{"id":8002,"date":"2026-08-08T10:42:49","date_gmt":"2026-08-08T08:42:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/?p=8002"},"modified":"2026-08-08T11:02:15","modified_gmt":"2026-08-08T09:02:15","slug":"gnammus-la-rivoluzione-del-food-beverage-con-il-primo-ecosistema-social-verticale-alimentato-dallai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/2026\/08\/08\/gnammus-la-rivoluzione-del-food-beverage-con-il-primo-ecosistema-social-verticale-alimentato-dallai\/","title":{"rendered":"Gnammus: la rivoluzione del Food &amp; Beverage con il primo ecosistema social verticale alimentato dall&#8217;AI"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Dalla passione per la cucina alla costruzione di una piattaforma innovativa che unisce social networking, marketplace, intelligenza artificiale e servizi dedicati al mondo del Food &amp; Beverage. In questa intervista, i founders di Gnammus raccontano la genesi del progetto, la visione imprenditoriale, le sfide affrontate e gli obiettivi futuri, offrendo uno sguardo approfondito su una startup italiana che punta a diventare un punto di riferimento internazionale per utenti, creator, aziende e investitori.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"379\" src=\"https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/logo_gnammus-1024x379.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8004\" srcset=\"https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/logo_gnammus-1024x379.jpg 1024w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/logo_gnammus-300x111.jpg 300w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/logo_gnammus-768x284.jpg 768w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/logo_gnammus-1536x568.jpg 1536w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/logo_gnammus-2048x757.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessandra D&#8217;Amato:<\/strong>&nbsp;Partiamo dall&#8217;inizio. Marco, racconti che tutto \u00e8 iniziato da una collezione di quaderni di ricette accumulati negli anni. Quando hai capito che quel bisogno personale poteva trasformarsi in un&#8217;opportunit\u00e0 di business internazionale?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Marco Zanardi:<\/strong>&nbsp;Inizialmente cercavo un modo per conservare tutte le ricette di famiglia in digitale, con possibilit\u00e0 di ricerca e condivisione. Avevo trovato qualche servizio ad abbonamento, ma niente che mi soddisfacesse, e ho pensato di realizzarlo per conto mio, nulla di particolarmente difficile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come si dice\u2026 l&#8217;appetito vien mangiando e, parlando con il mio socio Alessio, pezzo dopo pezzo \u00e8 venuto fuori un progetto che aveva le caratteristiche per diventare globale. Inizialmente non c&#8217;era l&#8217;idea di farne un business (credo che capiti spesso cos\u00ec, nelle startup), poi, con l&#8217;aumentare dell&#8217;ambizione e degli strumenti che volevamo implementare, analizzando il mercato e ricevendo risposte dai nostri contatti, abbiamo preso la decisione definitiva: trasformare la nostra visione in un modello di business scalabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessandra D&#8217;Amato:<\/strong>&nbsp;C&#8217;\u00e8 stato un momento preciso in cui avete deciso di lasciare le vostre attivit\u00e0 precedenti per dedicarvi completamente a Gnammus? Qual \u00e8 stata la scintilla che vi ha fatto dire: &#8220;\u00c8 il momento di provarci davvero&#8221;?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Marco Zanardi:<\/strong>&nbsp;Abbiamo sviluppato l&#8217;idea nella nostra agenzia di comunicazione, per poterla presentare ai Family &amp; Friends. Siamo poi subito passati a una bozza minimale (il Proof of Concept) da far testare ai nostri partner (media company, agenzie di comunicazione, food blogger). La risposta ci ha convinto a creare un&#8217;azienda apposita (RTLP) con una prima raccolta di capitali. A quel punto abbiamo deciso di dedicarci al 100% al progetto, chiudendo tutte le altre attivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessandra D&#8217;Amato:<\/strong>&nbsp;Oggi esistono moltissimi social network e numerose piattaforme dedicate alla cucina. Perch\u00e9 il mondo aveva bisogno di Gnammus? Quale vuoto avete individuato nel mercato che nessun altro stava colmando?