{"id":1028,"date":"2024-03-13T13:11:14","date_gmt":"2024-03-13T13:11:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/?p=1028"},"modified":"2024-03-13T13:11:15","modified_gmt":"2024-03-13T13:11:15","slug":"tutto-quello-che-ce-da-sapere-sui-materiali-bio-based","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/2024\/03\/13\/tutto-quello-che-ce-da-sapere-sui-materiali-bio-based\/","title":{"rendered":"Tutto quello che c\u2019\u00e8 da sapere sui materiali bio-based"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il mercato della \u201cpelle vegana\u201d \u00e8 in forte ascesa, ma non tutti i materiali bio-based sono buoni per l\u2019ambiente: ecco quello che c\u2019\u00e8 da sapere<\/em><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Nel mondo della moda gli investimenti sui materiali bio-based stanno crescendo e oggi hanno raggiunto i 2,3 miliardi di dollari e il mercato della \u201cpelle vegana\u201d potrebbe sfiorare i 90 miliardi di dollari entro il 2025.<\/li>\n\n\n\n<li>\u201cPelle vegana\u201d per\u00f2 \u00e8 un termine improprio che in Italia \u00e8 vietato perch\u00e9 ingannevole: orientarsi nella marea di materiali esistenti come alternativi alla pelle o alla seta non \u00e8 semplice.<\/li>\n\n\n\n<li>Arance, funghi, mele: sono molte le biomasse a partire dalle quali si possono ricavare dei filati o materiali per la moda, ma non tutte sono naturali al 100 per cento. Per capire quali tra queste, oltre ad essere etiche verso gli animali, siano anche eco-compatibili, \u00e8 fondamentale imparare a leggere bene le etichette di composizione.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Funghi, mele, ananas, cocchi, bucce d\u2019uva: sembra una lista della spesa e invece sono solo alcuni degli elementi a partire dai quali \u00e8 possibile ricavare dei materiali<strong>&nbsp;bio-based.&nbsp;<\/strong>Materiali che imitano le qualit\u00e0 della pelle o di altre fibre tessili, principali settori di evoluzione della&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.lifegate.it\/lifestyle\/moda\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">moda sostenibile<\/a>&nbsp;oggi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi l\u2019appeal della \u201cpelle vegana\u201d, che in realt\u00e0\u00a0<strong>\u00e8 un termine improprio che in Italia non si pu\u00f2 usare perch\u00e9 ingannevole<\/strong>, \u00e8 in crescita verticale e la sua presenza all\u2019interno di un prodotto, come possono essere delle sneakers o una giacca, \u00e8 decisamente da\u00a0<strong>considerarsi un plus<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli investimenti sui materiali del futuro, tra il 2015 e oggi, ammontano a&nbsp;<strong>2,3 miliardi di dollari<\/strong>: l\u2019organizzazione no profit&nbsp;<strong>Material innovation initiative<\/strong>&nbsp;ha analizzato il mercato a livello globale di quelli che vengono chiamati next-gen materials nel report&nbsp;<a href=\"https:\/\/materialinnovation.org\/wp-content\/uploads\/NM-for-MII-Next-Gen-Leather-China-Study-Aug-2021.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">\u201cNext-gen leather: chinese consumer perceptions\u201d<\/a>&nbsp;ovvero \u201cPelle di nuova generazione: la percezione dei consumatori cinesi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Cina \u00e8 tra le economie pi\u00f9 grandi e in pi\u00f9 rapida crescita del mondo e incide sul mercato globale del&nbsp;<strong>settore moda per il 44 per cento<\/strong>, con un&nbsp;<strong>tasso di crescita annuo dell\u20198,33%<\/strong>&nbsp;secondo i dati citati nel report e raccolti nel 2021 da Statista. In questo contesto&nbsp;<strong>la pelletteria<\/strong>&nbsp;nel 2017 ha raggiunto un valore globale di<strong>&nbsp;414 miliardi di dollari<\/strong>&nbsp;(Grandview ricerca, 2019) e, nonostante i consumatori apprezzino la qualit\u00e0 della pelle, la crescente preoccupazione per gli impatti sull\u2019ambiente legati ai metodi di produzione e, non da ultimo, il benessere degli animali, stanno orientando le scelte dei consumatori verso materiali altrettanto premium, ma&nbsp;<strong>meno impattanti sull\u2019ambiente<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al di l\u00e0 del benessere degli animali, che certamente \u00e8 un tema, almeno in Europa la concia avviene a partire dagli scarti dell\u2019industria alimentare, uno degli aspetti pi\u00f9 dannosi legato alla produzione di articoli in pelle \u00e8 infatti il processo di&nbsp;<strong>trattamento e concia<\/strong>, realizzato il pi\u00f9 delle volte con agenti chimici altamente inquinanti. Anche se chiaramente ci sono le dovute eccezioni, come la&nbsp;<strong>concia al vegetale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"700\" src=\"https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/image-5-1024x700.