{"id":6831,"date":"2025-07-03T13:00:00","date_gmt":"2025-07-03T11:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/?p=6831"},"modified":"2025-07-02T21:13:52","modified_gmt":"2025-07-02T19:13:52","slug":"deepl-la-startup-europea-dellai-che-ha-sfidato-google-nella-traduzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/2025\/07\/03\/deepl-la-startup-europea-dellai-che-ha-sfidato-google-nella-traduzione\/","title":{"rendered":"DeepL, la startup europea dell&#8217;AI che ha sfidato Google nella traduzione"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L&#8217;ad racconta a\u00a0<em>Wired<\/em>\u00a0come una piccola azienda europea sia riuscita a competere con Google e Microsoft nel campo dell&#8217;intelligenza artificiale linguistica, puntando su qualit\u00e0, privacy e una visione della comunicazione globale diversa dagli altri<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre Google voleva tradurre praticamente tutte le lingue del mondo, un informatico polacco in Germania aveva l&#8217;obiettivo di farne magari meno ma sicuramente meglio.&nbsp;<strong>Jarek Kutylowski, founder e ad di DeepL<\/strong>, non immaginava per\u00f2 che la sua intuizione sui&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/intelligenza-artificiale-unicorni-startup\/\">neural network<\/a>&nbsp;avrebbe sfidato i colossi di Mountain View. Oggi&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/deepl-pro-traduzione-automatica\/\">la sua azienda<\/a>&nbsp;serve oltre 100mila clienti enterprise in 228 mercati internazionali con pi\u00f9 di mille dipendenti. Una storia europea di successo nel campo dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.wired.it\/topic\/intelligenza-artificiale\/\">intelligenza artificiale<\/a>&nbsp;che dimostra come&nbsp;<strong>la qualit\u00e0 possa battere la quantit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;<em>Siamo partiti con un altro progetto, un dizionario online, ma poi abbiamo avuto l&#8217;idea di DeepL<\/em>&#8220;,&nbsp;<strong>dice Kutylowski a&nbsp;<em>Wired<\/em>&nbsp;durante una videointervista<\/strong>&nbsp;dagli uffici tedeschi dell&#8217;azienda. &#8220;<em>Abbiamo capito che i neural network stavano rivoluzionando il modo di fare traduzione automatica<\/em>&#8220;. La transizione a DeepL rappresenta uno dei cambi di passo pi\u00f9 riusciti nel panorama tech europeo.&nbsp;<strong>Il momento dell&#8217;intuizione arriva nel 2017<\/strong>, quando Kutylowski decide di puntare tutto sulla traduzione automatica basata su reti neurali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il background del fondatore \u00e8 quello di un informatico puro, non di un linguista. &#8220;<em>I miei insegnanti di francese a scuola non si sarebbero mai aspettati che nella mia vita avrei avuto a che fare con le lingue, soprattutto dal punto di vista professionale<\/em>&#8220;, dice non senza auto-ironia. Eppure&nbsp;<strong>proprio questa prospettiva tecnologica, unita alla sensibilit\u00e0 europea per il multilinguismo<\/strong>, si \u00e8 rivelata la carta fondamentale. L&#8217;approccio di DeepL non si basa sull&#8217;intuizione linguistica ma sulla comprensione matematica dei pattern comunicativi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La scommessa pi\u00f9 audace \u00e8 stata competere direttamente da subito&nbsp;<strong>con Google e poi anche con Microsoft<\/strong>&nbsp;partendo da una piccola citt\u00e0 tedesca. &#8220;<em>\u00c8 sempre stato uno spazio di competizione, c&#8217;erano i big tech all&#8217;inizio con le traduzioni<\/em>&#8220;, dice Kutylowski. &#8220;<em>Ma ci siamo focalizzati sul business, sul lato ad alto valore<\/em>&#8220;.&nbsp;<strong>La strada si \u00e8 rivelata quella giusta<\/strong>: anzich\u00e9 cercare di tradurre tutto per tutti, DeepL ha puntato sulla qualit\u00e0 per il mercato enterprise.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dal focus alla differenziazione europea<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;<em>La traduzione lavora diversamente nel business, devi mettere pi\u00f9 sforzo per arrivare a un risultato differente<\/em>&#8220;, continua il numero uno di DeepL.