{"id":6917,"date":"2025-07-16T08:30:00","date_gmt":"2025-07-16T06:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/?p=6917"},"modified":"2025-07-15T16:36:20","modified_gmt":"2025-07-15T14:36:20","slug":"verso-il-demo-day-di-dock-startup-lab-andrea-dal-piaz-racconta-la-visione-e-la-sfida-di-formare-gli-innovatori-di-domani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/2025\/07\/16\/verso-il-demo-day-di-dock-startup-lab-andrea-dal-piaz-racconta-la-visione-e-la-sfida-di-formare-gli-innovatori-di-domani\/","title":{"rendered":"Verso il Demo Day di Dock Startup Lab : Andrea Dal Piaz racconta la visione e la sfida di formare gli innovatori di domani"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Economista, docente e direttore di Dock Startup Lab, Andrea Dal Piaz guida ogni anno 100 talenti nella creazione di startup ad alto impatto. In questa intervista, ci parla dell\u2019approccio del programma, dell\u2019importanza del Demo Day e del futuro dell\u2019imprenditorialit\u00e0 tra formazione, inclusione e visione globale<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"344\" src=\"https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Logo-Dock-Startup-Lab2-1024x344.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-6922\" srcset=\"https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Logo-Dock-Startup-Lab2-1024x344.png 1024w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Logo-Dock-Startup-Lab2-300x101.png 300w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Logo-Dock-Startup-Lab2-768x258.png 768w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Logo-Dock-Startup-Lab2.png 1080w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessandra D&#8217;Amato:<\/strong> Andrea, \u00e8 un piacere averti qui con noi! Partiamo da <strong><em>Dock Startup Lab<\/em><\/strong>: cosa distingue questo programma da altri percorsi di incubazione o accelerazione?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Andrea Dal Piaz:<\/strong> Quello che rende unico Dock Startup Lab \u00e8 il nostro approccio &#8216;founder-first&#8217;. A differenza degli altri incubatori e acceleratori, noi non selezioniamo progetti imprenditoriali, ma persone. Ragazzi e ragazze con le capacit\u00e0 e la voglia di cambiare il mondo. La ricetta segreta \u00e8 metterli tutti insieme e renderli complici del successo l\u2019uno dell\u2019altra. Nella prima parte del programma, i 100 partecipanti sono chiamati a scegliere le persone con cui lavorare <strong>alla definizione<\/strong> e allo sviluppo di un\u2019idea imprenditoriale. Dedichiamo un intero mese a questa fase, perch\u00e9 la scelta dei co-founder \u00e8 forse l\u2019aspetto pi\u00f9 importante (e spesso pi\u00f9 sottovalutato). L\u2019idea cambier\u00e0 molte volte, ma i soci in linea di massima rimarranno quelli.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessandra D&#8217;Amato:<\/strong> Il <strong><em>Demo Day di oggi, 16 luglio <\/em><\/strong>rappresenta il culmine del percorso. Cosa ti aspetti da questa edizione?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Andrea Dal Piaz:<\/strong> Questa \u00e8 l\u2019ottava edizione di Dock Startup Lab. Nel corso degli anni, man mano che la nostra iniziativa \u00e8 diventata pi\u00f9 conosciuta, \u00e8 aumentata la competitivit\u00e0 della selezione in ingresso e, di conseguenza, la qualit\u00e0 dei progetti di startup. A questo si aggiunge il fatto che l\u2019AI e i tanti tool no-code hanno permesso di velocizzare enormemente le possibilit\u00e0 di realizzare prodotti digitali, dunque i team sono stati in grado di fare pi\u00f9 cicli di validazione del solito e fare anche pi\u00f9 di un pivot durante i quattro mesi di programma. Mi aspetto quindi un Demo Day con soluzioni pi\u00f9 avanzate, seppure appena nate (anzi, ancora in gestazione), dove gli investitori e le aziende presenti inizieranno a contendersi le startup pi\u00f9 promettenti.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessandra D&#8217;Amato:<\/strong> Dock si definisce una &#8220;bussola&#8221; per le startup in fase iniziale. Qual \u00e8, secondo te, la qualit\u00e0 pi\u00f9 importante che un fondatore dovrebbe sviluppare per mantenere la rotta?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Andrea Dal Piaz:<\/strong> Capacit\u00e0 di ascolto, determinazione, ottimismo e metodo. Capacit\u00e0 di ascolto verso i bisogni dei clienti, verso i feedback di altri imprenditori ed esperti, e verso gli altri componenti del proprio team. Determinazione, per tenere la barra dritta durante le intemperie. Ottimismo, perch\u00e9 altrimenti non ci si imbarca proprio in un\u2019avventura con scarse possibilit\u00e0 di riuscita\u2026 Infine, il metodo: durante il nostro programma, implementiamo cicli di prototipazione e feedback estremamente rapidi. I fondatori che mantengono la rotta sono quelli che non si accontentano di ipotesi: ogni assunzione deve essere testata sul campo. Creiamo una cultura dove sperimentare e fallire rapidamente \u00e8 un vantaggio competitivo, non una debolezza. La bussola pi\u00f9 affidabile \u00e8 quella che combina velocit\u00e0 di esecuzione con solidit\u00e0 delle fondamenta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessandra D&#8217;Amato:<\/strong> Ogni anno selezionate <strong><em>100 talenti<\/em><\/strong> da centinaia di candidature. Quali sono i criteri pi\u00f9 importanti per voi nella selezione? E cosa rende un team davvero promettente?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Andrea Dal Piaz:<\/strong> Ogni anno raccogliamo circa <strong><em>300 CV e lettere motivazionali<\/em><\/strong>, li leggiamo uno a uno e selezioniamo i pi\u00f9 motivati e i pi\u00f9 competenti nel loro ambito. Per quanto possibile, cerchiamo di identificare anche alcune soft skill, come la capacit\u00e0 di lavorare in gruppo, la curiosit\u00e0, la motivazione ad apprendere rapidamente e la propensione a mettere in discussione le proprie assunzioni. Il mix di competenze, culture ed esperienze crea un terreno estremamente fertile per lo scambio e la rapida evoluzione delle idee.<br>Un team promettente per noi \u00e8 quello che parte da problemi reali e quantificabili. Non visionari astratti che vogliono &#8220;migliorare la sostenibilit\u00e0&#8221;, ma team che sanno dire &#8220;ridurre del 30% il tempo per produrre una certificazione di sostenibilit\u00e0&#8221; o &#8220;ottimizzare del 70% il tempo di rendering delle esportazioni 3D&#8221;, per citare due team di questa edizione. La differenza sta nella concretezza e nella capacit\u00e0 di misurare l&#8217;impatto fin dall&#8217;inizio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessandra D&#8217;Amato:<\/strong> Il tuo percorso ha un forte imprinting internazionale e sociale: da Douala in Camerun, a iniziative per rifugiati, fino al lavoro sulla microfinanza. In che modo queste esperienze influenzano oggi il tuo lavoro con Dock e con Unfold Tomorrow?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Andrea Dal Piaz:<\/strong> Il filo conduttore alla base del mio percorso \u00e8 rimasto sempre lo stesso: il riscatto sociale. Chiaramente, tra i rifugiati, il passaggio dalla fuga dal proprio Paese a costruirsi una propria realt\u00e0 e assumere delle persone qui in Italia era dirompente. Ma anche dare a studenti e ricercatori competenti e motivati (di qualsiasi estrazione sociale) la prospettiva e le possibilit\u00e0 di poter costruire i propri sogni e proporre una nuova visione del mondo, basata sui propri valori, \u00e8 un passaggio che pu\u00f2 portare con s\u00e9 un enorme cambiamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessandra D&#8217;Amato:<\/strong> Il concetto di &#8220;contaminazione&#8221; tra profit e non profit, tra Nord e Sud del mondo, \u00e8 un tema ricorrente nella tua visione. Pensi che oggi l&#8217;ecosistema startup stia andando verso una maggiore ibridazione di modelli?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Andrea Dal Piaz:<\/strong> Personalmente, vivo da sempre al confine tra profit e no-profit (non a caso la mia societ\u00e0 \u00e8 una societ\u00e0 benefit). Tante volte la distinzione \u00e8 meno netta di quella che si pu\u00f2 immaginare. Se si riuscisse veramente a mettere a sistema la metodicit\u00e0 del primo e la passione del secondo, si potrebbero fare grandi cose.<br>Per quanto riguarda Nord e Sud del mondo, \u00e8 una fase di enormi trasformazioni geopolitiche. Penso che il declino degli Stati Uniti d\u2019America come potenza egemone, l\u2019ascesa tecnologica ed economica della Cina, la spinta demografica dell\u2019Africa in netto contrasto con l\u2019invecchiamento dell\u2019Occidente ridisegneranno i contorni dei nostri modelli, compreso quello delle startup.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessandra D&#8217;Amato:<\/strong> Parliamo di educazione: sei <strong><em>docente all&#8217;Universit\u00e0 Roma Tre<\/em><\/strong>. Quanto \u00e8 importante oggi introdurre l&#8217;imprenditorialit\u00e0 come disciplina universitaria? Qual \u00e8 la risposta degli studenti?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Andrea Dal Piaz:<\/strong> Sogno un\u2019universit\u00e0 \u2013 anzi un sistema scolastico \u2013 dove si possano applicare le conoscenze acquisite mentre si studia. Anzi, che favorisca l\u2019apprendimento anche tramite la pratica, le sfide, la creativit\u00e0, il gioco. L\u2019acquisizione delle competenze imprenditoriali \u00e8 uno dei migliori esempi di come la teoria da sola \u00e8 sterile; il ciclo della lean startup parte invece dalla pratica: costruzione e ricerca, misurazione dei risultati e apprendimento.<br>La risposta degli studenti \u00e8 molto gratificante, all\u2019inizio sembrano indispettiti dal fatto di dover mettere alla prova i propri progetti con clienti reali, dovendo fare continuamente interviste, incontri e anche pre-vendite delle proprie soluzioni. Ma poi ci prendono gusto, e cambiano completamente approccio allo studio, con molta pi\u00f9 proattivit\u00e0 e positivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessandra D&#8217;Amato:<\/strong> Cosa consiglieresti a uno studente o ricercatore che vuole intraprendere un percorso imprenditoriale ma non sa da dove iniziare?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Andrea Dal Piaz:<\/strong> Il primo consiglio \u00e8: <strong><em>non iniziare dall&#8217;idea, inizia dal problema<\/em><\/strong>. Troppi aspiranti imprenditori si innamorano di una soluzione prima di aver capito se il problema esiste davvero. Inizia conducendo interviste con potenziali utenti, progetta esperimenti di mercato, costruisci primi prototipi funzionali.<br>Secondo: <strong><em>trova il tuo team complementare il prima possibile<\/em><\/strong>. L&#8217;accelerazione vera di una startup nasce dalla formazione di team con competenze tecniche diverse, ma soprattutto con personalit\u00e0 e approcci che si bilanciano. Non \u00e8 questione di lavorare di pi\u00f9, ma di lavorare con maggiore consapevolezza e passione, circondati da persone positive.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessandra D&#8217;Amato:<\/strong> Valeria Sassi, CEO di Innovatech e managing partner di Accelera Hub, sar\u00e0 tra i giurati del prossimo Demo Day. Quanto \u00e8 importante per i giovani innovatori confrontarsi con figure che rappresentano il ponte tra startup, capitale e mercato?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Andrea Dal Piaz:<\/strong> \u00c8 cruciale. La nostra giuria \u00e8 composta da investitori, partner industriali ed esperti che vedono centinaia di pitch ogni anno e sanno riconoscere gli elementi che rendono scalabile un&#8217;idea. Avere Valeria Sassi in giuria significa offrire ai nostri team uno sguardo diretto su cosa cerca davvero il mercato degli investimenti.<br>La mentorship per ogni team \u00e8 una fase cruciale della validazione. I nostri mentor, provenienti da venture capital, aziende e universit\u00e0, aiutano i team a identificare i punti critici e li guidano verso una validazione sempre pi\u00f9 concreta. Quando una startup esce da Dock, non \u00e8 solo un&#8217;idea brillante \u2013 \u00e8 un progetto con una value proposition chiara, un business model pre-testato e un team che sa come muoversi nel mondo degli investimenti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"997\" height=\"433\" src=\"https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Logo-Unfold-Tomorrow2.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-6923\" style=\"width:784px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Logo-Unfold-Tomorrow2.png 997w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Logo-Unfold-Tomorrow2-300x130.png 300w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Logo-Unfold-Tomorrow2-768x334.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 997px) 100vw, 997px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessandra D&#8217;Amato:<\/strong> <strong><em>Unfold Tomorrow<\/em><\/strong> si propone come network globale per supportare lo sviluppo internazionale delle startup. Qual \u00e8 la vostra visione a lungo termine?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Andrea Dal Piaz:<\/strong> Unfold Tomorrow ha sviluppato un ecosistema che accompagna i founder dall&#8217;idea iniziale fino alle prime fasi di maturazione delle startup. Oltre a Dock, abbiamo i nostri Sprint Program intensivi di 4-6 mesi per startup che hanno gi\u00e0 superato la validazione iniziale, stiamo creando strumenti finanziari per facilitare l&#8217;accesso ai capitali pre-seed e conduciamo ricerca continua sull&#8217;educazione all&#8217;imprenditorialit\u00e0.<br>La visione a lungo termine \u00e8 rendere totalmente fluido il percorso di supporto alle startup, dalla nascita allo sviluppo, passando per il fundraising, il venture clienting e un network industriale sempre pi\u00f9 esteso e integrato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessandra D&#8217;Amato:<\/strong> In un mondo in continua trasformazione, qual \u00e8, secondo te, il ruolo che un incubatore dovrebbe avere nei prossimi dieci anni?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Andrea Dal Piaz:<\/strong> <strong><em>Gli incubatori del futuro dovranno essere catalizzatori di ecosistemi<\/em><\/strong>, non solo acceleratori di singole startup. Il nostro ruolo sar\u00e0 creare ambienti dove l&#8217;innovazione possa nascere in tutte le sue forme, fornendo agli imprenditori gli strumenti, le risorse e il supporto necessari per competere a livello globale.<br>La chiave sar\u00e0 mantenere quell&#8217;approccio che integra tutte le iniziative: dalla pre-incubazione ai programmi di crescita, dagli strumenti finanziari alla ricerca educativa. I nostri alumni rimangono parte della famiglia Dock anche dopo il programma \u2013 \u00e8 questa continuit\u00e0 che permette di costruire un ecosistema maturo che sa che fare startup non \u00e8 solo avere un&#8217;idea, ma \u00e8 un mestiere che si perfeziona nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessandra D&#8217;Amato:<\/strong> Una domanda personale: qual \u00e8 la sfida pi\u00f9 grande che hai affrontato come imprenditore e formatore? E quella che ti ha dato maggiore soddisfazione?