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1032\" srcset=\"https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/image-5-1024x700.png 1024w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/image-5-300x205.png 300w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/image-5-768x525.png 768w, https:\/\/www.startupmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/image-5.png 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il mercato della \u201cpelle vegana\u201d potrebbe raggiungere 89 miliardi di dollari entro il 2025<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il report di Material innovation initiative prende in esame il mercato cinese, che gi\u00e0 rappresenta una grossa fetta del totale, ma che soprattutto ci d\u00e0 un\u2019indicazione su quella che potrebbe essere una tendenza globale. Le percentuali di gradimento nei confronti della pelle di nuova generazione sono schiaccianti: la preferisce il\u00a0<strong>90 per cento<\/strong>\u00a0degli intervistati, mentre il 62 per cento sarebbe\u00a0<strong>disposto a pagare un prezzo pi\u00f9 alto<\/strong>, in particolare i membri della\u00a0<strong>Generazione X<\/strong>, ovvero i nati tra il 1960 e il 1978 e i\u00a0<strong>Millennial<\/strong>, i trenta-quarantenni di oggi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il settore quindi \u00e8 carico di possibilit\u00e0. Lo conferma un altro report, prodotto questa volta dalla fintech Infinitum global, secondo cui la domanda di pelle bio-based sperimenter\u00e0 nei prossimi anni una&nbsp;<strong>crescita annua del 49,9 per cento<\/strong>, arrivando a raggiungere la cifra di&nbsp;<strong>89 miliardi dollari&nbsp;<\/strong>nel 2025.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se queste previsioni fossero tutte confermate la fetta di mercato che le alternative vegetali alla pelle si stanno guadagnando sul campo \u00e8 particolarmente ghiotta. Ecco perch\u00e9\u00a0<strong>sempre pi\u00f9 brand stanno investendo in ricerca e sviluppo<\/strong>\u00a0e nascono abbastanza frequentemente pelli a base di un elemento nuovo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una dimostrazione \u00e8 il neonato&nbsp;<a href=\"https:\/\/equilibrium.gucci.com\/it\/gucci-introduces-demetra-a-luxury-innovative-material\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Demetra<\/a>, materiale sviluppato internamente da Gucci che, stando a quanto diffuso dalla maison, \u00e8 realizzato con il 70 per cento di materie prime vegetali come&nbsp;<strong>polpa di legno e poliuretano bio-based<\/strong>. Per una maison del lusso che ha fondato il suo heritage su prodotti in pelle, cambiare rotta non \u00e8 cosa semplice, soprattutto perch\u00e9 deve garantire ai suoi consumatori performance equiparabili ai prodotti di sempre che nel caso della pelle sono principalmente durabilit\u00e0 e morbidezza al tatto. Un\u2019altra prova?&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.hermes.com\/it\/it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Herm\u00e8s<\/strong><\/a>&nbsp;nel 2021 ha lanciato la sua iconica&nbsp;<strong>Victoria Bag<\/strong>, che produce dal 1977, in versione vegana,&nbsp;<strong>realizzata con pelle prodotta a partire dai funghi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Arance, mele, funghi, ananas, bucce d\u2019uva, foglie di cactus, cocco: quali sono gli \u201cingredienti\u201d per fare materiali bio-based?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Brand come\u00a0<a href=\"https:\/\/orangefiber.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Orangefiber<\/strong><\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/appleskin.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Appleskin<\/strong><\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/mylo-unleather.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Mylo<\/strong><\/a>\u00a0o\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ananas-anam.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Pi\u00f1atex<\/strong><\/a>\u00a0sono ormai noti al mondo della moda e sinonimo di pelle bio-based di qualit\u00e0, ma la ricerca produce materiali innovativi in continuazione. Intanto per\u00f2 occorre fare chiarezza: cosa si intende per\u00a0<strong>materiale bio-based?<\/strong>\u00a0Un materiale, per potersi dire a base biologica\u00a0<strong>deve essere derivato \u200b\u200bin tutto o in parte da biomassa<\/strong>, come\u00a0<strong>piante<\/strong>,\u00a0<strong>alberi<\/strong>\u00a0o\u00a0<strong>animali<\/strong>, che deve aver subito un trattamento fisico, chimico o biologico. Un materiale bio-based poi pu\u00f2 essere\u00a0<strong>biosintetico<\/strong>,\u00a0<strong>biofabbricato<\/strong>\u00a0o\u00a0<strong>bioassemblato<\/strong>: ovvero nel primo caso la biomassa \u00e8 trasformata da un\u00a0<strong>microorganismo vivente<\/strong>, nel secondo \u00e8 prodotta da cellule viventi (come i mammiferi, ma anche microrganismi come i batteri, i lieviti o il micelio, la radice del fungo. I bioassemblati infine vengono\u00a0<strong>coltivati e trasformati grazie all\u2019intervento di altri organismi, come batteri<\/strong>. Uno studio della<strong>\u00a0ONG olandese Fashion For Good<\/strong>,\u00a0<a href=\"https:\/\/reports.fashionforgood.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Understanding-Bio-Material-Innovations-Report.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Understanding \u201cbio\u201d material innovation<\/a>, mette in luce come molto spesso la dicitura di bio-based sia\u00a0<strong>impropria nel mondo del tessile<\/strong>. \u201cMateriale bio-based\u201d oggi\u00a0<strong>\u00e8 un termine abusato<\/strong>: il marketing \u00e8 sempre pi\u00f9 aggressivo quando si tratta di agganciare consumatori attenti all\u2019ambiente e\u00a0<strong>disposti a pagare di pi\u00f9 per difenderlo<\/strong>: comprendere i meriti dei diversi fornitori e degli innovatori \u00e8 cruciale per orientarsi in uno dei campi pi\u00f9 minati dal\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lifegate.it\/tag\/greenwashing\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>greenwashing<\/strong><\/a>. La percentuale di materiale ricavato da biomassa ad esempio\u00a0<strong>non sempre \u00e8 indicata e non sempre \u00e8 il 100 per cento<\/strong>, come il Demetra di cui sopra che ricava da materiale organico il 70 per cento dei suoi componenti e, correttamente, lo indica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La maggior parte delle aziende virtuose in questo senso nascono con lo scopo di sfruttare i vantaggi dell\u2019economia circolare, e quindi generare valore a partire da scarti di produzione o alimentari.&nbsp;<a href=\"https:\/\/circularsystems.com\/agraloop\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Agraloop<\/strong><\/a>&nbsp;\u00e8 una societ\u00e0 basata negli Stati Uniti la cui raffineria \u00e8 in grado di trasformare i rifiuti alimentari, come le foglie delle ananas, le bucce di banana o la corteccia della canna da zucchero, in fibre naturali che possono essere utilizzate dall\u2019industria tessile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Mylo<\/strong>&nbsp;realizza materiali bio-based a partire dalla radice dei funghi (micelio, da qui il nome),&nbsp;<strong>Pinatex<\/strong>&nbsp;\u00e8 una pelle vegetale ricavata dagli scarti delle foglie d\u2019ananas mentre&nbsp;<a href=\"https:\/\/desserto.com.mx\/home\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Desserto<\/strong><\/a>, realt\u00e0 messicana finalista agli&nbsp;<strong>Lvmh innovation award del 2020<\/strong>, la ricava dalle foglie di cactus e la startup&nbsp;<a href=\"https:\/\/malai.eco\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Malai<\/strong><\/a>&nbsp;la ricava addirittura dall\u2019acqua di cocco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Apple skin<\/strong>&nbsp;\u00e8 probabilmente una delle realt\u00e0 pi\u00f9 conosciute e produce pelle vegetale a partire dagli scarti delle mele.&nbsp;<strong>Orange Fiber<\/strong>&nbsp;produce un tessuto molto simile alla seta prodotto a partire dagli scarti degli agrumi molto utilizzato da Salvatore Ferragamo e nella collezione Conscious di H&amp;M.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\" id=\"attachment_391770\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.lifegate.it\/mKEJ603UP8SDHlPdz4_jM0l4lS0=\/768x\/smart\/https:\/\/www.lifegate.it\/app\/uploads\/2023\/01\/pelle-vegana-cocco.jpg\" alt=\"Pelle vegana cocco\" class=\"wp-image-391770\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un materiale simile alla pelle si pu\u00f2 ricavare anche a partire dall\u2019acqua di cocco \u00a9 Louis Hansel<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/spiber.inc\/en\/brewedprotein\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Spiber<\/strong><\/a>&nbsp;\u00e8 invece una compagnia giapponese specializzata in maeriali bio-based che ha brevettato una<strong>&nbsp;proteina fermentata&nbsp;<\/strong>che pu\u00f2 essere utilizzata per creare una moltitudine di tessuti e materiali. Il processo di ricerca \u00e8 durato 15 anni e ha portato alla definizione di una tecnologia basata sulla fermentazione, da qui il nome del materiale, ovvero&nbsp;<strong>Brewed Protein.&nbsp;<\/strong>Si tratta di un polimero proteico fermentato che tra le sue trasformazioni prevede anche quella in un materiale simile alla pelle: modificando il trattamento superficiale e la struttura interna del materiale, \u00e8 infatti possibile ricreare una vasta gamma di esperienze tattili diverse.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Opportunit\u00e0 e criticit\u00e0<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un mercato in tale crescita chiaramente fa gola, ma \u00e8 importante imparare a discernere quando un materiale che viene definito bio-qualcosa sia&nbsp;<strong>veramente sostenibile da un punto di vista ambientale<\/strong>: al netto delle scelte personali, bisogna sempre fare molta attenzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non essendoci una chiara percentuale di riferimento, non \u00e8 detto che il&nbsp;<strong>prodotto che scegliamo per ragioni etiche<\/strong>&nbsp;poi non sia dannoso per l\u2019ambiente sotto altre forme, magari perch\u00e9 contenente sostanze derivanti dalla plastica. \u201cBio-based non indica il processo di incorporazione: il mondo dei materiali alternativi alla pelle contiene per lo pi\u00f9 spalmati e, non tutte, ma alcune di queste spalamature sono a base plastica, contengono quindi poliuretano o Pvc\u201d avverte&nbsp;<strong>Enrica Arena<\/strong>, Ceo di Orange Fiber.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\" id=\"attachment_391774\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.lifegate.it\/8UooLAvN203R3o-N26usg4d51Es=\/768x\/smart\/https:\/\/www.lifegate.it\/app\/uploads\/2023\/01\/t-shirt-ferragamo-orange-fiber-collection.jpg\" alt=\"Orange Fiber\" class=\"wp-image-391774\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Orange Fiber \u00e8 un tessuto simile alla seta 100% natuale, ricavato a partire dagli scarti delle arance e dalla cellulosa \u00a9 Orange Fiber<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cQuesto fa s\u00ec, ad esempio che un prodotto in origine naturale diventi non riciclabile e non biodegradabile. Nel caso di Orange Fiber tutto quello che viene utilizzato \u00e8 di origine naturale: la percentuale di arance \u00e8 intorno al 20-25 per cento e il restante \u00e8 cellulosa proveniente da foreste certificate\u201d, continua Arena. \u201cIl prodotto passa poi attraverso un processo di sintesi: in questo momento stiamo collaborando con il gruppo&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.lenzing.com\/products\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Lenzing<\/strong><\/a>, che prevede che tutte le loro fibre siano certificate anche per essere&nbsp;<strong>biodegradabili<\/strong>&nbsp;sia in ambiente marino, che domestico, che industriale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quindi che fare quando si vuole trovare un\u2019alternativa bio-based alla pelle, alla seta, o a qualsiasi altro materiale?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quello che suggerisce Enrica Arena \u00e8 di \u201cleggere con attenzione l\u2019etichetta merceologica e di composizione, dove fa fede il processo di composizione e produzione della fibra: se sono indicate le sigle Pu o Pvc significa che siamo di fronte a tessuti contenenti della plastica\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riproduzione di &#8220;LIFEGATE DAILY&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mercato della \u201cpelle vegana\u201d \u00e8 in forte ascesa, ma non tutti i materiali bio-based&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-1028","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-startup"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1028","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/11"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1028"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1028\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1033,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1028\/revisions\/1033"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1028"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1028"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.startupmagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1028"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}