{"id":6941,"date":"2025-07-17T14:00:36","date_gmt":"2025-07-17T12:00:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/?p=6941"},"modified":"2025-07-17T14:05:42","modified_gmt":"2025-07-17T12:05:42","slug":"ohana-means-family-even-on-wi-fi-lutopia-digitale-delle-famiglie-tra-abbracci-virtuali-e-like-che-sanno-di-biscotti-fatti-in-casa-di-alessandra-damato-editor-in-chief-startup-magazine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/2025\/07\/17\/ohana-means-family-even-on-wi-fi-lutopia-digitale-delle-famiglie-tra-abbracci-virtuali-e-like-che-sanno-di-biscotti-fatti-in-casa-di-alessandra-damato-editor-in-chief-startup-magazine\/","title":{"rendered":"Ohana Means Family (Even on Wi-Fi): L\u2019utopia digitale delle famiglie, tra abbracci virtuali e like che sanno di biscotti fatti in casa &#8211; di Alessandra D&#8217;Amato Editor in Chief Startup Magazine"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 un detto che mi piace particolarmente, tanto antico quanto universale: <em>\u201cCi vuole un villaggio per crescere un bambino.\u201d<\/em> Eppure, nelle metropoli affollate e nei super loft dove il frigorifero con dispenser d\u2019acqua ha pi\u00f9 voce in capitolo di una nonna calabrese, il villaggio sembra essersi perso. Sparito. Smaterializzato. \u00c8 rimasto solo il microonde. O Alexa, se vi va bene.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo clima da isolamento connesso, tra una call su Zoom e una crisi esistenziale al supermercato nel reparto pappe, nasce <strong>Ohana \u2013 The Family Circle<\/strong>, la prima piattaforma digitale italiana che prova a ricostruire quel villaggio ma con la fibra ottica al posto delle siepi e i gruppi WhatsApp al posto delle chiacchiere sul pianerottolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ohana \u2013 s\u00ec, proprio come nel film della Disney in cui gli alieni imparano che <em>nessuno viene lasciato indietro<\/em> \u2013 \u00e8 un progetto che ha il sapore dolce-amaro di quei biscotti un po\u2019 bruciacchiati che si fanno con i bambini la domenica pomeriggio. Una piattaforma per famiglie, fondata da <strong>Maria Paola Carlucci<\/strong>, che offre uno spazio per condividere esperienze, problemi, gioie e \u2013 perch\u00e9 no \u2013 qualche consiglio su svezzamenti e pannolini lavabili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019idea \u00e8 semplice: costruire legami! Fare in modo che le mamme e i pap\u00e0 non si sentano pi\u00f9 soli a gestire tutto, dagli incubi notturni alle tabelline, passando per le crisi adolescenziali ma possano contare su una community digitale che supporta, ascolta e magari fa pure una battuta su quanto sia cambiato il concetto di \u201ctempo libero\u201d (spoiler: non esiste pi\u00f9!).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viviamo in un\u2019epoca curiosa, a met\u00e0 tra l\u2019iperconnessione e la solitudine cronica. Siamo capaci di ordinare sushi alle tre del mattino ma non conosciamo il cognome del vicino del terzo piano. La pandemia ha solo accelerato questo paradosso: ci ha intrappolato dentro casa, abbiamo scorso difetti mai visti prima e quindi l&#8217;abbiamo resa ancora pi\u00f9 inglobante &#8211; magari ristrutturata grazie a Pinterest e a un architetto con la sindrome dell\u2019open space &#8211; ma ci ha lasciati fuori dalle relazioni autentiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ohana nasce proprio da questa frattura: dalla constatazione che siamo animali sociali intrappolati in calendari Google. La tecnologia non \u00e8 pi\u00f9 (solo) uno strumento, \u00e8 diventata l\u2019ambiente in cui respiriamo affetti, identit\u00e0 e connessioni. \u00c8 il nostro nuovo cortile. Il problema \u00e8 che, a forza di digitalizzare la vicinanza, rischiamo di dimenticare come si da un abbraccio vero.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Alienazione 2.0: benvenuti nella <em>social mania<\/em><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019antropologa inventata dentro di me, si chiede se tutto questo non abbia un retrogusto inquietante. I social media, lo sappiamo, sono nati per connettere ma troppo spesso diventano il contrario: <em>specchi deformanti<\/em> che ci restituiscono un&#8217;immagine idealizzata, ritoccata, filtreggiata (s\u00ec, ho appena coniato un verbo) della realt\u00e0. Ohana ha il merito di provare a invertire questa tendenza: niente filtri, solo storie vere. Anche quelle con i pannolini esplosi in macchina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma attenzione: <strong>piattaforma non \u00e8 villaggio.<\/strong> \u00c8 un inizio, non una fine! Perch\u00e9 anche se possiamo trovare conforto in uno scambio su Telegram o in un post sul forum delle mamme stanche, il rischio \u00e8 di sostituire l\u2019incontro con il ping, la chiacchiera con la notifica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come direbbe il filosofo <strong>Byung-Chul Han<\/strong> che, sospetto, non abbia mai provato a calmare un bambino di tre anni con un iPad scarico, la societ\u00e0 digitale ci ha trasformati in soggetti iper-performanti, in cerca costante di riconoscimento. Un like alla volta. Una condivisione alla volta. Ma un algoritmo non potr\u00e0 mai sapere quando hai davvero bisogno di una spalla su cui piangere. O di un\u2019amica che ti dica: \u201cTranquilla, oggi li metto io i bambini davanti a <em>Peppa Pig<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il lato B (come Bambini, Benessere, Burocrazia)<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il mio lavoro \u00e8 fatto di pitch, Excel e salvaslip mentali ma se alzo un attimo lo sguardo non posso ignorare la parte \u201cseria\u201d della faccenda. Le implicazioni psicologiche, sociali e anche legali dell\u2019uso \u2013 e abuso \u2013 delle piattaforme digitali sono enormi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viviamo in un far west normativo dove il GDPR cerca di metterci una pezza mentre le aziende tech progettano app con <strong>design addictivo<\/strong>, ovvero fatte apposta per tenerti l\u00ec, scroll dopo scroll, come se stessi cercando il Santo Graal tra le stories. E se l\u2019utente medio adulto ci casca, immaginiamoci un tredicenne con l\u2019autostima ballerina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La startup Ohana, per fortuna, va in una direzione diversa: costruisce una community fondata sul <strong>supporto, non sulla dipendenza.<\/strong> Su relazioni vere, anche se digitali. Su tempo condiviso, non consumato. Ma serve consapevolezza. E anche qualche regola in pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel mondo ideale, ogni famiglia avrebbe accanto una zia premurosa, un amico pronto con il Tupperware e un parco giochi a 5 minuti a piedi. Ma visto che il mondo ideale \u00e8 in ferie da decenni, ben venga Ohana. \u00c8 un ponte. Un esperimento. Una mano tesa con uno smartphone.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non sostituir\u00e0 mai il villaggio. Ma forse, per chi si sente perso, pu\u00f2 essere il primo passo per ritrovarlo. O per costruirne uno nuovo. Sempre un like alla volta, certo. Ma anche una risata, un consiglio, un &#8220;ci sono anch\u2019io&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E in un\u2019epoca in cui siamo sempre <em>connessi ma disconnessi<\/em>, trovare qualcuno che ci ascolta, che capisce cosa significa essere genitori senza rete (Wi-Fi a parte), \u00e8 gi\u00e0 un piccolo miracolo. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Digitale, s\u00ec. Ma pur sempre umano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Torno a mettere il rossetto da redazione, pronta per la prossima incursione di video call, pitch e brillanti paradossi digitali, perch\u00e9 l&#8217;umanit\u00e0 in beta test \u00e8 la mia passione!!!<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:24% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/WhatsApp-Image-2024-10-18-at-17.27.00-768x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6841 size-full\" srcset=\"https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/WhatsApp-Image-2024-10-18-at-17.27.00-768x1024.jpeg 768w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/WhatsApp-Image-2024-10-18-at-17.27.00-225x300.jpeg 225w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/WhatsApp-Image-2024-10-18-at-17.27.00-1152x1536.jpeg 1152w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/WhatsApp-Image-2024-10-18-at-17.27.00-1024x1365.jpeg 1024w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/WhatsApp-Image-2024-10-18-at-17.27.00.jpeg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessandra D&#8217;Amato<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Editor in Chief Startup Magazine <\/em><\/strong><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-post-featured-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1004\" height=\"731\" src=\"https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Logo-Positivo_bagliore.png\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" alt=\"\" style=\"object-fit:cover;\" srcset=\"https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Logo-Positivo_bagliore.png 1004w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Logo-Positivo_bagliore-300x218.png 300w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Logo-Positivo_bagliore-768x559.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1004px) 100vw, 1004px\" \/><\/figure>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 un detto che mi piace particolarmente, tanto antico quanto universale: \u201cCi vuole un villaggio&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":6944,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[410],"tags":[],"class_list":["post-6941","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-l-editoriale-di-alessandra-damato"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Logo-Positivo_bagliore.png","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6941","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6941"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6941\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6945,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6941\/revisions\/6945"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6944"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6941"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6941"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6941"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}