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Marco Zanardi:<\/strong>Il vuoto che vogliamo colmare \u00e8 chiaro: nonostante la proliferazione di social network generalisti e di varie piattaforme dedicate alla cucina, nessuno risponde in modo integrato a tre esigenze fondamentali del settore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In primo luogo, c&#8217;\u00e8 un tema di verticalit\u00e0 e ottimizzazione degli investimenti pubblicitari: sui social tradizionali si ha dispersione causata da un grande rumore di fondo, che riduce l&#8217;efficacia delle campagne, mancando il micro-momento essenziale, che in Gnammus \u00e8 garantito dalla natura stessa della piattaforma. Inoltre, il targeting, concentrato su un solo settore, \u00e8 molto pi\u00f9 raffinato, permettendo di concentrarsi solo sul pubblico realmente interessato a un dato messaggio. Questi due fattori aumentano il ROI per gli inserzionisti e abbattono il &#8220;fastidio&#8221; per gli utenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questo si lega direttamente la valorizzazione della passione per il cibo: abbiamo creato un ambiente dove principianti, foodies, creator e grandi interpreti dell&#8217;alta cucina possono esprimere al massimo le proprie competenze e la propria passione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, citiamo la centralizzazione dell&#8217;esperienza utente: fino a ieri gli appassionati di food &amp; beverage erano costretti a saltare da un&#8217;app all&#8217;altra, da un blog a un canale, a uno store per cercare ricette, seguire chef, acquistare prodotti o prenotare esperienze; Gnammus vuole centralizzare e integrare sempre di pi\u00f9 queste funzionalit\u00e0 in un unico ecosistema, semplificando e arricchendo l&#8217;esperienza dell&#8217;utente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessandra D&#8217;Amato:<\/strong>&nbsp;Se doveste descrivere Gnammus a un investitore in un solo minuto, come lo fareste? Qual \u00e8 la vostra value proposition?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Marco Zanardi:<\/strong> C&#8217;\u00e8 un mondo che ama il cibo ma che non ha una casa, Gnammus \u00e8 quella casa. Una piattaforma a disposizione di chi lavora nel settore, un luogo aperto ad appassionati e professionisti di tutto il mondo in cui condividere, fare business, testare idee.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo apre un potenziale enorme oltre alla pubblicit\u00e0 classica: un produttore che vuole testare un nuovo prodotto in Cina prima di investire in distribuzione, un imprenditore che vuole capire se un ristorante italiano a Bombay ha una domanda reale, un brand che cerca content creator in un mercato specifico, trovano in Gnammus l&#8217;infrastruttura che risponde a queste domande: dati, community e validazione di mercato in un unico posto. Nessuno offre questo one-stop-shop verticale sul food.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessandra D&#8217;Amato:<\/strong>&nbsp;Avete scelto di concentrarvi su uno dei settori pi\u00f9 grandi e dinamici al mondo: il Food &amp; Beverage. Perch\u00e9 ritenete che questo sia il momento giusto per costruire un social network verticale dedicato al cibo?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Marco Zanardi:<\/strong>&nbsp;Perch\u00e9 il F&amp;B \u00e8 un mercato enorme e in crescita, ma \u00e8 anche uno dei settori dove le community e i contenuti sono ancora ospiti su piattaforme non pensate per loro: Instagram, TikTok, Facebook&#8230; Il cibo \u00e8 tra i contenuti pi\u00f9 condivisi al mondo e le abitudini degli utenti stanno cambiando in un modo che ci favorisce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fino a ieri la logica social \u00e8 stata &#8220;pi\u00f9 piattaforme, pi\u00f9 generalismo&#8221;, oggi quella logica si sta rompendo: le aziende che investono in community verticali osservano un coinvolgimento molto superiore: sempre pi\u00f9 utenti preferiscono spazi digitali tematici, dedicati a passioni specifiche e con un pubblico selezionato, perch\u00e9 l\u00ec trovano conversazioni pi\u00f9 rilevanti e persone che parlano la loro lingua.