&nbsp;<strong>L&#8217;azienda ha sviluppato funzionalit\u00e0 specifiche per le esigenze aziendali<\/strong>: gestione del contesto aziendale, terminologie specialistiche, integrazioni enterprise. Non si tratta solo di tradurre frasi isolate ma di comprendere come un&#8217;azienda comunica. Lo stile e la &#8220;voce&#8221;. Questo approccio ha permesso a DeepL di conquistare clienti nel settore finanziario, legale e sanitario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il vantaggio europeo non \u00e8 solo geografico ma&nbsp;<strong>soprattutto culturale<\/strong>. &#8220;<em>Penso che capiamo meglio il problema delle lingue multiple<\/em>&#8220;, dice Kutylowski. &#8220;<em>Riusciamo a interagire con i clienti meglio e pi\u00f9 facilmente, quindi a costruire prodotti migliori<\/em>&#8220;. In un continente dove il multilinguismo \u00e8 la norma, non l&#8217;eccezione,&nbsp;<strong>DeepL ha trovato il terreno fertile per crescere<\/strong>. Le startup europee in questo settore partono gi\u00e0 con una sensibilit\u00e0 diversa rispetto alle controparti americane.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;azienda ha raggiunto la profittabilit\u00e0 &#8220;<em>da un bel po&#8217;<\/em>&#8220;, come conferma il ceo,&nbsp;<strong>senza dover seguire il modello silicon valley di crescita bruciando capitali<\/strong>. &#8220;<em>Seguiamo un modello in cui non si spendono tantissimi soldi come investimento, come invece accade in molte startup<\/em>&#8220;, dice. &#8220;<em>Questo perch\u00e9 siamo in grado di essere efficienti nel mercato, attrarre i clienti ed essere profittevoli molto velocemente<\/em>&#8220;. Questo approccio sostenibile rappresenta un&#8217;alternativa al modello americano di&nbsp;<em>scale-at-all-costs<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il modello economico si basa principalmente sul mercato business. &#8220;<em>Adesso il mercato aziendale e professionale \u00e8 per noi quello pi\u00f9 rilevante economicamente<\/em>&#8220;, dice Kutylowski.&nbsp;<strong>Il mercato dei consumatori rimane importante come bacino &#8220;prosumer&#8221;<\/strong>, ma la crescita economica arriva dalle aziende che&nbsp;<strong>utilizzano DeepL per le comunicazioni internazionali<\/strong>. La differenziazione dal modello freemium puro di Google Translate ha permesso di costruire una base di ricavi ricorrenti solida.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;innovazione tecnologica che fa la differenza<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;abbandono del modello &#8220;pivot inglese&#8221;, cio\u00e8 di usare l&#8217;inglese come lingua intermedia,&nbsp;<strong>rappresenta una delle innovazioni pi\u00f9 significative di DeepL<\/strong>. &#8220;<em>I nuovi modelli non sono pi\u00f9 pivot con l&#8217;inglese<\/em>&#8220;, dice Kutylowski, cio\u00e8 fanno una traduzione diretta ad esempio italiano-polacco senza passare per l&#8217;inglese. &#8220;<em>Eliminare questa lingua intermedia aiuta molto perch\u00e9 non si perdono pi\u00f9 informazioni come si perdevano a ogni salto da lingua a lingua<\/em>&#8220;. Questa architettura diretta&nbsp;<strong>migliora sensibilmente la qualit\u00e0 delle traduzioni<\/strong>&nbsp;tra lingue non anglofone di famiglie diverse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La tecnologia di DeepL si basa su&nbsp;<strong>uno dei cluster di supercomputer pi\u00f9 veloci al mondo<\/strong>, come dice l&#8217;azienda. La piattaforma unisce reti neurali sofisticate alla tecnologia LLM per offrire tempi di risposta molto rapidi.&nbsp;<strong>Nonostante budget inferiori rispetto ai giganti americani<\/strong>, l&#8217;azienda riesce a competere puntando sulla specializzazione. La sfida \u00e8 mantenere l&#8217;innovazione con risorse limitate rispetto a Google e Microsoft.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il linguaggio comune del team non \u00e8 linguistico ma tecnologico: &#8220;<em>Matematica, computer science, AI<\/em>&#8220;, dice Kutylowski. &#8220;<em>Se vogliamo veramente guardare bene, le AI sono principalmente dei problemi tecnologici<\/em>&#8220;.