Finanziamenti top: 60 milioni di € per ManoMano, ecommerce francese

E' semplicemente un marketplace tra rivenditori e clienti finali. E' nato nel 2013 ma in soli 4 anni è arrivato al tetto di oltre un milione di prodotti in vendita online e 170 dipendenti sparsi per le sue sedi in Italia, Spagna, Germania, Belgio e Regno Unito.
Parliamo di ManoMano, l'ecommerce francese che spopola tra clienti e investors.
Recentissima infatti la notizia di un boost di ben 60 milioni di euro giunti delle tasche della giovane impresa che, come buona parte dei portali omologhi, trattiene nel suo business model un tot da ogni vendita andata a buon fine.
Segreta la percentuale esatta della commissione incassata a ciascuna transazione, il giro di affari generato non deve essere da poco. 
A seguire il round di finanziamento, General Atlantic, una società di private equity americana che fa salire a 73 milioni il totale degli investimenti ricevuti dalla startup.

 

Round da 60 milioni di euro per ManoMano, un sito francese di e-commerce di prodotti di bricolage e giardinaggio che funziona come un marketplace tra rivenditori e clienti finali. Il finanziamento è stato raggiunto in un'operazione Series C guidata da General Atlantic, una società di private equity americana, e fa salire a 73 milioni di euro (dati Crunchbase) il totale di investimenti confluiti sulla piattaforma dalla sua fondazione del 2013 ad oggi.
In circa quattro anni di attività, il gruppo è arrivato a oltre un milione di prodotti in vendita online e 170 dipendenti sparsi per le sue sedi in Italia, Spagna, Germania, Belgio e Regno Unito. Altri 30 dovrebbero essere assunti «entro il trimestre», hanno spiegato al Sole 24 Ore i cofondatori Philippe de Chanville e Christian Raisson. Un trend che si riallaccia a un ritmo di espansione intenso, almeno nelle dimensioni dell'organico, con il salto dai 9 dipendenti del 2013 ai 200 che si toccheranno entro la fine dell'anno. Il modello di business, analogo a quello adottato da buona parte dei portali di commercio elettronico, prevede l'incasso di una quota sugli acquisti effettuati in Rete.
La società non ha voluto però fornire né la percentuale esatta della commissione né dati suoi ricavi, anche se dichiara di aver generato in Italia un giro d'affari (cioè vendite di prodotti) per 13 milioni di euro negli ultimi 12 mesi. Il pareggio è stato raggiunto, per ora, solo sul mercato domestico: «Ad oggi, abbiamo raggiunto il break-even solo in Francia – dicono i fondatori – Il nostro obiettivo non è comunque solo il pareggio, ma quello di crescere». I
n questo senso, buona parte del round sarà investita su due fronti: il reclutamento di nuovi risorse, già citato, e investimenti in marketing per amplia re il bacino di utenza del portale. Quanto all'assunzione di nuovi profili, le ricerche saranno divise principalmentra tra i reparti It, data management (gestione dati) e business development. E tra i paesi di destinazione ci potrebbe essere anche la Penisola: «Cerchiamo ad esempio data scientist e data engineer, anche in Italia» fanno notare de Chanville e Raisson.
Quanto alla leva del marketing, si tratta di insistere su un marchio che deve restare a galla in un mercato già affollato. Oggi i clienti sono 1,9 milioni, ma l'intenzione è di alzare l'asticella e tentare di fare breccia anche su clientele come quella italiana. I fondatori spiegano che il mercato online di bricolage e gardening ha ancora una« bassa penetrazione», rispetto al potenziale che si potrebbe ricavare. Secondo quanto sostiene l'azienda, il mercato del bricolage concentrerà il 50% del suo valore sul Web entro il 2025. «Il mercato è in pieno sviluppo – dicono i fondatori – e dobbiamo crescere per prenderne la più grossa fetta. Il più rapidamente possibile».

Fonte: Il Sole 24 Ore

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