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo abbiamo visto succedere in altri settori: dove nasce uno spazio verticale dedicato, con regole e linguaggio propri, gli utenti lo scelgono rispetto al caos generalista, dove quel contenuto si perde in mezzo a tutto il resto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nessuno l&#8217;ha ancora costruito bene per il food. Noi vogliamo essere i primi a farlo sul serio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessandra D&#8217;Amato:<\/strong>&nbsp;Molti creator lamentano ricavi bassi, algoritmi di remunerazione imprevedibili e poca trasparenza. In che modo Gnammus migliora questa situazione?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessio Luparelli:<\/strong>&nbsp;Il nostro modello \u00e8 il pi\u00f9 semplice possibile: noi ci mettiamo la piattaforma, il creator i contenuti, fifty-fifty sui ricavi. Tutti gli ADV mostrati sulla pagina di un utente o in un suo contenuto, anche indiretto, sono associati a quell&#8217;utente e conteggiati. Nessun minimo, nessun vincolo o altri parametri da tenere in considerazione. Il creator non deve cambiare il suo modello di business, Gnammus \u00e8 semplicemente migliore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le nostre ADV saranno gestite da algoritmi proprietari, focalizzati sull&#8217;utente finale per minimizzare l&#8217;esposizione a pubblicit\u00e0 di scarso interesse: ridurre il rumore di fondo pubblicitario \u00e8 un servizio tanto per l&#8217;utente quanto per l&#8217;inserzionista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Contiamo di attivare la piattaforma entro fine anno, appena conclusi alcuni accordi commerciali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessandra D&#8217;Amato:<\/strong>&nbsp;Perch\u00e9 un food creator dovrebbe pubblicare i propri contenuti su Gnammus oggi, quando la piattaforma di ADV (e di Revenue Sharing) non \u00e8 ancora attiva?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Marco Zanardi:<\/strong>&nbsp;Innanzitutto per prendere confidenza con una piattaforma che ha l&#8217;obiettivo di diventare il punto di riferimento del settore, con strumenti inesistenti altrove e costruita per allargare la propria fanbase, abbattendo le barriere linguistiche e culturali. Una community di riferimento \u00e8 il primo asset di un influencer e sar\u00e0 il principale dato richiesto dai primi inserzionisti su Gnammus; oltre a questo, ovviamente, anche il posizionamento degli ADV sar\u00e0 direttamente legato alle visualizzazioni (e quindi ai follower) di ciascun utente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Stiamo anche pensando a forme di premialit\u00e0 per gli early adopter Gnammus.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessandra D&#8217;Amato:<\/strong>&nbsp;Gnammus non \u00e8 soltanto un social network. Marketplace, intelligenza artificiale, ricette, shopping, influencer marketing, prenotazioni ed eventi convivono in un unico ecosistema. Come siete riusciti a integrare cos\u00ec tanti strumenti mantenendo un&#8217;esperienza semplice per l&#8217;utente?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Marco Zanardi o Alessio Luparelli:<\/strong>&nbsp;Con tanta progettazione e lavoro. Dietro Gnammus c&#8217;\u00e8 una tecnologia molto pi\u00f9 complessa di quello che sembra: intelligenza artificiale, machine learning, traduzione automatica, ma l&#8217;utente non vede nulla di tutto questo. Vede solo un feed che gli propone la ricetta giusta, una foto in cui gli allergeni vengono riconosciuti automaticamente, un contenuto che capisce anche se pubblicato in un&#8217;altra lingua. Un ecosistema di tool senza inutili tecnicismi, senza perdite di tempo e con soli contenuti e servizi rilevanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La complessit\u00e0 deve rimanere un problema nostro, non dell&#8217;utente. Un content creator a Tokyo pubblica una ricetta tradizionale in giapponese, un appassionato a Milano la trova, la legge in italiano e sa gi\u00e0 quali ingredienti sostituire per trovarli al mercato sotto casa, senza che nessuno dei due si accorga che in mezzo c&#8217;\u00e8 un motore di traduzione e adattamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 lo stesso principio con cui i migliori prodotti tech vincono: sotto il cofano la tecnologia \u00e8 complessa, ma la macchina si guida senza sforzi. Questa \u00e8 anche una barriera competitiva vera: chiunque pu\u00f2 mettere assieme un feed, pochi possono costruire quello che c&#8217;\u00e8 sotto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessandra D&#8217;Amato:<\/strong>&nbsp;State sviluppando anche un modello di AI proprietario addestrato su dati verticali del Food &amp; Beverage. Quali benefici offrir\u00e0 rispetto ai modelli generalisti?