{"id":4234,"date":"2024-10-31T15:30:00","date_gmt":"2024-10-31T13:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/?p=4234"},"modified":"2024-10-30T16:40:46","modified_gmt":"2024-10-30T14:40:46","slug":"ravenna-la-piccola-rotterdam","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/2024\/10\/31\/ravenna-la-piccola-rotterdam\/","title":{"rendered":"Ravenna, la piccola Rotterdam"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il piano del porto per l\u2019hub europeo. Da Marcegaglia a Ferretti, da Snam a Fsi, un pool di investitori<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ravenna, una piccola Rotterdam. I progetti avanzano, i fondi ci sono, sia pubblici che privati,&nbsp; e l\u2019integrazione verticale promette un salto nel futuro dello shipping e della logistica. Il progetto&nbsp;<strong>\u201cRavenna Port Hub\u201d<\/strong>&nbsp;sostenuto dall\u2019Autorit\u00e0 di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale chiuder\u00e0 la prima delle due fasi a fine 2024, con un anno di anticipo su quanto previsto. Il porto prevede interventi del valore di&nbsp;<strong>oltre 1 miliardo di euro<\/strong>, per quanto riguarda i soli lavori che fanno capo all\u2019Autorit\u00e0 ma se si calcolano quelli, sempre di interesse portuale, messi in pista da altri soggetti, si aggiungono altri 1,8 miliardi. A regime, sono previsti investimenti complessivi per oltre cinque miliardi di euro destinati a cambiare il volto dello scalo adriatico.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">UN SISTEMA INTEGRATO COMPLESSO<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il progetto \u00e8 stato il protagonista della prima edizione di&nbsp;<strong>Adria Shipping Summit<\/strong>, che si \u00e8 appena conclusa. Una due giorni focalizzata sulle nuove direttrici di sviluppo della portualit\u00e0 e sulle iniziative intraprese per riprendere quote di mercato. Tutta la portualit\u00e0 italiana risente della situazione difficile in ambito internazionale. Ritardo di merci e navi,&nbsp;<strong>deviazioni di rotta che allungano i tempi di percorrenza<\/strong>&nbsp;delle merci che provengono dai paesi oltre Suez, una diversa configurazione dei porti di imbarco e sbarco delle navi: risultato, un calo a due cifre degli attracchi nei porti italiani. Tornando a Ravenna, i dati diffusi durante il meeting da Daniele Rossi, presidente dell\u2019Autorit\u00e0 portuale di Ravenna, evidenziano come soltanto per la guerra in Ucraina le 5 milioni di tonnellate movimentate in collegamento con il Mar Nero in pochi mesi si siano ridotte a zero per Ravenna. Oggi il porto ha recuperato, ancora solo in parte. Ravenna Hub \u00e8 la leva del rilancio. Fare del porto un sistema integrato pi\u00f9 complesso del semplice carico e scarico delle merci. E\u2019 questa la chiave di volta del progetto.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">NON SOLO MERCI<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I porti risentono delle dinamiche delle diverse merci trattate.&nbsp;<strong>Ravenna \u00e8 il primo porto italiano per le merci dry,<\/strong>&nbsp;le rinfuse solide, quelle che maggiormente hanno risentito della congiuntura negativa internazionale. Tuttavia si \u00e8 mostrato uno dei porti pi\u00f9 resilienti, considerato che racchiude tutte le tipologie di traffico, oltre alle rinfuse solide: il container, le merci liquide, il project cargo, il ro-ro (trasporto autoveicoli che scendono e salgono senza bisogno di gru o elevatori, il ro-pax, che effettua anche servizio passeggeri; infine le crociere. Nonostante la crisi, il porto ha recuperato: movimentava 27,5 milioni di tonnellate, oggi \u00e8 risalito a 26 milioni.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">INVESTITORI IMPORTANTI, DA MARCEGAGLIA A FERRETTI<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ravenna insiste su uno scenario altamente competitivo, con Capidistria (Koper), Trieste, Venezia che a loro volta stanno investendo. Ma \u00e8 lo sbocco quasi naturale di un territorio economicamente importante. Tra i grandi investitori privati del porto di Ravenna, figura il&nbsp;<strong>gruppo Marcegaglia<\/strong>, che ha il suo quartier generale a Gazoldo degli Ippoliti, Mantova, ma proprio a Ravenna ha realizzato il pi\u00f9 grande centro servizi d\u2019Europa per la rifinitura, il taglio e l\u2019imballaggio automatizzato di nastri e lamiere, con un impianto che ha la capacit\u00e0 annua di 1,1 milione di tonnellate. Inoltre, il gruppo Marcegaglia ha creato a sua volta alcuni hub logistici serviti da treno, nave o trasporto su gomma per un servizio just in time. Altri investitori, Bunge, Versalis, Ferretti, Royal Caribbean sono interessati al porto di Ravenna: \u201cI soli investimenti di&nbsp;<strong>Royal Caribbean e Ferretti<\/strong>&nbsp;saranno di quasi 200 milioni di euro e porteranno 800 nuovi posti di lavoro\u201d, ha dichiarato nel corso del summit Daniele Rossi.