{"id":2259,"date":"2024-04-10T15:02:44","date_gmt":"2024-04-10T15:02:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/?p=2259"},"modified":"2024-04-10T15:02:45","modified_gmt":"2024-04-10T15:02:45","slug":"le-nuove-tendenze-dellautomotive-tra-ecosistemi-e-lusso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/2024\/04\/10\/le-nuove-tendenze-dellautomotive-tra-ecosistemi-e-lusso\/","title":{"rendered":"Le nuove tendenze dell\u2019automotive tra ecosistemi e lusso"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un&#8217;industria sempre pi\u00f9 digitale, sempre pi\u00f9 connessa e sempre pi\u00f9 autonoma. E un pubblico sempre meno legato al possesso: ecco dove sta andando l&#8217;industria dei trasporti nel prossimo futuro<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pensare che la&nbsp;<strong>transizione energetica<\/strong>&nbsp;sia l\u2019unico ambito dell\u2019evoluzione dell\u2019industria automobilistica significa&nbsp;<strong>guardare solo la punta dell\u2019iceberg di un\u2019industria<\/strong>&nbsp;che \u2013 dopo decenni di stagnazione \u2013&nbsp;<strong>sta cambiando in tutto,<\/strong>&nbsp;si sta in primo luogo&nbsp;<em>digitalizzando<\/em>&nbsp;e che sta andando verso una societ\u00e0 in cui il concetto di auto in un futuro non troppo lontano sar\u00e0 molto diverso da quello che abbiamo ora.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Diversi sono i motivi:<strong>&nbsp;sono prima di tutto istituzionali,<\/strong>&nbsp;perch\u00e9 sono i governi ad aver imposto ai produttori nuove regole e nuove direzioni; sono geopolitici, perch\u00e9 un\u2019industria cos\u00ec influente&nbsp;<strong>\u00e8 anche espressione dell\u2019influenza delle potenze mondiali<\/strong>&nbsp;che stanno cambiando; sono sociali, perch\u00e9 cambia ci\u00f2 che le persone vogliono e chiedono dai trasporti, e cambia anche ci\u00f2 che possono permettersi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E poi sono industriali: tutta l\u2019industria \u00e8 cambiata in generale,&nbsp;<strong>con l\u2019avvento di internet e del digitale<\/strong>, ed \u00e8 naturale che lo facciano anche le auto che saranno pi\u00f9 lussuose, autonome e sempre pi\u00f9 connesse.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019ELETTRICO \u00c8 RODATO \u2013 NONOSTANTE TUTTO<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Italia a parte, anche se i segnali&nbsp;<strong>sono ormai sul positivo anche per il Bel Paese<\/strong>, l\u2019elettrico \u00e8 ormai rodato. Persino in paesi fino a qualche anno fa considerati \u201cindietro\u201d l\u2019infrastruttura, come la Spagna, viene definita pronta e&nbsp;<strong>si hanno crescite con percentuali a doppia cifra.<\/strong>&nbsp;Senza contare regioni del mondo insospettabili, come l\u2019India e il Sud-est asiatico, e alcuni paesi dell\u2019Africa.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fleetmagazine.com\/wp-content\/webp-express\/webp-images\/doc-root\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/noleggio-auto-elettriche-100-euro.jpg.webp\" alt=\"noleggio auto elettriche 100 euro\" class=\"wp-image-134707\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 significa che l<strong>a transizione \u00e8 ormai avviata,<\/strong>&nbsp;e il rallentamento della domanda paventato dai media soprattutto italiani fa parte di un normale processo.&nbsp;<strong>Troppi soldi in ballo,<\/strong>&nbsp;ormai, per tornare indietro, e non \u00e8 pi\u00f9 una questione politica: la maggior parte dei produttori oggi ha in piano di&nbsp;<strong>produrre solo elettriche in tempi molto pi\u00f9 brevi delle fatidiche scadenze<\/strong>&nbsp;di UE e alcuni Stati americani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I dati lo sostengono. La\u00a0<strong>IEA<\/strong>\u00a0stima che le vendite globali di veicoli elettrici abbiano superato i 3 milioni di unit\u00e0 nel 2020, oltre il 4% delle vendite globali di veicoli,\u00a0<strong>saliti a oltre 10 milioni nel 2023 con un aumento del 40% ogni anno<\/strong>. Secondo Bloomberg New Energy Finance, i veicoli elettrici\u00a0 rappresenteranno<strong>\u00a0il 10% di tutte le nuove vendite di auto globali entro il 2025<\/strong>\u00a0e il 58% entro il 2040, e va da s\u00e9 che in Europa le percentuali saranno molto pi\u00f9 alti.