&nbsp;<strong>La componente linguistica rimane importante per capire le esigenze dei clienti, ma l&#8217;approccio \u00e8 fondamentalmente ingegneristico<\/strong>. Questa visione tecnica permette di affrontare la traduzione come un problema computazionale da risolvere con eleganza matematica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;evoluzione da traduzione testuale a DeepL Voice, lanciato a novembre 2024, rappresenta l&#8217;espansione naturale della piattaforma.&nbsp;<strong>Il prodotto offre traduzione vocale per riunioni online e conversazioni in presenza<\/strong>. &#8220;<em>Vogliamo diventare fornitori globali per i nostri clienti di tutto quel che ha a che fare con il linguaggio<\/em>&#8220;, dice Kutylowski. L&#8217;obiettivo \u00e8 coprire tutte le modalit\u00e0 di comunicazione aziendale: testo, voce e le altre tecnologie del futuro.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il mercato italiano e le resistenze all&#8217;adozione<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come tutte le aziende ben strutturate, DeepL si muove sulla base di dati di mercato. Come quelli commissionati con questa&nbsp;<strong>ricerca YouGov condotta da DeepL in Italia a marzo su oltre mille dipendenti e manager<\/strong>, che rivela informazioni interessanti sull&#8217;adozione dell&#8217;AI linguistica nel nostro Paese. Il 60% dei professionisti italiani si sente pi\u00f9 sicuro nell&#8217;usare lingue straniere grazie all&#8217;AI, ma&nbsp;<strong>il 52% non ha mai utilizzato strumenti di traduzione automatica<\/strong>. Le resistenze principali riguardano l&#8217;accuratezza (37%) e la fiducia nei risultati (44%). Un gap di consapevolezza che, commenta Kutylowski, rappresenta al tempo stesso &#8220;una sfida e un&#8217;opportunit\u00e0 di crescita&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il divario generazionale emerge chiaramente:&nbsp;<strong>il 49% degli under 45 considera le difficolt\u00e0 linguistiche un limite<\/strong>&nbsp;al potenziale globale aziendale, contro il 44% degli over 45. I manager utilizzano lingue straniere sul lavoro nel 49% dei casi, contro il 26% degli altri dipendenti. &#8220;<em>Per noi \u00e8 una questione esistenziale, non di espansione come per gli americani<\/em>&#8220;,&nbsp;<strong>dice Kutylowski riguardo al rapporto europeo con le lingue<\/strong>. Il multilinguismo in Europa non \u00e8 un&#8217;opportunit\u00e0 di crescita ma una necessit\u00e0 di sopravvivenza commerciale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La percezione della qualit\u00e0 rimane il fattore critico per l&#8217;adozione enterprise. DeepL ha costruito la sua reputazione proprio sulla precisione superiore rispetto ai concorrenti. &#8220;<em>I modelli general purpose non fanno lavori fatti bene<\/em>&#8220;, dice il ceo,&nbsp;<strong>riferendosi alla competizione con ChatGPT e altri LLM generalisti<\/strong>. La specializzazione nella traduzione permette di offrire risultati pi\u00f9 affidabili per usi professionali critici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">a privacy rappresenta un differenziatore competitivo crescente. &#8220;<em>Il GDPR \u00e8 molto importante, in Germania e nel resto d&#8217;Europa<\/em>&#8220;, dice Kutylowski.&nbsp;<strong>L&#8217;azienda ha fatto della conformit\u00e0 europea un punto di forza commerciale<\/strong>, attirando clienti che maneggiano dati sensibili. Istituti finanziari, studi legali e aziende sanitarie scelgono DeepL anche per le garanzie sulla localizzazione dei dati in Europa.