ALLO U.S. THF STAKEHOLDERS’ MEETING DI WASHINGTON: la progettualità diventa iniziativa e nasce l’acceleratore per tecnologie “trusted”

Alla 5° edizione dell’appuntamento promosso dal Transatlantic Harmonic Foundation (THF) presentati i risultati delle attività messe in campo da istituzioni, imprese, ricerca e investitori

  • Dall’accordo tra Harmonic Innovation Group, attraverso THF, e il Krach Institute for Tech Diplomacy at Purdue, con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia, nasce lo U.S.–Italy Trusted Tech Accelerator.
  • Oltre 300 potenziali opportunità di partnership mappate da HIG e un roadshow di matchmaking che nel 2027 toccherà quattro Stati americani (Texas, California, Indiana e New York).

Washington, 19 ottobre 2026 – Si è concluso a Washington il quinto U.S. THF Stakeholders’ Meeting, che ha segnato un passaggio di fase nel percorso avviato negli anni per rafforzare la partnership tra Italia e Stati Uniti sul fronte della cooperazione tecnologica, allineando gli investimenti in innovazione e promuovendo una visione condivisa nello sviluppo delle industrie del futuro.

L’appuntamento, organizzato nell’ambito del U.S.-Italy Dialogue on Trusted Technologies for Democracies, è stato infatti l’occasione per presentare i risultati delle attività messe in campo da Istituzioni, imprese, ricercatori e investitori che hanno partecipato numerosi. Tra questi, nella due giorni tenutasi tra il Krach Institute e l’Ambasciata Italiana, sono intervenuti, oltre a Marco Peronaci – Ambasciatore d’Italia negli USA, anche il Vicepresidente della Camera dei Deputati, Giorgio Mulè, i Presidenti delle Regioni Lombardia e Lazio, Attilio Fontana e Francesco Rocca, Giuseppe Pasini, Presidente di Confindustria Lombardia, Fabrizio Cobis del Ministero dell’Università e della Ricerca, Amedeo Teti del Ministero delle Imprese e Made in Italy. Per gli Stati Uniti, sono intervenuti Jacob Helberg, Sottosegretario di Stato per gli Affari Economici, Nicole Johnson del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e rappresentanti dei Dipartimenti del Commercio e dell’Energia, della U.S. International Development Finance Corporation. Presenti anche grandi realtà industriali, di ricerca e finanziarie come Leonardo, Microsoft, Google, ServiceNow, SACE, Export-Import Bank of the United States e Intesa Sanpaolo, insieme ai Centri Nazionali di Ricerca italiani, a ISSNAF e alla Purdue University. A chiudere i lavori, Francesco Cicione, Presidente Fondatore di Harmonic Innovation Group, che attraverso THF è tra i promotori dell’iniziativa assieme al Krach Institute.

Tra le novità importanti presentate, anche la costituzione e partenza dello U.S.-Italy Trusted Tech Accelerator, l’iniziativa di 18 mesi nata dall’accordo tra Harmonic Innovation Innovation Group (HIG), attraverso THF, e il Krach Institute for Tech Diplomacy at Purdue, col patrocinio dell’Ambasciata d’Italia. Il programma individuerà tecnologie e competenze promettenti in Italia e negli Stati Uniti per metterle al servizio di soggetti industriali, scientifici e finanziari con cui sviluppare potenziali partnership e accordi. L’obiettivo è favorirne crescita e sviluppo trasformandole in progetti di ricerca congiunti, nuovi prodotti, imprese e opportunità di investimento che promuovano tecnologie affidabili e rafforzino i legami economici e di sicurezza tra i due Paesi. In particolare, il programma si concentrerà su tre aree interconnesse: l’ecosistema dell’intelligenza artificiale (IA applicata ai sistemi fisici e robotica, calcolo quantistico, calcolo ad alte prestazioni e cybersicurezza); energia (reti intelligenti, nucleare avanzato e fusione, geotermia, accumulo energetico e sistemi elettrici resilienti, indispensabili per sostenere lo sviluppo delle tecnologie emergenti); scienze della vita (terapie geniche e a RNA, biotecnologie, diagnostica, dispositivi medici e bioproduzione).