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Benedetto Persico:<\/strong> Un modello generalista non basta a sostenere la nostra proposta di valore. Gnammus-AI deve essere l&#8217;amico esperto che ti conosce: sa cosa ti piace, capisce il contesto culturale di una ricetta, sa suggerire l&#8217;abbinamento giusto. Questo livello di competenza verticale nasce solo da dati verticali, non da un modello addestrato su tutto il contenuto del web.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo per noi \u00e8 anche una barriera competitiva reale: pi\u00f9 utenti usano Gnammus, pi\u00f9 il nostro modello migliora rispetto a qualsiasi player generalista. \u00c8 un vantaggio che si rafforza nel tempo e che nessun competitor pu\u00f2 replicare semplicemente con pi\u00f9 potenza di calcolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono poi due vantaggi molto concreti sul lato business: un modello ottimizzato e verticale costa significativamente meno da mantenere rispetto a un modello generalista enorme; questo si traduce direttamente in margini migliori man mano che scaliamo. E gestire dati e modelli in autonomia ci d\u00e0 pieno controllo su privacy e conformit\u00e0 regolatorie, un punto su cui i nostri utenti business (produttori, ristoratori, chef\u2026) sono particolarmente sensibili quando condividono dati proprietari sulla piattaforma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessandra D&#8217;Amato:<\/strong>&nbsp;Il vostro team \u00e8 composto prevalentemente da ingegneri, sviluppatori e data scientist. Quanto conta avere competenze tecnologiche costruite internamente invece di affidarsi a fornitori esterni?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessio Luparelli:<\/strong> Avere un forte know-how tecnologico interno \u00e8 per noi una scelta strategica: ci garantisce visione condivisa, adattabilit\u00e0 e velocit\u00e0 di esecuzione, decisivi per rispondere in tempo reale alle richieste del mercato. Forse l&#8217;aspetto pi\u00f9 importante \u00e8 quello umano: chi sviluppa una propria tecnologia dall&#8217;interno non si limita a eseguire un compito, costruisce il proprio progetto. Questo spinge a trovare sempre le soluzioni migliori, con un commitment e una cura al dettaglio impossibili da trovare anche nel miglior fornitore esterno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessandra D&#8217;Amato:<\/strong>&nbsp;Siete un gruppo di professionisti con esperienze molto diverse. Cosa vi ha convinto che fosse il team giusto per affrontare una sfida cos\u00ec ambiziosa?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Marco Zanardi:<\/strong> Il team non \u00e8 capitato, \u00e8 stato costruito con grande attenzione. Ci siamo circondati di soci e colleghi che condividessero non solo competenze, ma la stessa passione pura per ci\u00f2 che stiamo costruendo: persone capaci di completare le nostre competenze e valorizzare i nostri punti di forza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gnammus \u00e8 stato realizzato interamente in RTLP, la societ\u00e0 nata appositamente per questo progetto: ogni attivit\u00e0 chiave, il know-how e l&#8217;architettura tecnologica sono stati sviluppati internamente, con un unico obiettivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per farlo, siamo dovuti andare ben oltre le nostre competenze di partenza, portando a bordo profili che oggi ci rendono quel team molto variegato: dal data scientist all&#8217;esperto di diritto digitale, dall&#8217;ingegnere informatico allo specialista di User Experience.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessandra D&#8217;Amato:<\/strong>&nbsp;Il lancio ufficiale \u00e8 avvenuto al Senato della Repubblica con il supporto di Coldiretti, Campagna Amica, chef stellati, influencer, universit\u00e0 e istituzioni. Che significato ha avuto per voi ricevere una validazione cos\u00ec importante ancora prima della crescita commerciale?