Un’economia di nome blockchain: l’importanza di capire una piattaforma tecnologica grande quanto internet

Nella corsa darwiniana dell’economia ci sono settori che per rimanere efficaci, onnipresenti e vincenti devono essere pronti ad adottare le tecnologie giuste al momento giusto per gli scopi giusti.

L’ex (?) scommessa sembra essere appunto che il prossimo colpo grosso arriverà dalla piattaforma tecnologica Blockchain. Questo perché mentre l’utilizzo originale di questa piattaforma è stato portato avanti inizialmente pensando “solo” alle transazioni finanziarie, la blockchain ha in realtà un potenziale molto, molto più ampio. Quanto? Potenzialmente grande quanto internet se non dell’intera economia.

Perché l’eleganza della Blockchain sta nell’eliminare per la prima volta nella storia la necessità di un’autorità centrale per verificare la fiducia e l’effettivo trasferimento di valore grazie soprattutto ad un algoritmo matematico che trasferisce potenza e controllo da grandi entità centrali (server e archivi di banche o stati o altro) a “molte”, consentendo transazioni molto più affidabili, molto più veloci e meno costose.

Naturalmente per un player dell’economia come Microsoft o Goldman Sachs o Google o una startup (fintech e non) arrivare concettualmente a capire come utilizzare una piattaforma blockchain significa capire in primis “quali possibilità sono reali”, secondo “cosa è hype” e in ultimo capire “come gettarne le basi”: e tutto questo bisogna farlo già da oggi (se non da ieri…).

Ecco allora che le possibilità della Blockchain appaiono sempre più macroscopiche ed eccitanti; e sembra che quasi qualsiasi industria che si occupi di una sorta di transazione o informazione che richieda quella cosa antichissima, vitale e insostituibile nota come “fiducia” (il che significherebbe qualsiasi industria) possa e sarà interrotta da Blockchain. Ci sono una vasta gamma di applicazioni immediatamente comprensibili su Blockchain, che vanno dallo shopping, al voto o all’affitto della tua casa (barca o auto o ufficio) fino ai sistemi di reputazione. Quindi se fino a ieri il profilo dei bitcoin (alimentato appunto da una rete blockchain) ha spesso mascherato l’importanza crescente e la rilevanza della tecnologia blockchain sottostante per altre applicazioni e settori, questo sta cambiando rapidamente. La tecnologia blockchain offre il potenziale, in base alle circostanze, per i singoli consumatori di controllare l’accesso ai record personali e di sapere chi vi ha acceduto. Con matematica certezza. E senza intervento umano.

Alex Tapscott osserva dal suo libro su questa tecnologia: “Con la tecnologia blockchain è stato aperto un mondo di possibilità e ora disponiamo di una vera piattaforma peer-to-peer che consente l’empowerment economico e informativo personale. Possiamo possedere le nostre identità e i nostri dati personali e non delegarli a “qualcuno” che si porrà sopra di noi (cioè lo Stato); possiamo fare transazioni, creare e scambiare valore senza potenti intermediari che agiscono come arbitri finora superiori e ben pagati di denaro e informazioni. Ma cosa significa la blockchain per le aziende al di fuori del settore finanziario? Oggi le persone attente stanno cercando di capire le implicazioni di un protocollo che consente ai comuni mortali di produrre fiducia attraverso un codice intelligente. Ciò non è mai accaduto prima: transazioni di fiducia direttamente tra due o più parti, saranno autenticate dalla collaborazione di massa su molti computer”.