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Andrea Dal Piaz:<\/strong> Tecnicamente, imprenditore lo sono diventato solo lo scorso anno, quando \u2013 insieme ai miei soci \u2013 ho dato vita a Unfold Tomorrow Societ\u00e0 Benefit. La prima grande sfida, quella che condivide ogni imprenditore, \u00e8 stata portare Dock Startup Lab sul mercato. Abbiamo avuto la fortuna di incontrare partner lungimiranti, attenti all\u2019innovazione e con un\u2019ottica di sistema come Joule (la scuola di Eni per l\u2019impresa), TP Italia, Sapienza Universit\u00e0 di Roma e Universit\u00e0 Roma Tre. \u00c8 grazie a loro che \u00e8 stata possibile l\u2019edizione 2025 di Dock Startup Lab. Ma soprattutto \u00e8 con loro che stiamo iniziando a mettere a sistema le tante intersezioni, per generare innovazioni a cui non avremmo mai pensato un anno fa.<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sfida pi\u00f9 grande come formatore \u00e8 rimanere sempre aggiornato e adattare i metodi didattici a studenti in grado di acquisire informazioni e sintetizzare concetti complessi chattando con un\u2019AI. La facilit\u00e0 di reperimento delle informazioni pu\u00f2 facilmente illuderci di conoscere e saper applicare, mentre stiamo solo riportando conoscenze ed esperienze di altri (magari nemmeno persone reali).<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La soddisfazione maggiore viene dalle visite che ricevo da chi ha partecipato a Dock negli scorsi anni, e mi racconta che quella che era un\u2019idea ora \u00e8 diventata una realt\u00e0 strutturata, con decine di persone che ci lavorano e prospettive di evoluzione sempre pi\u00f9 interessanti. \u00c8 leggere il messaggio dei founder di una delle startup che mi dicono che hanno preso un investimento che permette loro di lasciare il lavoro e dedicarsi full time alla startup. \u00c8 vedere la crescita umana e professionale di ragazzi che, dopo aver abbandonato la propria idea, tornano a ringraziarmi perch\u00e9 le competenze acquisite durante Dock gli hanno fatto trovare il lavoro che avevano sempre desiderato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessandra D&#8217;Amato:<\/strong> Se potessi trasmettere un solo principio ai giovani che si affacciano oggi al mondo delle startup, quale sarebbe?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Andrea Dal Piaz:<\/strong> Viaggiate, andate a scoprire culture diverse, lasciatevi sorprendere dalla diversit\u00e0 e dalla meraviglia, sperimentate e fallite senza paura di dover trovare subito la strada giusta. Imparare a fallire rapidamente \u00e8 un enorme vantaggio competitivo. Molti ragazzi pensano che per fare startup bisogna aspettare l&#8217;idea perfetta dal primo momento, quasi un&#8217;illuminazione. Meglio invece partire subito, sperimentare rapidamente le ipotesi, cambiare direzione quando i dati lo richiedono, tenendo sempre sott\u2019occhio la bussola dei propri valori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessandra D&#8217;Amato:<\/strong> Grazie, Andrea, per aver condiviso con noi la tua visione e il lavoro che ogni giorno porti avanti con passione. Un in bocca al lupo per il Demo Day e per tutti i futuri viaggi di innovazione targati Dock!<\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-post-featured-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"690\" height=\"690\" src=\"https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Andrea-Dal-Piaz.png.jpg\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" alt=\"\" style=\"object-fit:cover;\" srcset=\"https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Andrea-Dal-Piaz.png.jpg 690w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Andrea-Dal-Piaz.png-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Andrea-Dal-Piaz.png-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 690px) 100vw, 690px\" \/><\/figure>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Economista, docente e direttore di Dock Startup Lab, Andrea Dal Piaz guida ogni anno 100&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":6918,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[138],"tags":[],"class_list":["post-6917","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-intervista"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Andrea-Dal-Piaz.png.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6917","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6917"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6917\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6924,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6917\/revisions\/6924"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6918"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6917"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6917"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6917"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}