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Geopolitica e visione futura<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono anche altri fattori, come le guerre commerciali con i dazi, che potrebbero avere un impatto diretto (in realt\u00e0 lo stanno gi\u00e0 avendo) nel Vecchio continente. Tuttavia,&nbsp;<strong>le tensioni geopolitiche globali non preoccupano Kutylowski, che mantiene un ottimismo pragmatico<\/strong>. &#8220;<em>Sono ottimista: l&#8217;economia globale trover\u00e0 altri modi per collaborare e quindi bisogno di aiuto per comunicare e tradurre tra i confini<\/em>&#8220;, dice. I flussi commerciali si riorganizzano ma non si fermano:&nbsp;<strong>pi\u00f9 Cina-Europa, meno USA-Cina<\/strong>, sempre pi\u00f9 necessit\u00e0 di traduzione. Le guerre commerciali paradossalmente aumentano il bisogno di strumenti linguistici per navigare nuovi equilibri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sfida principale per il futuro rimane tecnica: &#8220;<em>Raggiungere un livello di qualit\u00e0 delle traduzioni, a livello di quello dei linguaggi pi\u00f9 &#8220;grandi&#8221;, per tutte le coppie linguistiche<\/em>&#8220;, dice il numero uno di DeepL.&nbsp;<strong>Tradurre dall&#8217;inglese al tedesco senza errori \u00e8 diverso dal tradurre dal tedesco al polacco<\/strong>. L&#8217;obiettivo \u00e8 portare tutte le combinazioni linguistiche allo stesso livello qualitativo. Le lingue asiatiche rappresentano la frontiera pi\u00f9 complessa: &#8220;<em>I molti livelli di formalit\u00e0 del giapponese rendono le cose complicate: impossibile rendere molte sfumature in altre lingue europee, ad esempio<\/em>&#8220;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma ci sono anche altre aree di business.&nbsp;<strong>L&#8217;espansione oltre la traduzione pura \u00e8 gi\u00e0 iniziata con DeepL Write Pro<\/strong>, assistente di scrittura basato su AI. &#8220;<em>Vogliamo diventare una piattaforma per gestire le cose connesse al linguaggio<\/em>&#8220;, dice Kutylowski. La visione \u00e8 trasformare DeepL&nbsp;<strong>da traduttore a piattaforma completa per la comunicazione aziendale multilingue<\/strong>. Un&#8217;ambizione che, se realizzata, potrebbe ridefinire la posizione dell&#8217;azienda e creare un modo diverso di intendere il rapporto tra tecnologia e linguaggio nel business globale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Riproduzione: Wired.it<\/em><\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-post-featured-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2240\" height=\"1260\" src=\"https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Jarek-Kutylowski.webp\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" alt=\"\" style=\"object-fit:cover;\" srcset=\"https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Jarek-Kutylowski.webp 2240w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Jarek-Kutylowski-300x169.webp 300w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Jarek-Kutylowski-1024x576.webp 1024w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Jarek-Kutylowski-768x432.webp 768w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Jarek-Kutylowski-1536x864.webp 1536w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Jarek-Kutylowski-2048x1152.webp 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 2240px) 100vw, 2240px\" \/><\/figure>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;ad racconta a\u00a0Wired\u00a0come una piccola azienda europea sia riuscita a competere con Google e Microsoft&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":14,"featured_media":6832,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[28,20],"tags":[],"class_list":["post-6831","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-intelligenza-artificiale","category-tecnologia"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Jarek-Kutylowski.webp","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6831","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/14"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6831"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6831\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6833,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6831\/revisions\/6833"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6832"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6831"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6831"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6831"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}