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">COMBUSTIBILI ALTERNATIVI<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Unione Europea da un lato e l\u2019International Maritime Organization (IMO), dall\u2019altro, stanno dando impulso a strategie, regole ed iniziative finalizzate non solo a promuovere&nbsp;<strong>l\u2019uso di combustibili alternativi<\/strong>&nbsp;nel trasporto marittimo ma anche a trasformare le infrastrutture portuali in chiave sostenibile e climaticamente neutrale. Ravenna \u00e8 stato uno dei primi porti italiani ad attrezzarsi per una politica di sviluppo di carburanti alternativi, come il Gnl. In futuro le navi tenderanno ad andare in quei luoghi dove troveranno facilmente rifornimento. Saranno quindi una forte componente discriminante sia i carburanti alternativi che il cold ironing, che consente alle navi di spegnere i propri motori durante tutte le attivit\u00e0 in porto e di collegarli alla rete del porto.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">LE OPERE INFRASTRUTTURALI CON SNAM, RFI, ANAS<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco che il quadro di sviluppo Ravenna Hub acquista corpo, con l\u2019approfondimento dei fondali, nuove banchine,&nbsp;<strong>nuove aree logistiche<\/strong>&nbsp;che<br>consentiranno l\u2019arrivo in porto di maggiori volumi di merci, che dal porto dovranno uscire e dovranno farlo in modo efficiente, rapido e sicuro, fibra ottica, collegamenti 5G. Tra i grandi progetti il&nbsp;<strong>rigassificatore Snam<\/strong>&nbsp;(1 miliardo); le opere di Rfi (125 milioni), quelle di Anas (140 milioni) e gli investimenti privati (per complessivi 580 milioni). A questi si dovranno ancora aggiungere il progetto di Agnes per un campo eolico in mare (1 miliardo) e quello di Eni per un impianto di&nbsp;carbon capture&nbsp;e&nbsp;storage&nbsp;(1 miliardo). Anche l\u2019attivit\u00e0 di bunkeraggio di nuovi propellenti diventer\u00e0 un elemento chiave di competitivit\u00e0 nel prossimo futuro. Attualmente nel mondo, secondo Med Energy Report, vi sono 178 porti attivi per il bunkeraggio di Gnl (e 91 in progetto), mentre oltre 2.000 navi sono dotate o saranno dotate di collegamenti alla rete elettrica terrestre (cold ironing).<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">PORTI GREEN&amp;SMART<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La via per diventare un&nbsp;<strong>\u201cgreen port\u201d<\/strong>&nbsp;\u00e8 aperta. Anzi, green&amp;smart, perch\u00e9 anche la digitalizzazione gioca un ruolo chiave nel ridurre i tempi di carico e scarico, dunque l\u2019inquinamento e i costi. Il Med Energy Report 2024, realizzato da Srm, centro di studi del gruppo Intesa Sanpaolo,&nbsp; spiega come i porti si stiano configurando come veri e propri hub energetici e digitali, oltre che logistici.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">LA TASSA ETS SULLE EMISSIONI<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All\u2019inizio dell\u2019anno \u00e8 entrata in vigore per il mondo marittimo la Ets, la&nbsp;<strong>tassa sulle emissioni<\/strong>&nbsp;che ha fatto aumentare i costi sia per le navi cargo che per i traghetti e le crociere. Una tassa che ha scatenato l\u2019interesse su altri gangli della catena logistica globale: i treni, gli aerei, il trasporto su gomma. Insomma, a dirla con uno slogan anche gli armatori sono scesi a terra. E hanno iniziato ad investire su banchine, gru, magazzini, nodi di smistamento e consegna delle merci sui mercati di sbocco.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">BINARI PER INGRESSO DIRETTO TRENI STANDARD EUROPEO<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dentro il porto di Ravenna si muovono &#8211; in condizioni di mercato normali &#8211; 9 mila treni l\u2019anno- su 30 chilometri di binari. Oggi i binari sono gestiti da Rfi, ma Ravenna, sempre nell\u2019ottica di un&nbsp;<strong>hub integrato<\/strong>, ha chiesto di gestirli in autonomia. Fra gli interventi in collaborazione con Rfi, che si fa carico di 120 milioni di euro, sono stati ultimati il nuovo ponte Teodorico e il by-pass sulla dorsale sinistra, che evita l\u2019ingresso in stazione centrale di oltre 4000 treni, e con il prossimo anno partiranno i lavori delle due nuove stazioni ferroviarie che consentiranno finalmente di avere fasci di binari da 900 metri per treni di standard europeo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riproduzione: www.financialounge.com<\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-post-featured-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/1.webp\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" alt=\"\" style=\"object-fit:cover;\" srcset=\"https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/1.webp 800w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/1-300x169.webp 300w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/1-768x432.webp 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/figure>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il piano del porto per l\u2019hub europeo. 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