Incontriamo Andrea Fossati, il re dello smart parking

Il fantastico mondo dell’Internet of Things e un software di video analisi al servizio della viabilità urbana. E’ la soluzione trovata da Parquery allo stress di trovare parcheggio. Attraverso un network di telecamere preinstallate (sfruttando ad esempio quelle di sorveglianza) o implementabili ad hoc, si trasmettono le immagini dei posti auto alla piattaforma Parquery in cui vengono analizzate e trasformate in informazioni contestuali. Grazie alla soluzione elaborata da Parquery è possibile oggi monitorare lo stato dei parcheggi delimitati dalle strisce blu e notificare immediatamente, sullo smatphone dei guidatori, l'effettività disponibilità di posti liberi vicini alla propria destinazione.
Non solo, i gestori hanno tutta una serie di altri impieghi delle info rilevate, come la possibilità di veder evidenziate eventuali soste non pagate o l’opportunità di applicare tariffe con la tecnica del dynamic pricing.
StartUp Magazine incontra oggi Andrea Fossati, l’ideatore di tutto questo, che ci racconta come lo smart parking sia balenato nella sua mente e stia prendendo piede così rapidamente.

Per la serie “le cose arrivano quando meno te lo aspetti”, hai sempre dichiarato di non aver mai desiderato di diventare imprenditore. Quale è il tuo percorso di studi e quali i sogni di bambino? Ti sei ritrovato a fondare una startup, come?

Sin da piccolo ho sempre sognato di diventare un inventore. Inoltre, mi sono sempre piaciute la logica, la matematica e l'informatica, non tanto a livello teorico quanto per le loro applicazioni pratiche alla vita quotidiana.
E' per questo che, terminato il liceo scientifico la facoltá di ingegneria informatica mi è sembrata la scelta più naturale, sebbene la storia della mia famiglia avrebbe forse suggerito di intraprendere ingegneria meccanica – l'azienda di famiglia, "start-up" fondata da mio nonno negli anni '50, si occupa infatti di trafilati d'acciaio. Durante un semestre del programma di scambio del Politecnico di Milano con la University of Illinois at Chicago (UIC) ho frequentato un corso introduttivo di Computer Vision (italianizzata in Visione Artificiale), materia per me fino ad allora pressoché ignota … ed è stato amore a prima vista. Ho deciso di intraprendere un dottorato di ricerca in questo ambito: volendo anche iniziare ad essere indipendente economicamente sono stato di fatto costretto a cercare bandi al di fuori dell'Italia. Dopo qualche indagine online ho scoperto che il laboratorio di Computer Vision del Politecnico Federale di Losanna (Ecole Polytechnique Federale de Lausanne, in breve EPFL) diretto dal Prof. P. Fua era uno dei migliori al mondo. Ho mandato la mia application, in meno di 3 giorni sono stato invitato per un colloquio e il giorno dopo il colloquio il Prof. Fua mi ha telefonato per confermarmi che la mia domanda era stata accettata. Il dottorato è stata un'esperienza fantastica e alla sua conclusione, nel 2010, ero abbastanza orientato a proseguire la carriera accademica. Per questo ho iniziato un Post Doc presso il Laboratorio di Computer Vision del Politecnico Federale di Zurigo (Eidgenossische Technische Hochschule, in breve ETH), anch'esso molto rinomato a livello internazionale. La mia carriera accademica era sicuramente ben avviata, con numerose pubblicazioni anche di prestigio, ma poi mi sono reso conto, probabilmente un po' in ritardo, che il mondo accademico era in realtá un po' troppo "fine a se stesso": raramente le pubblicazioni e i progetti di ricerca sfociavano in applicazioni concrete e spesso le decisioni riguardanti l'ammissione di articoli a conferenze o la loro pubblicazione su riviste specialistiche avevano motivazioni politiche.

Di conseguenza nel 2013 ho iniziato a guardarmi intorno e, anche grazie alle testimonianze dirette di numerosi colleghi ed ex-colleghi dei laboratori di Losanna e Zurigo (tra i quali i fondatori di molte start-up di successo come Procedural, Kooaba, Pix4D, Playful Vision e Upicto) ho pensato che fondare una start-up avrebbe potuto portarmi davvero a realizzare i miei sogni di bambino, presentandosi inoltre come un percorso più motivante ed accattivante. La mia idea iniziale era di lavorare ad un sistema di analisi dei movimenti per esercizi fisici e di fisioterapia tramite telecamere 3D come il Kinect, tematica molto vicina al mio ambito di ricerca. Putroppo l'idea non è risultata molto di successo dopo i primi prototipi e le prime indagini di mercato. Quando passeggiando insieme alla mia collega Angela Yao abbiamo avuto l'idea di applicare le nostre esperienze in analisi di immagini ad una problematica più "popolare" come i parcheggi, offrendo una soluzione che avrebbe potuto avere un impatto reale ed immediato sulle vite quotidiane di moltissime persone, non abbiamo esitato un attimo a buttarci a capofitto nella trasformazione di quest'idea in un business.
 