“Gli Stati Uniti e l’Italia vantano un partenariato di lunga data nel settore tecnologico”, ha dichiarato Marco Peronaci, Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti. “La collaborazione è già molto avanzata per esempio nel settore dello Spazio: l’Italia è tra i partner principali di Artemis e contribuirà al programma di esplorazione lunare partecipando allo sviluppo di moduli abitativi. Pensate che la NASA ha valutato di 5 miliardi di dollari il contributo italiano al programma di esplorazione lunare. La collaborazione è avanzata anche nella fisica fondamentale e nelle tecnologie quantistiche. A Fermilab, per esempio, i ricercatori italiani e americani lavorano insieme sulla fisica dei neutrini in un progetto chiamato Deep Underground Neutrino Experiment (DUNE). Stiamo inoltre facendo progressi significativi sulle tecnologie quantistiche attraverso il Superconducting Quantum Materials and Systems Center. Il progetto lanciato oggi rappresenta un’altra importante tappa della cooperazione tecnologica tra Italia e Stati Uniti. L’Acceleratore offre alle nostre aziende, istituzioni di ricerca, investitori e amministrazioni un modo concreto per entrare in contatto ed esplorare nuove possibilità nel campo dell’Intelligenza artificiale, dell’energia e delle scienze della vita. Creando maggiori opportunità per le nostre imprese, il programma porterà benefici a entrambe le sponde dell’Atlantico”.

“Il modello dell’Accelerator è semplice e ambizioso: partire dalla mappatura delle opportunità per arrivare a partnership qualificate, introduzioni mirate e, infine, a progetti e investimenti”, ha spiegato Emanuele Spampinato, Executive Vice President e Co-CEO di Harmonic Innovation Group. “Vogliamo che le collaborazioni nascano transatlantiche fin dall’inizio, unendo le tecnologie, la ricerca e le capacità industriali dei due Paesi. A Washington abbiamo già visto i primi tavoli trasformarsi in agende di lavoro condivise”.

Sono già oltre 300 le potenziali opportunità di partnership mappate. Sotto la regia di HIG, THF e il Krach Institute, nel 2027 un roadshow di matchmaking toccherà quattro Stati americani (Texas, California, Indiana e New York), vedrà la costituzione di un Working Group sulle barriere normative e istituzionali e uno per la futura Transatlantic Investment Facility, oltre alla redazione di un “Trusted Tech Playbook” sull’adozione delle tecnologie affidabili.

“La nuova fase della diplomazia tecnologica deve puntare sull’esecuzione”, ha affermato Michelle Giuda, CEO del Krach Institute for Tech Diplomacy at Purdue. “Stati Uniti e Italia hanno punti di forza complementari nell’intelligenza artificiale, nel calcolo avanzato, nell’energia, nella manifattura e nelle scienze della vita. Il Trusted Tech Accelerator ci permette di mettere in relazione le aziende, i ricercatori e gli investitori giusti e di trasformare le priorità condivise in partnership, nella convinzione che la tecnologia debba essere al servizio della libertà”.

“Dopo le quattro edizioni passate dello Stakeholders’ Meeting, quest’anno si raccolgono i frutti del tanto lavoro avviato negli anni a latere delle molteplici occasioni di dialogo generate. Diamo il via agli strumenti operativi che rappresentano parte dell’infrastruttura stessa della cooperazione tecnologica tra Italia e Stati Uniti”, ha commentato Andrea Gumina, Presidente della Transatlantic Harmonic Foundation. “Le centinaia di opportunità già mappate e la qualità dei partecipanti alla due giorni – tra Governi, Regioni, grandi imprese, centri di ricerca e investitori – dimostrano che il bisogno di rafforzare la relazione transatlantica c’è e si è pronti a produrre risultati concreti”.

A ulteriore supporto del programma, è stato firmato l’accordo di partnership triennale (2027–2029) tra HIG, THF e ISSNAF, la Fondazione che riunisce oltre 3.500 ricercatori e tecnologi italiani attivi negli Stati Uniti e in Canada. Grazie all’intesa, la comunità scientifica italiana in Nord America assume un ruolo di valutazione scientifica indipendente supportando HIG nell’analisi delle partnership dell’Accelerator. L’accordo apre anche un canale strutturato di accesso a risultati di ricerca e talenti, a supporto delle imprese italiane che vogliono crescere negli Stati Uniti.

Pasqualino Scaramuzzino, Executive Vice President e Co-CEO di Harmonic Innovation Group, ha dichiarato: “Abbiamo lavorato intensamente per aprire un dialogo tra le due sponde dell’Atlantico fondato sulla condivisione dei principi dell’Innovazione Armonica, il metodo di lavoro su cui fonda il nostro progetto industriale e attorno al quale stiamo creando l’Harmonic Innovation Ecosystem per condividere i valori e le relazioni di fiducia che crediamo debbano sottendere allo sviluppo delle tecnologie e industrie del futuro. Il lavoro di questi due giorni appartiene a tutti coloro che hanno partecipato – Governi, imprese e scienziati – scegliendo di mettere le proprie competenze al servizio dei due Paesi”.

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