{"id":2378,"date":"2024-04-17T12:01:06","date_gmt":"2024-04-17T12:01:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/?p=2378"},"modified":"2024-04-26T12:36:56","modified_gmt":"2024-04-26T12:36:56","slug":"intelligenza-artificiale-la-nuova-era-dei-chatbot-intervista-al-ceo-di-indigo-ai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/2024\/04\/17\/intelligenza-artificiale-la-nuova-era-dei-chatbot-intervista-al-ceo-di-indigo-ai\/","title":{"rendered":"Intelligenza artificiale, la nuova era dei chatbot: intervista al Ceo di indigo.ai"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Agli italiani i chatbot non piacciono molto. Per ora. Quando si rivolgono all\u2019assistenza clienti di un e-commerce, in Italia si preferisce di gran lunga parlare con un altro umano. E prima di pensare a utilizzare un chatbot, le persone si rivolgono a e-mail e call center. Ma con l\u2019AI generativa, che a differenza dei vecchi chatbot agli italiani piace molto, le cose probabilmente cambieranno, dice&nbsp;<strong>Gianluca Maruzzella, Ceo e Co-founder di indigo.ai<\/strong>, che in un sondaggio ha analizzato le opinioni degli italiani su chatbot e intelligenza artificiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ad agosto scorso la societ\u00e0 che si occupa di assistenti virtuali \u00e8 entrata nel Gruppo&nbsp;<strong>Vedrai<\/strong>, andando a formare \u201cil primo polo italiano dell\u2019intelligenza artificiale\u201d, ricorda Maruzzella. Oggi, a quasi un anno di distanza, il mondo dell\u2019AI risulta completamente stravolto dall\u2019avvento dell\u2019AI generativa, di ChatGpt e degli strumenti dei concorrenti di OpenAI.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quale sar\u00e0 l\u2019impatto dell\u2019AI sull\u2019assistenza clienti? Sar\u00e0 completamente disintermediata dai bot, un giorno?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019AI sta avendo gi\u00e0 oggi un forte impatto sulla nostra societ\u00e0. Pensiamo ai cambiamenti a cui stiamo assistendo dalla nascita di GPT-3: \u00e8 facile immaginare che nei prossimi anni la relazione tra aziende e consumatori ruoter\u00e0 sempre pi\u00f9 attorno all\u2019Intelligenza Artificiale ed \u00e8 altrettanto naturale che a questa rivoluzione si accompagnino timori e diffidenza da parte degli utenti.&nbsp;<strong>Dalla survey che abbiamo condotto in collaborazione con Dynata<\/strong>, per analizzare la percezione che i consumatori hanno dei chatbot che hanno avuto modo di conoscere, emerge che questa tecnologia in Italia fatichi ad affermarsi: l\u201986% degli italiani preferisce il dialogo con un operatore umano ad un chatbot di vecchia generazione e, a dissuadere, oltre alla preferenza per il dialogo umano (46%), c\u2019\u00e8 il timore di non essere capiti (44%) e le risposte non accurate (34%). I chatbot si posizionano attualmente solo al&nbsp;<strong>terzo posto tra gli strumenti utilizzati per comunicare con le aziende, dopo email e call center<\/strong>. Eppure, allo stesso tempo, il 50% degli italiani dichiara che sarebbe invogliato a utilizzarli maggiormente se fossero pi\u00f9 precisi. In questo contesto, si inserisce il boom dell\u2019intelligenza artificiale della quale&nbsp;<strong>il 74% degli italiani ha una percezione positiva o molto positiva.&nbsp;<\/strong>Ed \u00e8 proprio l\u2019AI che sta aiutando la tecnologia dei chatbot ad evolvere: stiamo passando da strumenti obsoleti, che nonostante siano in grado di fornire risposte agli utenti, rimangono carenti nel processo di assistenza pre e post vendita, a&nbsp;<strong>chatbot intelligenti che offrono precisione, empatia e rapidit\u00e0<\/strong>&nbsp;nella risposta, in poche parole un rapporto di qualit\u00e0 con l\u2019azienda. Questo \u00e8 quello che cercano oggi anche le aziende pi\u00f9 attente, consapevoli che la creazione di una relazione di fiducia, solida e duratura con i propri clienti, possa rappresentare un vantaggio competitivo decisivo non solo nel breve periodo, con l\u2019aumento delle conversioni, ma anche nel medio-lungo termine con la creazione di una base clienti fedele ed affezionata. Questo vale indistintamente per prodotti e servizi, ma anche per piccole, medie e grandi imprese, come dimostrano le nostre collaborazioni con aziende di diversi settori e dimensioni, come Lavazza, Just Eat, Santander Consumer Bank e Bayer.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Da Gpt 4 in poi, le intelligenze artificiali non stanno diventando \u2018troppo\u2019 forti?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molti di questi timori nascono dal fatto che sono strumenti nuovi e ancora poco comprensibili, ma rimangono strumenti e, come tali, vanno guidati. Sono sicuro che ci aiuteranno ad aumentare molti aspetti del mondo del business come l\u2019efficienza e la produttivit\u00e0 e questo potrebbe, ad esempio, diminuire la domanda di determinate figure professionali. Ma bisogna anche ricordarsi che, secondo uno studio molto interessante (il report \u2018Future of work\u2019 dell\u2019Institute for the future e di Dell technologies, ndr), l\u201985% delle professioni che esisteranno nel 2030 non \u00e8 stato ancora inventato. Questo per dire che nel futuro immagino ancora tante opportunit\u00e0 che, magari, oggi nemmeno riusciamo a scorgere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u00c8 recente la lettera sulla possibile&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.fortuneita.com\/2023\/05\/31\/gli-inventori-dellintelligenza-artificiale-attenzione-puo-portare-allestinzione-dellumanita\/\">\u201cestinzione dell\u2019umanit\u00e0\u201d<\/a>&nbsp;provocata dall\u2019AI, firmata da Sam Altman e tanti altri. Voi cosa pensate? Qual \u00e8 il ruolo di attori come voi, che devono \u2018fungere da collegamento\u2019 tra le persone e una tecnologia che evolve ogni minuto?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno degli elementi fondamentali del nostro modo di fare business e della piattaforma che abbiamo creato \u00e8 l\u2019ascolto. Perch\u00e9 crediamo sia essenziale per qualsiasi tipo di relazione. \u00c8 importante, quindi, ascoltare le opinioni di tutti per capire quali possano essere i pro e i contro di una tecnologia innovativa come l\u2019AI in modo da svilupparne e potenziarne gli effetti positivi e minimizzarne, o addirittura annullarne, quelli negativi. Una realt\u00e0 come la nostra, che \u00e8 nata puntando sull\u2019AI conversazionale e lavora quotidianamente per aiutare le aziende a migliorare la propria customer experience sfruttando questa tecnologia, ha proprio il compito di renderla uno strumento utile ed efficace, eliminando tutti i potenziali rischi ad essa associati. Se pensiamo, ad esempio, alla nostra piattaforma, l\u2019abbiamo progettata per poter essere utilizzata anche da professionisti che non hanno competenze nell\u2019ambito della programmazione ma, allo stesso tempo, abbiamo inserito tutti quei criteri di sicurezza che ne garantiscono la conformit\u00e0 alle attuali regolamentazioni relative alla privacy e al trattamento dei dati. In poche parole, abbiamo fatto in modo di poterne sfruttare l\u2019enorme potenziale ma in maniera controllata e sicura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Colleghiamoci alla domanda precedente e parliamo di comunicazione: come nasce indigo.ai e da cosa siete partiti per capire che c\u2019era un gap tra aziende e consumatori finali a livello comunicativo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019azienda \u00e8 nata nel 2016, dall\u2019entusiasmo di cinque studenti del Politecnico di Milano: Enrico Bertino, Marco Falcone, Andrea Tangredi, Denis Peroni ed io. L\u2019idea di indigo.ai \u00e8 nata proprio in universit\u00e0, dove noi cinque founder ci siamo conosciuti, dopo aver avuto una brutta esperienza con la segreteria universitaria: quando non siamo riusciti a metterci in contatto con chi poteva aiutarci a risolvere velocemente un problema burocratico, abbiamo pensato che doveva esserci un modo pi\u00f9 semplice e intuitivo per la comunicazione. Da qui \u00e8 partita l\u2019idea di una soluzione in grado di supportare una segreteria a svolgere pi\u00f9 efficientemente i suoi compiti, ma in seguito abbiamo pensato che poteva essere utile per tutte le aziende. Insieme abbiamo capito che tutte le grandi storie iniziano con delle belle conversazioni: le migliori relazioni, siano esse personali o professionali, sono proprio quelle in cui si riesce a comunicare, ascoltarsi, comprendersi. Se pensiamo alla relazione tra consumatori e aziende, il concetto non \u00e8 poi cos\u00ec differente ed il primo passo \u00e8 creare un rapporto di fiducia. Eppure spesso appare ancora un miraggio instaurare una comunicazione efficiente tra brand e utenti. \u00c8 proprio da questa intuizione che abbiamo deciso di avviare il progetto: l\u2019idea era trovare un\u2019alternativa sia al call center sia ai chatbot \u201cstupidi\u201d che inquinano il web. E trattandosi di qualcosa di nuovo per il mercato abbiamo sempre pensato che fosse necessario raccontarne il pi\u00f9 possibile nascita, progresso, sviluppi e applicazioni. Lo facciamo periodicamente con i nostri webinar, che si possono tutti rivedere sul nostro sito, ma abbiamo fatto di pi\u00f9. Negli scorsi mesi abbiamo lanciato il nostro podcast \u2018Talk Magic\u2019, nel quale, insieme a Mario Moroni, abbiamo raccontato le molteplici sfaccettature dell\u2019AI, fino a parlare di come si possa arrivare ad alterarne la coscienza. Le puntate del podcast sono disponibili su Spotify e YouTube.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lo scorso anno indigo.ai \u00e8 stata acquisita dal Gruppo Vedrai. Il team \u00e8 rimasto lo stesso? Come sono state integrate le competenze delle due societ\u00e0 e a cosa puntate ora?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Confermo! Per tutto il team, quanto accaduto lo scorso agosto, rappresenta il raggiungimento di un grande obiettivo: siamo entrati a far parte del Gruppo Vedrai dando cos\u00ec vita al primo polo italiano dell\u2019intelligenza artificiale. Questo traguardo \u2013 che rafforza la nostra missione di aiutare qualsiasi azienda a comunicare pi\u00f9 efficacemente e pi\u00f9 autenticamente con i propri clienti \u2013 \u00e8 frutto del lavoro svolto e della fiducia che i nostri clienti hanno scelto di riporre in noi. In Vedrai, inoltre, abbiamo trovato un partner strategico per il nostro business poich\u00e9 le nostre tecnologie sono assolutamente integrabili e le competenze dei due team complementari: l\u2019obiettivo comune, infatti, \u00e8 democratizzare l\u2019intelligenza artificiale per portarla alle aziende. Insieme abbiamo diversi progetti all\u2019orizzonte,\u00a0<strong>tra cui il pi\u00f9 ambizioso \u00e8 quello di far \u201cparlare\u201d il prodotto di Vedrai<\/strong>\u00a0grazie alle soluzioni di indigo.ai, sia attraverso chat sia attraverso assistenti vocali. In futuro, quindi, le soluzioni sviluppate da Vedrai dialogheranno con quelle di indigo.ai per accelerare il comune percorso di espansione e posizionamento non solo in Italia ma anche all\u2019estero. Inoltre, insieme, abbiamo presentato uno studio al Summit internazionale sull\u2019AI di Florida Artificial Intelligence Society, che introduce un nuovo approccio a livello mondiale per rilevare il sentiment dall\u2019analisi del linguaggio naturale. Insomma, per noi e per tutto il mondo dell\u2019AI, questo \u00e8 un momento di grande fermento, che siamo felici di vivere da protagonisti.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:100px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><em>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.fortuneita.com\/2023\/06\/13\/intelligenza-artificiale-la-nuova-era-dei-chatbot-intervista-al-ceo-di-indigo-ai\/\">https:\/\/www.fortuneita.com\/2023\/06\/13\/intelligenza-artificiale-la-nuova-era-dei-chatbot-intervista-al-ceo-di-indigo-ai\/<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Agli italiani i chatbot non piacciono molto. Per ora. 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