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Marco Zanardi:<\/strong> Presentare Gnammus al Senato \u00e8 stato un momento importante tanto per la cornice in s\u00e9, che ci ha permesso di validare l&#8217;interesse nei confronti del progetto anche da parte delle istituzioni, quanto per quello che ha confermato: che la direzione presa non era solo corretta, ma attesa dal settore. L&#8217;adesione entusiasta dei nostri partner e l&#8217;attenzione di media e operatori istituzionali ci hanno dato un segnale chiaro prima ancora di avere numeri di crescita commerciale a supporto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E si \u00e8 tradotto in qualcosa di concreto: da quel momento abbiamo ricevuto interesse diretto da investitori, aziende e consorzi che vogliono collaborare con Gnammus, il vero valore di quella giornata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessandra D&#8217;Amato:<\/strong>&nbsp;Quali saranno le milestone pi\u00f9 importanti che intendete raggiungere nei prossimi dodici mesi?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Marco Zanardi:<\/strong>&nbsp;Ci attendono passaggi molto concreti nei prossimi mesi, che segneranno l&#8217;evoluzione di Gnammus sia sul fronte prodotto che su quello di mercato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul prodotto, stiamo lavorando su diverse direttrici, tra cui: l&#8217;introduzione dei gruppi per favorire la nascita di micro-community, la certificazione dei profili business per dare pi\u00f9 fiducia e visibilit\u00e0 a ristoratori e produttori, l&#8217;estensione delle funzionalit\u00e0 AI per un&#8217;esperienza sempre pi\u00f9 personalizzata e l&#8217;introduzione degli eventi, con la possibilit\u00e0 di estendere la community anche fuori dalla piattaforma e fornire nuovi servizi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul mercato, l&#8217;obiettivo \u00e8 duplice: continuare a far crescere la user base sia consumer che business in Italia e avviare l&#8217;espansione internazionale in tre mercati esteri. Stiamo anche concretizzando accordi di partnership con alcuni consorzi e associazioni, che attrarranno nuovi business certificati sulla piattaforma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessandra D&#8217;Amato:<\/strong>&nbsp;Se tutto andr\u00e0 secondo il piano, dove immaginate Gnammus tra cinque anni?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Marco Zanardi:<\/strong>&nbsp;Installato su centinaia di milioni di dispositivi e usato quotidianamente da milioni di business in tutto il mondo. Il nostro obiettivo \u00e8 diventare la piattaforma Top of Mind per il Food &amp; Beverage: che un utente voglia cercare un ristorante o condividerne l&#8217;esperienza, decidere cosa preparare per cena o che bottiglia aprire, pianificare la spesa settimanale o semplicemente svagarsi, deve trovare naturale aprire Gnammus.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una piattaforma a disposizione di tutti: ristoratori, produttori, chef, consumatori, persone di culture e background diversissimi tra loro, trovano su Gnammus uno spazio comune dove parlano la stessa lingua, quella del cibo. Il nostro compito \u00e8 togliere ogni frizione da questo incontro, lasciando solo il piacere: quello di scoprire, cucinare, condividere e fare business attorno a ci\u00f2 che amiamo di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessandra D&#8217;Amato:<\/strong>&nbsp;Perch\u00e9 questo \u00e8 il momento migliore per entrare nel capitale della societ\u00e0?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Marco Zanardi:<\/strong>&nbsp;Perch\u00e9 abbiamo appena superato la fase pi\u00f9 rischiosa, quella di realizzazione, e siamo all&#8217;inizio di quella in cui il valore si costruisce pi\u00f9 velocemente: la crescita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il prodotto \u00e8 passato da MVP a inizio 2026, a beta test a maggio, fino al lancio ufficiale sugli store in occasione dell&#8217;evento al Senato. Da allora abbiamo i primi riscontri sul campo: feedback positivo da utenti e creator e interesse concreto da parte di diverse aziende. Non serve scommettere su un&#8217;idea, quella parte \u00e8 conclusa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quello che abbiamo costruito non \u00e8 un punto di arrivo, ma di partenza. Il mercato si sta muovendo esattamente nella direzione in cui abbiamo costruito Gnammus e ora \u00e8 il momento di coglierne l&#8217;opportunit\u00e0: la prossima fase \u00e8 espansione