Molte organizzazioni stanno già esplorando le possibilità della Blockchain per i loro settori, sebbene come noto i primi siano stati principalmente nel settore dei servizi finanziari. Per esempio la partnership nota come “R3”: ovvero un consorzio di 45 tra le più grandi istituzioni finanziarie, dove stanno indagando su cosa “significa” Blockchain per loro. Accanto al consorzio “R3”, quattro delle più grandi banche globali, guidate dalla banca svizzera UBS, hanno sviluppato una “moneta di liquidazione delle utilità” (USC), che è la controparte digitale di ciascuna delle principali valute coniate dallo Stato. Il loro obiettivo è sviluppare un sistema di regolamento che elabori le transazioni in (quasi) in tempo reale anziché giorni. Ma già un terzo esempio è “Australia Post”, che ha pubblicato piani per lo sviluppo di un sistema di voto elettronico basato sulla blockchain per lo stato di Victoria.

Secondo un articolo pubblicato sulla testata inglese online Raconteur, “La prima generazione ci ha portato l’Internet delle informazioni. La seconda generazione, alimentata dalla blockchain, ci sta portando Internet del valore; una nuova piattaforma che può aiutarci a rimodellare il mondo degli affari ed a trasformare in meglio il vecchio modus di portare avanti e concludere gli “affari”(business) umani: ma come Internet tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, questo è ancora all’inizio.

Vista più da vicino, certamente la blockchain sta attualmente avendo il suo maggiore impatto sui servizi finanziari, con i maggiori cambiamenti causati dalle infrastrutture che utilizzano le API blockchain, che si stanno diffondendo nelle aree di velocità nell’elaborazione dei dati, trasparenza (tra le persone giuste) e sicurezza; tuttavia se la fiducia è conditio sine qua non di ogni transazione per non dire di ogni relazione economica ecco che questa piattaforma potrebbe non essere certo l’ “Onnipotente”, ma una piattaforma globale affidabile per le nostre transazioni capace di garantire fiducia superiore è qualcosa di molto grande nella storia dell’homo oeconomicus. Ed è giusto chiamarla allora “il protocollo della fiducia e della certezza”.

Questo successo è dovuto, come accennato in precedenza, al fatto inconfutabile che la blockchain offre ai consumatori l’opportunità di ottenere un maggiore controllo sulle informazioni pertinenti o indispensabili ad una relazione economica. Ciò avrà un impatto sulla maggior parte delle organizzazioni, poiché si basano sempre più sull’acquisizione e l’applicazione dei dati non più manipolabili dei clienti.

Per fare un esempio lontano dalla finanza, un cambiamento interesserà i settori aziendali in cui vi sono molti intermediari, come viaggi e turismo. Qui, la capacità della blockchain di semplificare e accelerare le interazioni, porterà probabilmente a un processo di disintermediazione.

Gli esempi ulteriori ed attuali di aziende e categorie attive nella blockchain includono: pagamenti peer-to-peer (Abra, BTC Jam), internet delle cose (Chimera-Inc, Filament), trasporto collaborativo (La’Zooz, Arcade City) e giochi online ( Auckur, SatoshiDice). Con l’aumentare del numero di applicazioni che utilizzano la tecnologia blockchain, lo sarà anche la sua rilevanza e la chiarezza delle sue potenzialità.

Sintetizzando, se crediamo che la verità di un fatto ci possa rendere più liberi e la fiducia distribuita influenzerà profondamente le persone in tutti i settori della vita allora è corretto prevedere che tutto cambierà. Perché forse sei un consumatore che vuole sapere da dove viene veramente quella carne di hamburger. Oppure sei un immigrato che è stufo di pagare grandi somme per mandare soldi a casa dei propri cari. O forse sei un operatore umanitario che ha bisogno di identificare i titoli di proprietà dei proprietari terrieri in modo da poter ricostruire le loro case dopo un terremoto. O un cittadino stufo della mancanza di trasparenza e responsabilità dei leader politici. O un utente di social media che apprezza la tua privacy e pensa che tutti i dati che generi potrebbero valere qualcosa per te. Ecco allora che mentre scriviamo, alcuni innovatori “sparsi per il mondo” stanno costruendo applicazioni basate su blockchain che servono a questi scopi. E sono solo l’inizio di qualcosa che non possiamo più fermare. Per fortuna.

 

di Daniele Giacobbe

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