Rendere semplice la mobilità in un’epoca in cui spostarsi rapidamente è divenuto una priorità e in cui i parcheggi di certe città sono letteralmente overbooked, è un’idea di business sicuramente vincente. Ma l’investimento necessario per rendere Parquery operativo  è sostenibile anche dai comuni low budgettizzati? Come proponi l’installazione del network di telecamere?

Uno dei vantaggi principali della nostra soluzione è proprio quello di rendere lo smart parking accessibile anche a quei comuni che non possono permettersi soluzioni basate su sensori installati nei singoli stalli di parcheggio, sicuramente molto più onerosi: installare un sensore richiede, ad esempio, perforazioni del manto stradale e, soprattutto, impone un monitoraggio "one-to-one", dove un sensore puo' monitorare un solo parcheggio. Inoltre, i fenomeni atmosferici possono limitare ulteriormente l'uso di questi sensori. Grazie al nostro software, con una sola telecamera possiamo osservare fino a 300 posti auto. Il nostro software, inoltre, funziona persino con telecamere di bassa qualitá e molto economiche e anche con sistemi di telecamere di video-sorveglianza e webcam pre-esistenti. Per far funzionare la nostra soluzione non abbiamo bisogno di flussi video ma solo di immagini statiche, inviate per esempio ogni minuto ai nostri server. Per questo anche la parte di telecomunicazioni per l'invio delle immagini è gestibile in maniera molto semplice, anche tramite carte SIM con abbonamenti dati installate all'interno delle telecamere.

 

La tua “trovata” ha anche implicazioni nel marketing.  Parquery permette infatti l’applicazione di politiche tariffarie dinamiche che, in base all'effettiva disponibilità dei posti in determinate ore del giorno e aree cittadine, variano per promuovere spazi sottoutilizzati.
Quanta ricettività c’è da parte dei comuni nel capire e sfruttare ogni plus della tua piattaforma? Quali le regioni più restie all’innovazione?

Il cosiddetto "dynamic pricing" (appunto il poter variare, anche con cadenza mensile, le tariffe dei parcheggi a seconda del loro utilizzo, secondo le comuni leggi di domanda e offerta che regolano i mercati) è anche a mio parere uno dei vantaggi più interessanti di un sistema di smart parking. La ricettivitá a questo tipo di politiche varia enormemente a seconda del settore geografico: negli Stati Uniti ad esempio questo è giá possibile ed è stato testato durante il programma SFPark a San Francisco qualche anno fa. In Svizzera, invece (dove abbiamo la nostra sede) il dynamic pricing non è consentito a livello normativo federale, in quanto le tariffe dei parcheggi sono decise individualmente, a livello dei singoli cantoni. Altri vantaggi di immediata percezione associati alla nostra soluzione sono la riduzione del traffico dovuto a veicoli in cerca di parcheggio, con conseguente riduzione delle emissioni inquinanti, la migliore efficienza nella ricerca di un parcheggio e nel controllo dei tempi di sosta e dei veicoli parcheggiati in zone vietate.

 

Prospettive/obiettivi 2017? Miglioramento del servizio o concentrazione sulla sua diffusione? Mission Europa o Mondo?

Per il nuovo anno abbiamo numerosi obiettivi, alcuni molto ambiziosi. Da un lato vogliamo concentrarci sulla crescita commerciale su scala mondiale, in particolare attraverso la partecipazione ad alcune fiere che si terranno negli Stati Uniti nel corso dell'anno – fino ad oggi, infatti, abbiamo partecipato a eventi simili solo in Europa. Di fatto, direi che la prioritá è la diffusione di Parquery, perché siamo giá molto soddisfatti del servizio che siamo in grado di fornire, con una precisione giá oggi superiore al 99%.

Dall'altro lato punteremo anche al lancio di servizi addizionali, in aggiunta a quelli relativi ai parcheggi, ma rimanendo sempre nel campo delle smart city e della mobilitá intelligente. Per il momento preferirei non aggiungere altri dettagli, ma potremo sicuramente aggiornarci nel corso del 2017 man mano che proseguiremo con il lancio di nuove applicazioni.

A livello di struttura aziendale, infine, l'obiettivo è di far almeno raddoppiare il team attualmente costituito da 6 persone. Al momento accogliamo 6 culture e background differenti, con più di 10 lingue parlate e vogliamo sicuramente proseguire su questo percorso, perché l'interazione e lo scambio tra culture diverse è senza dubbio una delle parti più interessanti del nostro lavoro quotidiano e uno degli elementi irrinunciabili per costruire una realtá di successo.  

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *