{"id":6805,"date":"2025-06-27T17:14:50","date_gmt":"2025-06-27T15:14:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/?p=6805"},"modified":"2025-06-27T17:14:51","modified_gmt":"2025-06-27T15:14:51","slug":"startup-program-il-ponte-tra-innovazione-e-capitale-intervista-a-valeria-sassi-ceo-di-innovatech","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/2025\/06\/27\/startup-program-il-ponte-tra-innovazione-e-capitale-intervista-a-valeria-sassi-ceo-di-innovatech\/","title":{"rendered":"STARTUP PROGRAM: IL PONTE TRA INNOVAZIONE E CAPITALE INTERVISTA A VALERIA SASSI, CEO DI INNOVATECH"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>In questa intervista, Valeria Sassi, CEO di Innovatech, racconta la nascita e gli obiettivi dello <strong>Startup Program,<\/strong> l\u2019iniziativa da lei ideata per supportare startup e scale-up nell\u2019accesso ai capitali e alla crescita commerciale. Un viaggio tra finanza, innovazione e networking per accelerare il futuro delle imprese italiane.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessandra D\u2019Amato:<\/strong> Valeria, ci racconta com\u2019\u00e8 nata l\u2019idea dello Startup Program e quale esigenza di mercato ha voluto colmare?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Valeria Sassi: <\/strong>Lo <em>Startup Program<\/em> nasce per affiancare start up innovative nel percorso di espansione che vede la loro trasformazione in Scale up.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il processo di scouting \u00e8 il primo passo verso il successo del Programma. Non tutte le Start up possono necessariamente dimostrare un potenziale, per progetto o per lungimiranza dell\u2019imprenditore, che ci permette di scommettere su di loro e quindi sul rendimento atteso del progetto, calcolato almeno nei primi 5 anni di vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non abbiamo limitazione di settori ma l\u2019unica discriminante \u00e8 che siano aziende che possano ambire ad un percorso importante di crescita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I settori che privilegiamo sono quelli a forte contenuto tecnologico, tecnologia anche correlata ad un forte miglioramento in settori gi\u00e0 strutturati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo <em>Startup Program<\/em> nasce con questo obiettivo; una due diligence attiva che accompagna gli startupper in tutte le fasi di crescita, dalla raccolta di capitali allo sviluppo del volume di affari desiderato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ovviamente il nostro business model nasce e si alimenta tramite l\u2019osservazione empirica dei risultati attesi conseguiti nei 10 anni di investimenti nelle start up innovative. L\u2019ecosistema oggi si sta adeguando all\u2019innovazione, nonostante la \u201csolitudine delle normative\u201d c\u2019\u00e8 una grossa attenzione scritta che va per\u00f2 applicata e implementata. I settori pi\u00f9 innovativi non vengono capiti dal ceto bancario, per esempio, e quindi devono necessariamente ruotare nei tavoli tecnici di investitori lungimiranti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il successo dello <em>Startup Program<\/em> \u00e8 proprio l\u2019affiancamento agli startupper. Oggi la difficolt\u00e0 \u00e8 applicare l\u2019idea e tararla per renderla efficiente almeno nei 5 anni del Business Plan. Anche l\u2019ingresso di capitali, e soprattutto il successivo utilizzo, non \u00e8 cosa semplice. Bisogna avere la capacit\u00e0 di individuare in maniera stratificata le risorse necessarie per mettere a terra i primi investimenti e quindi iniziare a scalare in termini di volume di affari. Difficilmente una start up ha necessit\u00e0 di raccogliere 5 milioni subito, a meno che non sia correlata ad una tecnologia totalmente rivoluzionaria in ambiti chiave dell\u2019economia. Pertanto, saper stratificare l\u2019ingresso di risorse \u00e8 gi\u00e0 un passo importante per lo stato di salute della start up nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto ci\u00f2 \u00e8 racchiuso nelle fasi operative dello <em>Startup Program<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessandra D\u2019Amato:<\/strong> Come definirebbe oggi il ruolo di Innovatech nel panorama dell\u2019innovazione?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Valeria Sassi: <\/strong>Il sottostante alle Innovazioni \u00e8 oggi la velocit\u00e0 di adeguarsi al cambiamento. Impossibile che oggi il processo di cambiamento in atto registri una battuta di arresto. Anzi, continuano a cambiare i contesti. Pensiamo di utilizzare una innovazione e invece dopo un mese \u00e8 gi\u00e0 obsoleta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I giovanissimi vanno accompagnati verso le innovazioni. Bisogna tornare ad incuriosirsi, a guardare l\u2019ambiente circostante perch\u00e9 si innova studiando i bisogni e individuando le soluzioni ad essi connessi. E oggi le innovazioni sono una certezza e si confermano come uno dei principali motori dell\u2019economia italiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019innovazione per\u00f2 va spiegata e va messa a terra abbandonando le visioni auliche e scendendo nella pratica dei numeri e nel guadagno. Spesso gli startupper sottovalutano l\u2019applicazione dell\u2019idea nell\u2019ambito del profitto e della generazione di valore. Uno dei primi passi \u00e8 l\u2019identificazione puntuale del revenue model affinch\u00e9\u2019 sia di chiara applicabilit\u00e0 e rassicuri gli stakeholder sul rendimento atteso degli investimenti. Lo Startup Program ha pertanto il fine \u201cnon aulico\u201d di contribuire al successo dell\u2019idea in termini di fatturato atteso e rendimento nel medio-lungo periodo<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessandra D\u2019Amato:<\/strong> Qual \u00e8 la sua visione a lungo termine per il sostegno alle startup italiane?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Valeria Sassi: <\/strong>Innovatech fa un lavoro stupendo, si affianca agli startupper in un percorso di crescita ed espansione attraverso lo <em>Startup Program<\/em>. Oggi lo startupper non \u00e8 solo il ventenne che ha avuto una intuizione; lo \u00e8, e forse anche di pi\u00f9, il sessantenne che, nonostante abbia vissuto una vita lavorativa e personale totalmente differente dai tempi attuali, ha saputo adeguarsi al cambiamento innovando. Oggi la sfida \u00e8 avere un orizzonte di medio lungo periodo. Non \u00e8 semplice pensare a come rendere l\u2019idea applicabile nel tempo dando per scontata la naturale obsolescenza tecnica imperante. Un\u2019idea di successo oggi \u00e8 molto probabile che non sia pi\u00f9 applicabile nel giro di un anno. \u00c8 necessaria la velocit\u00e0 di applicazione; gli startupper devono cavalcare l\u2019onda diventando imprenditori in brevissimo tempo. E questo \u00e8 l\u2019aiuto che diamo sulla base della nostra esperienza imprenditoriale. La maggior parte delle aziende in crisi oggi lo sono perch\u00e9 non sono state in grado di adeguarsi velocemente al cambiamento reinventandosi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non c\u2019\u00e8 un concetto di ius soli nell\u2019innovazione tecnologica, i processi non si adeguano per effetto statico della tecnologia per cui serve una sensibilizzazione al cambiamento per il tramite dell\u2019apporto umano sull\u2019applicazione della tecnologia nel medio lungo termine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessandra D\u2019Amato:<\/strong> Pu\u00f2 spiegarci nel dettaglio in cosa consiste lo <em>Startup Program<\/em>?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Valeria Sassi: <\/strong>Lo <em>Startup Program<\/em> prevede 6 Fasi volutamente consequenziali: Fase 1 di validazione del progetto imprenditoriale, fase 2 e 3 di raccolta di capitali di debito, fase 4 di raccolta di capitali di rischio, fase 5 di sviluppo commerciale, fase 6 di private equity research.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo<em> Startup Program<\/em> \u00e8 pertanto un processo brevettato che parte dalla validazione del progetto imprenditoriale, disegnandone i confini strategici e il percorso di espansione almeno lungo i 5 anni del BPLAN.\u00a0 Fase fondamentale per l\u2019avvio delle interlocuzioni con gli stakeholder del progetto. Le fasi successive prevedono un mix di raccolta tra debito bancario e capitali di rischio per mettere a terra i primi investimenti correlati alla crescita. Oggi tutto deve essere pianificato e programmato. Anche spendere soldi \u00e8 un tema e va gestito. Il nostro Business model tranquillizza tutte le controparti: l\u2019imprenditore non si espone troppo n\u00e9 come indebitamento n\u00e9 come apertura della compagine sociale; il ceto bancario \u00e8 tranquillizzato dalla due diligence fatta da noi, i fondi si rasserenano con una delibera positiva del ceto bancario.\u00a0 La concatenazione degli strumenti rende il processo di sviluppo rassicurante e perfettamente disegnato sulle esigenze di breve e medio termine degli startupper. I capitali di rischio entrano per il tramite di campagne di equity crowdfunding disegnate dal nostro top management e rivendute alle principali piattaforme di equity crowdfunding in Italia e in Europa. All\u2019accompagnamento per il reperimento di prime risorse in grado di iniziare il processo di espansione si accompagna anche una fase di sviluppo commerciale resa sia attraverso il matching industriale con le 500 aziende nella nostra rete, sia per il tramite di programmi ad hoc.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le fasi sono volutamente consequenziali perch\u00e9 ogni fase portata a compimento \u00e8 propedeutica alla riuscita delle fasi successive. Il Roll out previsto in ogni fase attiene all\u2019osservazione dei risultati raggiunti. Una start up che non raccoglie debito finanziario nei 2 mesi dalla firma del mandato, non significa che non otterr\u00e0 altri capitali. Va semplicemente adeguata la strategia in base alle risultanze di ogni fase. Ci sono ovviamente tempistiche che non sono una attesa immotivata, ma sono motivate dal settaggio dell\u2019approccio per andare in goal nella pianificazione successiva. Non sempre ridurre i tempi \u00e8 indice di successo; soprattutto nelle start up il cui business va spiegato perch\u00e9 fortemente legato ad innovazioni tecnologiche. Naturalmente il percorso \u00e8 customizzabile ma la nostra esperienza industriale ci dice che le Fasi, per come sono state pensate, vanno percorse tutte se si vuole puntare ad una crescita importante nei 5 anni, e non solo al singolo deal di breve periodo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il breve periodo serve per costruire la strategia di medio\/lungo periodo. Di fronte all\u2019insuccesso del breve si costruisce il successo di medio periodo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il fattore tempo \u00e8 cruciale e ricorrente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessandra D\u2019Amato:<\/strong> A chi \u00e8 rivolto il programma e quali caratteristiche devono avere le startup per candidarsi?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Valeria Sassi: <\/strong>Le start up che, a prescindere dall\u2019iscrizione nel registro speciale delle start up innovative, posso ambire ad innovare e crescere sono aziende che innovano in prodotti\/servizi, in processi, in applicazioni diverse di ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 esistente. Innovazione significa contribuire al cambiamento e rendere fluida l\u2019applicazione della stessa sul mercato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche le strat up che efficientano i processi sono innovative perch\u00e9 agiscono nella velocit\u00e0 del cambiamento odierno, nella capacit\u00e0 di liberare tempo e risorse digitalizzando ed efficientando processi basici troppo burocratizzati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi l\u2019Innovazione \u00e8 strettamente correlata alla velocit\u00e0 di adeguarsi al cambiamento. Un\u2019idea innovativa oggi potrebbe non esserlo tra 6 mesi e allora entra in gioco il fattor comune che \u00e8 la diversificazione, l\u2019adeguamento e la velocit\u00e0 di diversificare innovando continuamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche dalle aziende storiche ci si aspetta un contributo in tal senso. Oggi anche le grandi aziende o comunque le PMI gi\u00e0 attive sul mercato, riflettono sul come innovare. Questo non significa che spariranno i business storici ma significa che anche a livello comunicativo, il lancio anche di una piccola innovazione, che pu\u00f2 essere cambiamento della politica prezzi, piuttosto che nuova immagine della azienda, apporta un contributo notevole al core business, rilanciandolo seppur non completamente stravolto nei contenuti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ad ogni core business va associata almeno una linea di business totalmente innovativa, anche se pesa un 20% sul volume di affari globale perch\u00e9 oggi il bisogno e\u2019 ingegnerizzare il cambiamento; rendere fluidi tutti i processi sottostanti e soprattutto coprire i bisogni latenti sul mercato con nuove visioni. Concetti che danno ampio spazio alla creazione di start up apposite.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 poi un discorso \u201ctempo\u201d che va ponderato all\u2019idea. Molte start up hanno bisogno di essere accompagnate al go to market in velocit\u00e0, prima che i competitor arrivino alla stessa intuizione; altre, e sono quelle totalmente innovative e tecnologiche, possono invece diluire il go to market per arrivarci pronte a scalare rapidamente il mercato<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La segmentazione ci ha portato ad identificare i seguenti cluster:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Start up Tecnologiche: principalmente strat up che apportano un significativo cambiamento di tecnologie non esistenti<\/li>\n\n\n\n<li>Start up Tradizionali: principalmente start up che apportano una diversificazione di prodotto o servizi in settori tradizionali e gi\u00e0 esistenti<\/li>\n\n\n\n<li>Start up Imprenditoriali: start up lanciate dal top management di PMI gi\u00e0 ben radicate sul territorio<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessandra D\u2019Amato:<\/strong> Che tipo di supporto concreto ricevono le startup selezionate, in termini di accesso al credito, raccolta di capitali e crescita commerciale?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Valeria Sassi: <\/strong>Terminata la Fase 1 con output finale del set documentale, iniziano le fasi di raccolta a debito e come capitali di rischio. Il. Nostro business model prevede la combinazione dei 2 strumenti perch\u00e9, se pianificati insieme tranquillizzano tutte le parti attive. Le banche hanno la tranquillit\u00e0 della nostra pre-due diligence, gli imprenditori non si indebitano eccessivamente n\u00e9 parcellizzano troppo la compagine sociale. Noi e gli altri fondi nella nostra rete minimizziamo il rischio rendimento con l\u2019istruttoria positiva della banca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 da notare che, in realt\u00e0, anche la finanza bancaria \u00e8 una operazione che definirei mascherata; nel senso che i finanziamenti alle start up godono dell\u00ec80% della garanzia statale e pertanto sono una forma mascherata di raccolta come capitali di rischio dove l\u2019investitore \u00e8 il mercato statale. La combinazione prevede la pianificazione stratificata nel tempo delle risorse da inserire. Difficilmente una start up pu\u00f2 raccogliere 5 milioni subito. Al 90% l\u2019ingresso di risorse va ponderato e correlato agli investimenti. Quindi 500 k subito, significa investimento produttivo e certificazione del primo fatturato correlato agli investimenti. C\u2019\u00e8 poi un tempo tecnico di settaggio al termine del quale sar\u00e0 possibile inserire ulteriori risorse sempre nel medesimo meccanismo e verso la crescita continua dell\u2019azienda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La fase 2-3 e 4 sono pertanto di raccolta combinata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi \u00e8 su tutti i tavoli tecnici la difficolt\u00e0 di acquisizione di capitali soprattutto delle start up tech a contenuto fortemente innovativo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 cruciale la terminologia in qualsiasi processo di ottenimento di fondi. Sia che passi per il tramite di campagne di equity crowdfunding che attraverso operazione di M&amp;A,&nbsp; Accelera Hub interroga la propria rete di investitori dialogando sulla potenzialit\u00e0 dell\u2019idea e certezza di rendimento. Oggi c\u2019\u00e8 un faro acceso sulla modalit\u00e0 di raccolta di capitali. Anche le regole del crowdfunding cambiano e c\u2019\u00e8 un processo, a mio parere, che sta rendendo meritocratico il processo. Oggi i piccoli investitori hanno una via di accesso agli investimenti agevolata perch\u00e9 partecipano al progetto insieme a investitori qualificati che \u201cgarantiscono\u201d il rendimento, facendo da lead investor anche nelle campagne di equity crowdfunding. Questo significa dare spazio a piccoli imprenditori che, per vicinanza del territorio o conoscenza degli imprenditori, decidono di investire direttamente. Pensiamo a quante aziende locali potrebbero trovare nuova vita con dipendenti o concittadini che decidono di investire.&nbsp; C\u2019\u00e8 inoltre oggi un bisogno di chiarezza molto pi\u00f9 evidente. Le piattaforme chiedono analisi puntuale dello scopo della campagna. Ovviamente in questo meccanismo, il nostro dipartimento interno della Fase 4, prepara i termsheet necessari all\u2019avvio della campagna, li sottopone al club investitori per preparare il tessuto di una eventuale campagna di equity crowdfunding, piuttosto che private sale diretto con ingresso di investitori industriali che operano nel medesimo settore o di Business Angel che intravedono l\u2019opportunit\u00e0 di investimento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il nostro dipartimento ha un focus preciso su una delle linee di ricavo della start up, con identificazione chiara di cosa l\u2019azienda far\u00e0 con i capitali investiti e qual \u00e8 il rendimento atteso. Non necessariamente va presentato il progetto nella sua interezza. Basta una chiara identificazione di come l\u2019investimento render\u00e0 sul mercato dal punto di vista del volume di affari generato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel secondo blocco, la selezione degli investitori. Accelera discende dalla consapevolezza che non tutti i progetti di impresa necessitano della medesima tipologia di investitori. Probabilmente una innovazione di prodotto pu\u00f2 vedere l\u2019ingresso di Business Angel persone fisiche, mentre una innovazione tecnologica pu\u00f2 necessitare investitori qualificati che apportano competenze al progetto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli ultimi anni si assiste a sempre pi\u00f9 numerose operazioni di M&amp;A come operazioni di forza che, prevedendo la compartecipazione di aziende nella medesima filiera, riescono a completare il progetto dando forza allo stesso. Una sorta di consorzio di fatto in cui ogni impresa apporta il proprio contributo industriale unendo le forze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Terminate le fasi di raccolta, la Fase 5 prevede la predisposizione dello sviluppo commerciale, per certificare e blindare il volume di affari desiderato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come detto prima, il nostro business model prevede: Fasi 1 validazione imprenditoriale-fasi 2,3 e 4 raccolta capitali e Fase 5 certificazione del volume di affari desiderato mediante sviluppo dell\u2019idea di business.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questa fase viene analizzato il cluster della clientela target e pianificate le attivit\u00e0 di matching industriale. Oggi la nostra rete conta pi\u00f9 di 500 aziende, quindi, vengono pianificati incontri con nostre accelerate per il reciproco scambio di beni servizi. Naturalmente \u00e8 nella fase 5 del nostro percorso di accelerazione perch\u00e9 la start up deve arrivare pronta alla scalabilit\u00e0 sul mercato. Altrimenti si brucia il contatto e noi ci rimettiamo in termini di reputazione industriale.<\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-post-featured-image\"><a href=\"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/2025\/06\/27\/startup-program-il-ponte-tra-innovazione-e-capitale-intervista-a-valeria-sassi-ceo-di-innovatech\/\" target=\"_self\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"777\" height=\"928\" src=\"https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/WhatsApp-Image-2025-06-26-at-17.30.10.jpeg\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" alt=\"STARTUP PROGRAM: IL PONTE TRA INNOVAZIONE E CAPITALE INTERVISTA A VALERIA SASSI, CEO DI INNOVATECH\" style=\"object-fit:cover;\" srcset=\"https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/WhatsApp-Image-2025-06-26-at-17.30.10.jpeg 777w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/WhatsApp-Image-2025-06-26-at-17.30.10-251x300.jpeg 251w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/WhatsApp-Image-2025-06-26-at-17.30.10-768x917.jpeg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 777px) 100vw, 777px\" \/><\/a><\/figure>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questa intervista, Valeria Sassi, CEO di Innovatech, racconta la nascita e gli obiettivi dello&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":6806,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[138],"tags":[],"class_list":["post-6805","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-intervista"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/WhatsApp-Image-2025-06-26-at-17.30.10.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6805","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6805"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6805\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6807,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6805\/revisions\/6807"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6806"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6805"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6805"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6805"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}