Al via la fiera Key Energy-Ecomondo, il Salone dell’Energia e della Mobilità Sostenibile

KEY ENERGY è il Salone dell’Energia e della Mobilità Sostenibile in programma a Rimini Fiera dal 7 al 10 novembre, in contemporanea a Ecomondo, la grande piattaforma della Green Economy e dell’economia circolare.

La giornata inaugurale (taglio del nastro alle 10.30 in hall sud) si aprirà con l’intervento del Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, presenza che sottolinea l’attenzione dedicata ai temi green quando si tratta di costruire una visione positiva del futuro.

Key Energy, sotto l’ampio tema del climate change, accoglie tutte le novità in materia di sviluppo sostenibile, dalle soluzioni industriali alle applicazioni anche urbane di efficienza energetica, dalle energie rinnovabili alla mobilità fino agli scenari più futuristici delle città sostenibile.

Fanno parte di Key Energy anche:

  • Key Wind, evento italiano di riferimento per le aziende del settore eolico, ospita i principali operatori e produttori di tecnologie per impianti eolici di grande, media e piccola taglia, on-shore e off-shore;
  • Key Storage, sezione dedicata ai sistemi di accumulo che percorre in maniera trasversale il mondo delle rinnovabili;
  • Key Solar, principale novità di Key Energy 2017, nuova area espositiva dedicata alle tecnologie solari più innovative;
  • Key Efficiency, è il padiglione dedicato alle tecnologie, sistemi e soluzioni per un uso intelligente delle risorse.

Le startup

Sono tantissime proposte innovative made in Italy: quindici startup che sviluppano soluzioni innovative per la lotta ai cambiamenti climatici propongo i loro servizi e prodotti. Le startup provengono da tutto il territorio nazionale e partecipano al programma di supporto internazionale Climate-KIC Startup Accelerator promosso dall’Istituto Europeo per l’Innovazione e la Tecnologia nell’ambito dell’iniziativa Climate-KIC. In Italia, il programma è realizzato da ASTER S.cons.p.a. e da Climate-KIC srl.

Biobased Industry e Bio economia circolare:

  • CreoHTC mira a produrre macchine modulari basate sulla tecnologia di carbonizzazione idrotermale per trasformare scarti organici, anche quelli con elevato contenuto di acqua, in risorse come biochar, energia, ammendanti e fertilizzanti.
  • ALL Power Labs Italia sviluppa e vende gassificatori a biomassa.
  • Graphene-xt, startup nata da un team di giovani universitari, con base a Bologna, è specializzata nella produzione di grafene, il materiale del futuro nel settore delle rinnovabili, sopratutto per la produzione del fotovoltaico.
  • Green Code, è una startup trentina che sta sviluppando Demetra, un conservante naturale da un estratto sotto forma di sostanta liquida. Il prodotto sarebbe un passo avanti cruciale nell’ambito della conservazione dei prodotti ortofrutticoli. Il conservante è in fase di sperimentazione.

Bonifica dei siti contaminati e riqualificazione:

  • Microwaste ha l’obiettivo di risolvere il problema dei rifiuti su scala internazionale, sviluppando macchine altamente innovative per il trattamento di rifiuti composti da amianto.

Acqua:

  • Ice Cream Team è una piattaforma multiside per la ricerca scientifica e il turismo sostenibile è costituita da due strumenti interconnessi, LIVE Glacier e l’applicazione IceKing.

Città sostenibile

  • Enerpaper, che produce bobine di isolante a base di cellulosa: in pratica i materiali di isolamento sono fatti di comunissima carta e offrono una validissima alternativa per l’isolamento termo-acustico degli edifici.
  • Cubbit, sempre bolognese, è il primo data-center al mondo che non si poggia su alcun server. L’obiettivo del team è quello di superare i limiti del cloud tradizionale con notevoli vantaggi in termini di sostenibilità ambientale, performance, prezzo e sicurezza dei dati.
  • ACME21 propone BEEing, una linea di prodotti volta a migliorare la vita delle api – che come sappiamo so no fondamentali per l’equilibrio dell’ecosistema e la cui popolazione al momento è minata dal contatto con pesticidi e dall’inquinamento. Il progetto consente addirittura a qualsiasi cittadino di diventare apicoltore e di allevare un alveare sul balcone di casa propria.
  • Così come Orthoponics, che promuove la pratica dell’orto urbano attraverso l’acquaponica e la geodetica, ossia sfruttando l’acquario dei pesci per produrre fertilizzante per orticelli, e come Composharing che si occupa di nuovi metodi per favorire il compostaggio domestico e di piccole comunità.
  • StudioMapp ha sviluppato Qirate, una navigation app appositamente progettata per passeggiate e ciclisti, che aiuta i cittadini a trasformare la loro mobilità personale da un problema in una soluzione verde, migliorando la qualità della vita nella loro città, riducendo la congestione e l’inquinamento, e mantenendoli in buona salute.

Energia – Key Energy:

  • Green Idea Technologies è la prima società di consulenza ambientale informatica in Europa, di stanza a Bologna. Al centro del suo progetto ci sono la rigenerazione e il ricondizionamento di supporti, device e più in generale di tutto l’hardware per cui le aziende si trovano costrette a un continuo ricambio. In sostante, la soluzione proposta da GIT eviterebbe i periodici e continui usa e getta di telefoni e computer, con un risparmio notevole per le aziende e un grande apporto in termini di riciclo dei materiali.
  • DIFLY ha sviluppato ELYSIA, un drone di tipo convertiplano ad alto contenuto tecnologico con autonomia di volo stimata di 10- 12 ore.
  • Wrebby è una piattaforma web per condividere cataloghi aziendali sul web e durante le fiere. Wrebby aiuta le imprese a dematerializzare il materiale informativo, automatizzare processi manuali di condivisione e fornire informazioni dettagliate sull’interesse dei prodotti.

 

I NUMERI DELLE ENERGIE RINNOVABILI

L’elettricità generata da fonti rinnovabili el 2016 è stata pari a 106,2 TWh, circa 1,4 TWh in meno rispetto al 2015, con una quota delle rinnovabili elettriche sulla domanda del 34,2%.

Il fotovoltaico ha prodotto 22,5 TWh, più o meno quanto fatto nel 2015, coprendo il 7,3% della domanda elettrica (l’8,2% della produzione interna). Dal 2014 la produzione annuale da solare FV è cresciuta di soli 700 GWh e oggi rappresenta il 21,2% di tutte le rinnovabili.

In notevole crescita la produzione da eolico: +18,7% (con 17,4 TWh nel 2016), così da coprire il 5,6% della domanda elettrica (6,3% della produzione). L’energia dal vento oggi costituisce in Italia il 16,4% delle fonti rinnovabili. Crescono gli investimenti nel settore, specie all’estero: nel 2015 (ultimo dato disponibile) sono state compiute operazioni per 9,9 miliardi di euro, pari a 6.231 MW, +31,5% rispetto al 2014.

Un dato confortante arriva dalle Regioni. Quasi tutte hanno superato le previsioni di consumo di energia da fonti rinnovabili stabilite dal decreto cosiddetto Burden Sharing nel periodo che va dal 2012 al 2015 e molte fra queste hanno addirittura superato gli obiettivi al 2020. Lo evidenzia il rapporto “Monitoraggio statistico degli obiettivi nazionali e regionali sulle fonti rinnovabili di energia. Anni 2012-2015”, che contiene i dati statistici ufficiali sui consumi finali lordi di energia, complessivi e da fonti rinnovabili, rilevati nelle regioni e nelle province autonome italiane (Fonti: Terna, Althesys, GSE).

Strategia Energetica Nazionale – L’avvenimento principale per le rinnovabili e per tutto il settore energetico è sicuramente l’approvazione della Strategia Energetica Nazionale, il documento condiviso dai ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente atteso per novembre, che punta ad aumentare la competitività del Paese allineando i prezzi energetici a quelli europei, a migliorare la sicurezza dell’approvvigionamento e a decarbonizzare il sistema energetico, in linea con gli obiettivi di lungo termine dell’Accordo di Parigi.

Tra i punti principali si delinea un’uscita dal carbone entro il 2024, privilegiando tra le fonti fossili il ricorso al gas naturale. Le analisi di scenario proposte dalla SEN evidenziano che l’Italia rispetterebbe gli impegni europei al 2030 con una quota di rinnovabili dall’obiettivo minimo del 27% che si tradurrà, per il settore elettrico, nella copertura di almeno la metà del consumo con fonti rinnovabili. Grazie all’evoluzione tecnologica sarà poi possibile eliminare, a partire dal 2020, gli incentivi diretti sulla produzione per passare a politiche di sostegno che faciliteranno gli investimenti. Tra questi sono considerati prioritari: l’introduzione di contratti a lungo termine per i grandi impianti, da attribuire mediante meccanismi di gara competitiva; per i piccoli impianti, la promozione dell’autoconsumo; per gli impianti esistenti, il supporto al repowering (specie per eolico e fotovoltaico) tramite la semplificazione dell’iter autorizzativo.

Scenari futuri – Secondo un rapporto dell’Agenzia internazionale dell’Energia, entro il 2022 la capacità elettrica mondiale da rinnovabili aumenterà del 43%, con l’aggiunta di 920 GW: a trainare la crescita sarà il fotovoltaico di Cina e India. A livello globale, tra il 2017 e il 2022 la capacità di generazione elettrica da impianti fotovoltaici aumenterà di 438 GW. A seguire l’eolico, con 321 GW, e l’idroelettrico, con 119 GW. Sempre in base al rapporto, il fotovoltaico cinese è alla base anche del record stabilito dalle rinnovabili nel 2016. L’anno scorso la capacità di produzione elettrica da fonti pulite è aumentata di 165 GW, con un + 6% sul 2015. Il fotovoltaico ha contribuito per 74 GW, seguito dall’eolico con 51 GW (Fonte Agenzia internazionale dell’Energia).

Focus su biogas e biometano – L’Italia, forte dei suoi 1.500 impianti di digestione anaerobica in esercizio, è oggi il terzo produttore al mondo di biogas da matrici agricole: ogni anno produce 9,37 TWh di energia elettrica. Al 2030 il settore potrebbe soddisfare il 10% della domanda nazionale di gas naturale, pari a circa 8 miliardi di metri cubi. Le bioenergie sono importanti per le molteplici ricadute economiche e occupazionali: a titolo di esempio, il Sud Italia potrebbe generare investimenti nel prossimo decennio tra i 3,8 e i 5,6 miliardi di euro (fonti CIB e Althesys).

Con il nuovo decreto atteso da tempo si potrà inoltre dare impulso alla produzione di biometano per un potenziale di circa 8,5 miliardi di metri cubi al 2030, una cifra che corrisponde al 15% del fabbisogno italiano annuo di gas naturale.

Dal 30 giugno scorso, in provincia di Bergamo è entrato in funzione il primo impianto in grado di immettere biometano nella rete di trasporto nazionale. La produzione annua di biometano prevista a regime sarà di circa 32 milioni di metri cubi standard, che rappresenta l’equivalente quantitativo di biocarburante per una percorrenza di circa 640 milioni di chilometri da parte di “autoveicoli bio”. Si tratta del primo esempio di impianto industriale presente in Italia in grado di produrre biometano esclusivamente dal trattamento dei rifiuti organici della raccolta differenziata urbana; la produzione oraria è pari a 3750 Smc di biometano.

Focus sull’efficienza energetica – Dal Rapporto annuale sull’efficienza energetica dell’Enea emerge come il nostro Paese sia fra i leader in Europa in questo campo con un livello d’intensità energetica di quasi il 17% inferiore della media UE, dato particolarmente positivo perché tanto più basso è il valore dell’intensità energetica tanto più è alta l’efficienza energetica del Paese. Il Rapporto evidenzia che l’Italia ha rispettato l’obiettivo definito per il 2016 dal Piano Nazionale di Efficienza Energetica 2011 e ha raggiunto il 41% dell’obiettivo di risparmio al 2020 fissato dal Piano Nazionale di Efficienza Energetica 2014. Tra gli strumenti per promuovere l’efficienza si sono rivelati particolarmente efficaci i certificati bianchi e le detrazioni fiscali per le riqualificazioni energetiche, i cosiddetti ecobonus, utilizzati soprattutto per interventi di isolamento termico degli edifici, la sostituzione di serramenti e l’installazione di impianti di riscaldamento più efficienti. In 10 anni (2007-2016), grazie agli ecobonus sono stati effettuati circa 3 milioni di interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti per circa 32 miliardi di euro di investimenti totali. Inoltre, sono già stati raggiunti gli obiettivi di efficienza previsti dal Piano nazionale PAEE 2011 per il periodo 2005-2016 e gli obiettivi 2011-2020, indicati nel PAEE 2014, sono stati raggiunti al 40%, con punte dell’84% nel settore residenziale, mentre trasporti e terziario (nel quale rientra la PA) sono più lontani. Solo nel periodo 2014-2016 i risparmi sono stati di circa 3.300 GWh/anno, poco più di 0,28 Mtep/anno. Nel 2016, in particolare, i risparmi hanno superato i 1.100 GWh/anno, soprattutto per la sostituzione di serramenti (oltre il 41%) e la coibentazione di solai e pareti (oltre il 26%), tipologie di interventi che, insieme alla riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento dell’intero edificio, hanno il miglior rapporto costo/efficacia (Fonte Enea).

Focus eolico – Settembre 2017 è stato un ottimo mese per le installazioni eoliche che, con 29,4 MW, raggiungono circa 313 MW (+36% rispetto ai primi nove mesi del 2016). Notevole l’aumento (+157%) delle unità di produzione, grazie alle attivazioni di impianti mini-eolici di taglia compresa tra 20 e 60 kW. Per quanto riguarda la diffusione territoriale, la maggior parte della potenza connessa (97%) è localizzata nelle regioni del Sud Italia. Le richieste di connessione di impianti di taglia inferiore ai 60 kW sono il 28% del totale installato fino a settembre 2017, mentre gli impianti superiori ai 200 kW costituiscono il 71% del totale (Fonte ANIE Rinnovabili).

L’eolico offshore ha registrato ottimi risultati in Nord Europa. Nel 2016 l’attività eolica più consistente ha riguardato quattro paesi: Gran Bretagna, Germania, Belgio e Norvegia, con l’80% della nuova capacità finanziata in Europa.

Interessanti anche i dati di uno studio sull’occupazione, secondo i quali con la crescita dell’eolico si avrebbero 67.200 nuovi posti di lavoro al 2030. L’eventuale crescita della fonte eolica nel nostro Paese comporterebbe la realizzazione di circa 5,3 GW di nuova capacità e 3,4 GW di rinnovamento di impianti esistenti, altrimenti dismessi: rispetto al 2016, ciò determinerebbe un incremento del 75% degli occupati permanenti e un incremento medio del 35% degli occupati temporanei annuali (Fonte ANEV).

Focus fotovoltaico – A fine 2016, risultavano in esercizio in Italia 732.053 impianti fotovoltaici, per una potenza installata di 19.283 MW (+382 MW rispetto a fine 2015), che l’anno scorso hanno prodotto 22,1 TWh di energia (0,8 TWh in meno rispetto all’anno precedente). Gli impianti installati nel corso dell’ultimo anno, per la grande maggioranza di piccole dimensioni, sono stati 44.294 impianti, la quasi totalità di potenza inferiore ai 200 kW, per una potenza installata complessiva pari a 382,4 MW. Oggi le installazioni di piccola taglia (con potenza inferiore o uguale a 20 kW) costituiscono oltre il 90% degli impianti totali installati in Italia nel 2016 e rappresentano il 20% della potenza complessiva nazionale. La regione Lombardia detiene il primato in termini di numerosità, con poco meno di 110.000, seguita dalla regione Veneto con 99.486 impianti. Le due realtà insieme rappresentano il 28,5% degli impianti installati sul territorio nazionale. In termini di potenza installata è invece la Puglia la prima regione, con 2.623 MW; qui si rileva anche la dimensione media degli impianti più elevata (58,8 kW) (Fonte GSE).

Focus accumulo elettrico – Un rapporto sui sistemi di accumulo evidenzia che in Italia il mercato potenziale della “riserva di energia” da qui al 2025 è stimato in 150 milioni di euro, di cui il 50% relativo ai sistemi ex novo (oltre 25.000 realizzazioni) e il restante 50% al retrofit (circa 21.000 realizzazioni). Nel 2016 il mercato dei sistemi di accumulo ha registrato nel mondo la cifra record di 1,2 GW di capacità globale installata, con un aumento di 500 MW rispetto a un anno prima. Il mercato dei SdA oggi vale 6 miliardi di euro, ma già nel 2020 dovrebbe superare i 15 miliardi. Secondo le ultime previsioni di GlobalData, la capacità installata nei dispositivi di storage energetico a livello mondiale toccherà 14 GW nel 2020 (era 1,5 GW nel 2015) (Fonte Ricerca Politecnico di Milano).

Focus mobilità sostenibile – I veicoli a basso impatto ambientale circolanti in Italia sono 3,4 milioni, pari al 7,9% del totale, costituito da 43,2 milioni di unità. I dati evidenziano un aumento della componente ecologica del parco del Belpaese del 35,1% rispetto al 2010, quando tale categoria contava 2,5 milioni di unità. Rientrano nel computo i mezzi alimentati a metano (1.004.982 targhe, pari al 2,3% del totale), quelli a GPL (2.259.773, 5,2%) e l’accoppiata ibride ed elettriche (131.732, 0,3%). A livello regionale, l’elaborazione assegna il titolo del territorio più virtuoso alle Marche, che presenta una componente del 16,6% di mezzi ad alimentazione alternativa, seguita da Emilia Romagna (16,5%) e Umbria (11,6%). Il car sharing è presente invece in 26 città italiane, il bike sharing in 60 città. Inoltre, ci sono 38,1 mq di aree pedonali per 100 abitanti. 66 città hanno istituito Zone 30, altre 103 la Ztl. 55 Comuni dispongono di punti di ricarica per veicoli elettrici (Fonti Istat, Osservatorio Autopromotec).

 

Serena Magi

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