solo 2025 sono stati sviluppati 20 progetti con 15 organizzazioni, grazie a oltre 120 partecipanti che hanno dedicato complessivamente pi\u00f9 di 1.250 ore di consulenza pro bono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non esattamente il classico volontariato della domenica mattina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per molto tempo abbiamo raccontato il rapporto tra competenze manageriali e terzo settore secondo uno schema piuttosto semplice: da una parte le aziende, con soldi, strumenti e professionisti; dall\u2019altra le organizzazioni sociali, con grandi cause e risorse inevitabilmente pi\u00f9 limitate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema \u00e8 che questa rappresentazione \u00e8 diventata troppo piccola per la realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le organizzazioni no-profit oggi gestiscono persone, raccolte fondi, comunicazione, dati, tecnologia, partnership, processi, relazioni con istituzioni e comunit\u00e0. Devono crescere senza perdere la propria identit\u00e0, innovare senza poter sempre contare su grandi budget, misurare l\u2019impatto e, soprattutto, dimostrare che quell\u2019impatto pu\u00f2 durare nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In altre parole: <strong>hanno problemi manageriali<\/strong>. Solo che, spesso, hanno meno possibilit\u00e0 di permettersi un management team da manuale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 qui che un\u2019iniziativa come Leave Your Mark diventa interessante. Non porta semplicemente volontari. Porta <strong>competenze<\/strong>. Fundraising, marketing, digitalizzazione, sviluppo organizzativo, innovazione, comunicazione. Business plan, modelli organizzativi, strategie di crescita, policy.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Insomma, niente scatoloni da trasportare e nessuna t-shirt da distribuire all\u2019ingresso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il volontariato professionale parte da un presupposto molto concreto: ci\u00f2 che una persona ha imparato facendo il proprio lavoro pu\u00f2 avere un valore enorme anche fuori dal perimetro dell\u2019azienda che le paga lo stipendio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E questa \u00e8 una delle evoluzioni pi\u00f9 interessanti del concetto di <em>corporate purpose<\/em>: non limitarsi a chiedersi <strong>quanto denaro posso destinare a una causa<\/strong>, ma anche <strong>quale competenza posso mettere a disposizione<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il vantaggio, peraltro, non \u00e8 necessariamente a senso unico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 facile raccontare il volontariato professionale come un gesto di generosit\u00e0 da parte di chi \u201crestituisce\u201d qualcosa alla societ\u00e0. Ma Leave Your Mark suggerisce una dinamica pi\u00f9 interessante: <strong>chi insegna e chi impara possono cambiare posto pi\u00f9 volte durante lo stesso progetto<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un manager abituato a ragionare in termini di crescita, KPI e mercato entra in un\u2019organizzazione che magari deve affrontare problemi molto diversi: come convincere una comunit\u00e0 a fidarsi, come costruire una rete di volontari, come raccogliere fondi senza snaturare la propria missione, come trasformare una buona idea in un modello replicabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono problemi manageriali, certo. Ma sono anche problemi che obbligano il manager a rimettere in discussione alcune delle proprie certezze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E qui arriva una parola che nel mondo delle business school piace parecchio: <strong>leadership<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La leadership non si misura soltanto dalla capacit\u00e0 di far crescere un\u2019organizzazione. Anche dalla capacit\u00e0 di capire <strong>per chi<\/strong> la si sta facendo crescere, <strong>perch\u00e9<\/strong> e con quali conseguenze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il fatto che a Leave Your Mark partecipino alumni, docenti, tutor e rappresentanti delle organizzazioni crea proprio questo cortocircuito virtuoso: persone abituate a ragionare con strumenti manageriali si confrontano con realt\u00e0 nelle quali il successo non pu\u00f2 essere ridotto a un conto economico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E questo pu\u00f2 essere un ottimo antidoto a una certa idea di management che, occasionalmente, rischia di confondere una dashboard con la realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I risultati raccontati dal progetto mostrano inoltre che non si tratta soltanto di formazione reciproca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra le esperienze sviluppate negli anni ci sono quelle di <strong>Liberi Dentro<\/strong>, che ha trasformato un\u2019esperienza di volontariato in carcere in un modello organizzativo pi\u00f9 strutturato fino alla costituzione di un Ente del Terzo Settore; di <strong>FightTheStroke Foundation<\/strong>, che ha lavorato su innovazione, partnership e connessioni tra istituzioni, professionisti e comunit\u00e0; e di <strong>Dynamo Camp<\/strong>, impegnata a rafforzare la propria rete di volontari e le strategie di fundraising.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono casi diversi, ma hanno un elemento comune: <strong>la competenza non rimane nella stanza dove viene erogata<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Produce qualcosa che pu\u00f2 continuare a funzionare anche dopo la fine del progetto. Ed \u00e8 probabilmente questo il passaggio pi\u00f9 importante per Leave Your Mark.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre, l\u2019ingresso di interlocutori come <strong>UPF Barcelona School of Management<\/strong> e di realt\u00e0 come <strong>JEMP<\/strong>, la Junior Enterprise del Politecnico di Milano, porta il progetto fuori dal perimetro originario e apre alla costruzione di una rete europea. \u00c8 un passaggio interessante perch\u00e9 sposta la domanda da \u201cquante organizzazioni possiamo aiutare?\u201d a una domanda molto pi\u00f9 ambiziosa: <strong>quante competenze possiamo mettere in circolo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La differenza non \u00e8 semantica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una singola business school pu\u00f2 sviluppare decine di progetti. Una rete di business school, alumni e comunit\u00e0 professionali pu\u00f2 costruire un\u2019infrastruttura permanente di competenze. E quando si parla di terzo settore, questa infrastruttura pu\u00f2 diventare particolarmente preziosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Stiamo entrando in una fase in cui la carriera non \u00e8 pi\u00f9 necessariamente una linea retta che va dall\u2019universit\u00e0 all\u2019azienda, dalla posizione junior a quella senior e, infine, alla pensione con qualche premio alla carriera e una discreta collezione di badge LinkedIn.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le competenze possono muoversi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Possono uscire dall\u2019azienda, entrare in una fondazione, tornare in aula, attraversare un\u2019organizzazione internazionale, contaminare una startup, finire dentro un progetto sociale. E ogni passaggio pu\u00f2 aggiungere valore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per una business school, questo significa anche ripensare il proprio ruolo. Non soltanto formare manager capaci di far funzionare le organizzazioni, ma creare <strong>comunit\u00e0 capaci di mettere quelle competenze in circolo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 una differenza sottile, ma sostanziale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 alla fine \u201clasciare il segno\u201d \u00e8 una formula che abbiamo consumato parecchio. La usiamo per tutto: dai master ai profumi, dalle campagne pubblicitarie alle presentazioni aziendali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui, invece, potrebbe tornare ad avere un significato piuttosto concreto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lasciare il segno significa che, quando te ne vai, <strong>qualcosa funziona meglio di prima<\/strong>.<\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-post-featured-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"942\" height=\"632\" src=\"https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Leave-Your-Mark.png\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" alt=\"\" style=\"object-fit:cover;\" srcset=\"https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Leave-Your-Mark.png 942w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Leave-Your-Mark-300x201.png 300w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Leave-Your-Mark-768x515.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 942px) 100vw, 942px\" \/><\/figure>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La prima associazione che facciamo pensando al volontariato \u00e8 &#8220;quella bella cosa che si fa&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":8090,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[410],"tags":[],"class_list":["post-8089","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-l-editoriale-di-alessandra-damato"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Leave-Your-Mark.png","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8089","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8089"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8089\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8091,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8089\/revisions\/8091"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8090"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8089"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8089"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8089"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}