\u00a0\u00a0<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\" id=\"attachment_166636\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fleetmagazine.com\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Crescita-auto-elettriche-McKinsey.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-166636\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il mercato delle auto elettriche. Image:&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.mckinsey.com\/industries\/automotive-and-assembly\/our-insights\/mckinsey-electric-vehicle-index-europe-cushions-a-global-plunge-in-ev-sales\">McKinsey<\/a><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa \u00e8 una crescita pi\u00f9 rapida rispetto a quanto previsto da molte autorit\u00e0, ma altre iniziative possono contribuire.&nbsp;<strong>L\u2019aumento dell\u2019efficienza delle batterie, con i loro prezzi<\/strong>&nbsp;(intesi quelli delle batterie agli ioni di litio ed LFP)&nbsp;<strong>diminuiti dell\u201989% nell\u2019ultimo decennio,<\/strong>&nbsp;raggiungendo un prezzo&nbsp;<strong>di \u20ac 130\/kWh nel 2020<\/strong>. In Cina \u00e8 stato addirittura riportato che i prezzi dei pacchi batteria agli ioni di litio sono&nbsp;<strong>scesi sotto i \u20ac 100 \/kWh<\/strong>&nbsp;per la prima volta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre ai veicoli elettrici alimentati a batteria, i veicoli elettrici a celle a combustibile (FCEV) sono un\u2019altra alternativa ai motori a combustione interna.<strong>&nbsp;I FCEV non si basano su una batteria,<\/strong>&nbsp;ma ottengono l\u2019energia da&nbsp;<strong>una pila a combustibile<\/strong>&nbsp;che riceve idrogeno e ossigeno per creare elettricit\u00e0 attraverso una reazione chimica. L\u2019unico sottoprodotto \u00e8 l\u2019acqua; queste auto non emettono CO2. Un altro beneficio \u00e8 la facilit\u00e0 di rifornimento.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L\u2019AUTO NON DEV\u2019ESSERE PI\u00d9 MIA<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il secondo e credo pi\u00f9 importante cambiamento a cui stiamo assistendo \u00e8 sociale, ed \u00e8 legato a come l\u2019auto viene vista. Questo spiega<strong>&nbsp;in parte anche un approccio sempre pi\u00f9 diverso alla vendita<\/strong>&nbsp;e alla costruzione stessa della vettura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per le vecchie generazioni, e forse per coloro nati fino agli anni Ottanta, l\u2019auto \u00e8 spesso un oggetto<strong>&nbsp;desiderabile, da personalizzare, da godersi.<\/strong>&nbsp;E in Italia specialmente l\u2019idea del possedere un auto \u00e8 importante per molte di queste persone.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma tutti i dati, riportati&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.economist.com\/international\/2023\/02\/16\/throughout-the-rich-world-the-young-are-falling-out-of-love-with-cars?utm_campaign=a.24international_fy2324_q4_conversion-advantage-cbdr-sub_prospecting_global-global_auction_na&amp;utm_medium=social-media.content.pd&amp;utm_source=facebook-instagram&amp;utm_content=conversion.content.non-subscriber.content_staticlinkad_np-icyoungcars-n-feb_na-na_article_na_na_na_na&amp;utm_term=sa.int-all&amp;utm_id=faq46044&amp;fbclid=IwAR1wRHryWnd7oNWI7mMVibVeyQ6m0EteR_SWCcHY-TxPxNgtFmMXh-D1uf4_aem_AXxOeEBVMEiIfa_TdqzhlySV2plgo87cWENqsn_PCEnyJrulz1dvGlpLjzkRYvcvQjzTK0yRJNiMuPiV184vkyEu\">anche molto di recente dall\u2019Economist<\/a>, concordano che i giovani occidentali non trovano pi\u00f9 l\u2019auto cos\u00ec desiderabile, sempre meno sono interessati a quel mondo, e ad ancora meno di loro interessa comprarla. Diversi i motivi. Prima di tutto la mentalit\u00e0:&nbsp;<strong>Millennials e Gen-Z sono pi\u00f9 attenti alla sostenibilit\u00e0<\/strong>&nbsp;e in generale hanno un sentimento antimaterialista (espresso in modi molto diversi tra loro), che<strong>&nbsp;non vede pi\u00f9 l\u2019auto come status symbol,<\/strong>&nbsp;ma quasi come opulento e certamente impattante.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fleetmagazine.com\/wp-content\/webp-express\/webp-images\/doc-root\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/maas.jpg.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-164798\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo, queste generazioni, pi\u00f9 metropolitane,\u00a0<strong>sono legate all\u2019idea \u201cdigitale\u201d di trasporti<\/strong>, ovvero alla possibilit\u00e0 di avere pi\u00f9 opzioni: l\u2019auto s\u00ec, ma in car sharing o a noleggio per quando serve; mezzi di trasporto efficienti e variegati, e sempre pi\u00f9 con possibilit\u00e0 di prenderli su un\u2019unica app. Sono gli elementi che stanno facendo il successo del Maas (Mobility-as-a-service). Questo, nonostante\u00a0<strong>il tramonto di alcune soluzioni, come la micromobilit\u00e0.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E poi c\u2019\u00e8 il fattore economico: le auto non solo crescono di dimensioni, e questo crea l\u2019elemento quasi pacchiano poco caro ai giovani; ma crescono anche di prezzo,\u00a0<strong>laddove in tutti i Paesi Millennials e Gen-Z hanno meno certezze e sono pi\u00f9 in difficolt\u00e0,<\/strong>\u00a0dovendo giostrarsi tra caro vita e affitti mostruosi nelle citt\u00e0. Senza contare che oltre al listino, bisogna fare i conti con prezzi sempre pi\u00f9 alti anche per le assicurazioni, per il carburante<strong>, per i parcheggi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche per questo sono gi\u00e0 nate formule di acquisto molto diverse che in passato. Il Noleggio a Lungo Termine \u00e8 quasi a pari merito con l\u2019acquisto privato, e poi ci sono player come Lynk &amp; Co che hanno sdoganato il concetto di abbonamento senza impegno,<strong>&nbsp;e di car sharing personale,<\/strong>&nbsp;alla Netflix, replicato poi da molti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">LA GUIDA AUTONOMA SAR\u00c0 PROTAGONISTA DEGLI ANNI 30<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I due fattori di cambiamento di cui sopra sono tra i principali responsabili dell\u2019automazione delle auto. La guida autonoma&nbsp;<strong>funziona benissimo sull\u2019elettrico<\/strong>&nbsp;e meno sul termico; e con una popolazione&nbsp;<strong>sempre meno interessata a possedere un\u2019auto,<\/strong>&nbsp;e meno emozionata a guidarla (supercar a parte, ma poi ci arriviamo), la guida autonoma \u00e8 la direzione quasi naturale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 evidente dalla maggior parte delle concept car presentate negli ultimi anni. Le auto sono sempre pi\u00f9 progettate prima internamente, sempre pi\u00f9 con numerosi display,<strong>&nbsp;sempre pi\u00f9 con il volante retrattile<\/strong>, che compare solo all\u2019occorrenza. Non \u00e8 una novit\u00e0, prototipi del genere esistevano gi\u00e0 anni fa, ma mai con la frequenza degli ultimi anni.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fleetmagazine.com\/wp-content\/webp-express\/webp-images\/doc-root\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/guida-autonoma-auto-ia-adas-canva.png.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-160810\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certo, al momento siamo in fase molto acerba, e in Europa fondamentalmente inesistente. Sono le due potenze attuali a \u201csfidarsi\u201d anche su questo campo, con la Cina in leggero vantaggio tecnologico. Ma si stima che, solo negli USA, ci saranno 33 milioni di veicoli autonomi in circolazione entro il 2040.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esiste gi\u00e0 un numero significativo di veicoli che soddisfano lo standard \u201c<em>Livelli di Automazione della Guida<\/em>\u201d dell\u2019Associazione degli Ingegneri Automobilistici (SAE), e per il 2024, anche grazie agli obblighi istituzionali in termini di dispositivi di sicurezza, si prevede che&nbsp;<strong>pi\u00f9 della met\u00e0 di tutti i veicoli rientreranno nel range di Livello 1-5.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il mercato globale dei veicoli autonomi \u00e8 attualment<strong>e valutato a $207,38 miliardi<\/strong>&nbsp;e si prevede che crescer\u00e0 di circa 10 volte nei prossimi quattro-sei anni. Saranno, cio\u00e8, i veri protagonisti del prossimo decennio, e il dibattito pubblico con molte probabilit\u00e0 passer\u00e0 dal binomio elettrico-endotermico, a quello auto autonome-auto tradizionali.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fleetmagazine.com\/wp-content\/webp-express\/webp-images\/doc-root\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/interni-di-Audi-grandsphere-concept.jpg.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-104116\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Grandi costruttori automobilistici come Tesla, Ford, GM e Volvo sono tutti entrati nello spazio dei veicoli autonomi. Waymo, una sussidiaria di Alphabet Inc., ha aperto la sua tecnologia di auto a guida autonoma al pubblico nel 2020.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Volkswagen ha investito $2,6 miliardi in una startup AV chiamata Argo AI nel 2020, di cui Ford Motors \u00e8 diventata proprietaria di circa l\u201980%. Alcune auto nascono solo a questo scopo, per esempio i veicoli Cruise di GM,&nbsp;<strong>o la Zeekr M-Vision che Geely ha creato proprio per Waymo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tesla ha lanciato il suo servizio beta di guida completamente autonoma (FSD) nell\u2019ottobre 2020, non senza controversie, e attualmente ci sono 100.000 persone nel programma beta di guida completamente autonoma.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fleetmagazine.com\/wp-content\/webp-express\/webp-images\/doc-root\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Waymo-sviluppo-Detroit.jpg.webp\" alt=\"Waymo di Google \u00e8 leader nello sviluppo della guida autonoma\" class=\"wp-image-85976\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un ostacolo principale a questa crescita implacabile \u00e8 costituito dalle preoccupazioni dei consumatori e dalle normative. Al momento i Paesi europei quasi non concedono permessi, mentre negli USA la National Transportation Safety Board ha gi\u00e0 annunciato la necessit\u00e0 di regolamentazioni pi\u00f9 rigorose per il programma Autopilot di Tesla e ha chiesto l\u2019aiuto della National Highway Traffic Safety Administration.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al momento, comunque, la maggior parte delle persone preferisce guidare piuttosto che viaggiare in un\u2019auto autonoma, e per questo gran parte dell\u2019attenzione a breve termine \u00e8 rivolta al trasporto merci. Si prevede che l\u2019industria dei trasporti su strada da $800 miliardi potrebbe beneficiare di una significativa riduzione dei 4.900 decessi dovuti al trasporto merci che si verificano ogni anno se solo l\u2019autonomia di Livello 3 o 4 guadagnasse terreno, cosa che in gran parte sta facendo.&nbsp;<strong>Ed \u00e8 da camion ed LCV che deriver\u00e0 molta della tecnologia poi implementata anche sulle auto.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">ECOSISTEMI<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si andr\u00e0 poi verso un mondo di ecosistemi. Riprendendo quanto detto a proposito di un\u2019industria sempre pi\u00f9 fusa tra tech e auto, i veicoli saranno solo alcuni dei tanti dispositivi di uno stesso sistema connesso, cosa che del resto gi\u00e0 provano a fare con il 5G integrato e la possibilit\u00e0 di controllo da remoto. Ci puntano alcuni produttori come la turca Togg<strong>.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">5G e IoT hanno portato all\u2019aumento delle auto connesse, che possono comunicare con altri sistemi software e raccogliere dati dall\u2019ambiente circostante. Il mercato globale delle auto connesse valeva circa $103,24 miliardi nel 2021<strong>, e si prevede che crescer\u00e0 a $191,83 miliardi entro il 2028.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fleetmagazine.com\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Crescita-auto-connesse.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-166641\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gran parte di questa crescita sar\u00e0 guidata dall\u2019adozione delle tecnologie 5G. Alcune delle pi\u00f9 grandi aziende tecnologiche stanno ora guardando a questo mercato. Google e Ford hanno recentemente annunciato una partnership chiamata Team Upshift, che equipaggia veicoli Ford e Lincoln con un sistema operativo Android integrato,&nbsp;<strong>ma lo fanno anche Volvo, Polestar, Renault,<\/strong>&nbsp;cos\u00ec come altri marchi adotteranno il nuovo CarPlay di Apple.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecosistemi anche perch\u00e9 le auto si cercano, e sempre pi\u00f9 si vendono online. Pi\u00f9 del 90% degli acquirenti di auto effettua ricerche online prima di una transazione. E<strong>&nbsp;sempre pi\u00f9 vendite avvengono completamente online.<\/strong>&nbsp;Una volta era solo Tesla, ma ora i produttori, e soprattutto quelli nuovi, scelgono questo tipo di approccio, per una vendita diretta bypassando i concessionari tradizionali (<strong>di nuovo, c\u2019\u00e8 Lynk &amp; Co tra loro)<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo rientra nelle preferenze degli utenti, considerando che l\u201983% dei clienti per auto ha dichiarato di voler risparmiare tempo facendo acquisti online.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">SOPRAVVIVE (QUASI) SOLO IL PREMIUM<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sempre meno auto, perch\u00e9 sempre pi\u00f9 esclusive. L\u2019unico mercato automobilistico davvero in crescita \u00e8 quello premium. E non a caso la maggior parte dei nuovi produttori guarda al premium, molti produttori un tempo generalisti si sono spostati sul premium (vedi il successo di Cupra rispetto a decenni di Seat), e molti marchi gi\u00e0 premium hanno intenzione di elevarsi maggiormente. Audi e Mercedes, ad esempio, hanno gi\u00e0 dichiarato di non voler proseguire su auto alla base della loro gamma come A1, A3 per i quattro anelli, e Classe A per la stella.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\" id=\"attachment_166642\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fleetmagazine.com\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Vendite-auto-di-lusso.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-166642\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Image: McKinsey<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo dimostrano i dati di vendita globali: mentre il mercato delle auto sotto i 50.000 \u20ac dovrebbe rimanere piatto fino al 2031, quello delle auto di lusso \u00e8 previsto crescere fino al 14%. Ferrari, del resto, nel 2023 ha visto il suo migliore anno di sempre fuori dalle piste, ma anche Lamborghini, Bugatti, Porsche e gli altri produttori di supercar se la passano molto bene, una sorta di segnale di assottigliamento della fu classe media, e una distinzione pi\u00f9 netta delle possibilit\u00e0 economiche. Insomma, il trend sembra anche dirci che l\u2019auto privata sar\u00e0 pi\u00f9 di chi se la potr\u00e0 permettere.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Riproduzione fleetmagazine.com<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un&#8217;industria sempre pi\u00f9 digitale, sempre pi\u00f9 connessa e sempre pi\u00f9 autonoma. 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