della base utenti, partnership commerciali e ingresso in nuovi mercati, in parallelo al continuo affinamento della nostra AI proprietaria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Resta, come in ogni startup, l&#8217;alea dell&#8217;investimento, ma crediamo che questo sia il momento con il miglior rapporto tra rischio e potenziale: il rischio tecnico \u00e8 alle spalle, la crescita \u00e8 ancora tutta davanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessandra D&#8217;Amato:<\/strong>&nbsp;Come saranno impiegati i prossimi investimenti? Quali saranno le priorit\u00e0 tra sviluppo prodotto, marketing e internazionalizzazione?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Marco Zanardi:<\/strong>&nbsp;I prossimi investimenti saranno allocati su tutti e tre i fronti, ma con una priorit\u00e0 chiara: i nostri piani prevedono che siano il prodotto, le partnership strategiche e il rapporto con le community esistenti a favorire la crescita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Continueremo a sviluppare funzionalit\u00e0 che rendono Gnammus sempre pi\u00f9 utile e indispensabile per chi lo usa, a costruire partnership e a farci conoscere. Riteniamo che un prodotto che trattiene chi arriva e che genera un solido passaparola ci far\u00e0 crescere in modo duraturo, oltre che efficiente. In questo scenario, le campagne di marketing massimizzeranno la loro efficacia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;internazionalizzazione seguir\u00e0 la stessa logica: non un&#8217;espansione a colpi di budget pubblicitario, ma mercato per mercato, appoggiandoci a partnership locali che ci diano credibilit\u00e0 e community gi\u00e0 pronte ad accoglierci. Il risultato, una piattaforma che diventa punto di riferimento per il F&amp;B, prima in Italia e poi a livello globale, sar\u00e0 una conseguenza naturale di questo approccio, non l&#8217;obiettivo di una campagna di comunicazione miliardaria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessandra D&#8217;Amato:<\/strong>&nbsp;Vorrei chiudere con una frase da completare. &#8220;Tra dieci anni saremo soddisfatti se Gnammus avr\u00e0&#8230;&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Marco Zanardi:<\/strong>&nbsp;\u2026messo in contatto milioni di sconosciuti attraverso la passione per il cibo (dopo tutto \u00e8 la mission aziendale: Recipes To Link People).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/landing.gnammus.com\">https:\/\/landing.gnammus.com<\/a><\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-post-featured-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1745\" height=\"1304\" src=\"https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/IMG_6990.jpeg\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" alt=\"\" style=\"object-fit:cover;\" srcset=\"https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/IMG_6990.jpeg 1745w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/IMG_6990-300x224.jpeg 300w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/IMG_6990-1024x765.jpeg 1024w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/IMG_6990-768x574.jpeg 768w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/IMG_6990-1536x1148.jpeg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 1745px) 100vw, 1745px\" \/><\/figure>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalla passione per la cucina alla costruzione di una piattaforma innovativa che unisce social networking,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":8003,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[138],"tags":[],"class_list":["post-8002","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-intervista"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/IMG_6990.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8002","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8002"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8002\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8008,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8002\/revisions\/8008"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8003"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8002"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8002"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8002"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}